È morto a 81 anni uno dei più importanti tecnici del suono del cinema hollywoodiano. Il decesso è avvenuto in una clinica di West Hills, a Los Angeles, dopo una battaglia contro il cancro. Nato nel 1944, ha vinto tre premi Oscar per il miglior sonoro con “L’Impero colpisce ancora”, “I predatori dell’arca perduta” e “Speed”. In carriera ha firmato oltre 200 film e ottenuto sette nomination all’Academy Award
Steve Maslow è morto a 81 anni in una clinica di West Hills, nell’area di Los Angeles. Il decesso è avvenuto dopo una lunga battaglia contro il cancro. Nato il 17 ottobre 1944, è stato una figura centrale del sound design hollywoodiano tra la fine degli anni Settanta e i primi Duemila.
Tre Oscar per il miglior sonoro
Il tecnico del suono ha vinto tre premi Oscar per il miglior sonoro con “L’Impero colpisce ancora” (1980), “I predatori dell’arca perduta” (1981) e “Speed” (1994). Nel corso della carriera ha ricevuto sette nomination all’Academy Award, incluse quelle per “Dune” (1984), “Waterworld” (1995), “Twister” (1996) e “U-571” (2000).
La carriera
Il fonico hollywoodiano ha firmato oltre 200 film in una carriera iniziata nel mondo della musica: dopo il diploma alla Grant High School, nel 1969 lavorò come roadie per la band Strawberry Alarm Clock e successivamente come ingegnere del suono su brani di successo come “Oh What a Night (December 1963)” dei Four Seasons e “Boogie Oogie Oogie” degli A Taste of Honey; il passaggio al cinema avvenne alla fine degli anni Settanta con titoli come “L’ultimo valzer”, “Hair”, “The Kids Are Alright”, “Rust Never Sleeps” e “Stop Making Sense”, prima della lunga collaborazione con George Lucas in “American Graffiti 2”, “L’Impero colpisce ancora” e “I predatori dell’arca perduta”, che gli valse due Oscar consecutivi; nel corso della carriera ottenne sette nomination all’Academy Award e una terza statuetta per “Speed”, lavorando a lungo con Gregg Landaker in oltre 130 film e collaborando, tra gli altri, con John Carpenter e Tim Burton.
Un riferimento per il suono cinematografico
Con la sua scomparsa si chiude una fase del cinema hollywoodiano segnata dall’evoluzione del missaggio audio. Maslow ha lavorato in un periodo di forte trasformazione tecnologica, contribuendo alla definizione degli standard del suono nelle grandi produzioni americane tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila. Il suo lavoro è stato riconosciuto dall’industria cinematografica e dall’Academy.