Introduzione
Il film Kokuho – Il Maestro di Kabuki, diretto nel 2025 dal regista giapponese Sang-il Lee, si configura come un’opera cinematografica di straordinario respiro artistico, storico e umano, capace di intrecciare dimensione intima e grande affresco culturale in un racconto di notevole intensità. Con una durata monumentale di 174 minuti, il film si distingue come un dramma epico che attraversa non solo le vicende individuali dei suoi protagonisti, ma anche le profonde trasformazioni del Giappone del dopoguerra, esplorando identità, tradizione, sacrificio e tensione tra patrimonio culturale e modernizzazione.
Distribuito in Italia da Tucker Film, Kokuho – Il Maestro di Kabuki è atteso nelle sale italiane a partire da oggi, giovedì 30 aprile 2026, proponendosi come uno degli eventi cinematografici più rilevanti della stagione per il pubblico interessato al cinema d’autore internazionale. L’ambientazione nel delicato periodo storico successivo alla Seconda guerra mondiale offre al film una cornice di forte complessità sociale e politica, entro cui il teatro kabuki assume un ruolo simbolico centrale, rappresentando la persistenza della tradizione artistica giapponese in un’epoca di radicale ridefinizione nazionale.
La pellicola ha riscosso immediata attenzione sulla scena internazionale grazie alla sua selezione in anteprima mondiale alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, contesto che ne ha confermato il prestigio culturale e la rilevanza autoriale. Questo riconoscimento ha contribuito a consolidare la percezione del film come una delle produzioni asiatiche più significative dell’anno, apprezzata per ambizione narrativa, raffinatezza estetica e profondità interpretativa.
A rafforzarne ulteriormente il profilo internazionale è giunta anche la candidatura agli Oscar nella categoria miglior trucco e acconciatura, segnale della straordinaria cura formale e filologica dedicata alla ricostruzione scenica, agli elementi performativi del kabuki e alla rappresentazione visiva dei personaggi. Tale riconoscimento sottolinea come l’opera non sia soltanto un racconto storico, ma anche una celebrazione visiva di una delle più sofisticate tradizioni teatrali del mondo.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere del film, dalla trama al cast. Nel frattempo, trovate il trailer del video posto in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
Produzione, regia e contesto autoriale
La regia del film Kokuho – Il Maestro di Kabuki è firmata da Sang-il Lee, autore che negli ultimi vent’anni ha costruito un percorso coerente e riconoscibile, articolato su due direttrici narrative solo apparentemente divergenti. Da un lato figurano gli adattamenti letterari, spesso tratti dalle opere di Shuichi Yoshida, come in Villain e Rage; dall’altro emerge una costante attenzione verso esistenze marginali e identità instabili, sospese tra inclusione e rifiuto sociale, come già osservato nel film The Wandering Moon.
Con Kokuho – Il Maestro di Kabuki, queste linee tematiche vengono trasferite in un contesto particolarmente complesso e simbolicamente denso: quello del kabuki, forma teatrale tradizionale giapponese caratterizzata da un sistema di codici rigorosi, stratificazioni rituali e una forte componente estetica, spesso ridotta a semplice icona visiva ma qui affrontata nella sua profondità culturale.
Il titolo originale, Kokuho, significa letteralmente “tesoro nazionale”, espressione che già anticipa il peso simbolico dell’opera e il suo rapporto con la tradizione artistica giapponese.
Ambientazione e incipit narrativo
La vicenda del film Kokuho – Il Maestro di Kabuki si apre a Nagasaki negli anni ’60, in un Giappone attraversato dalle trasformazioni del boom economico del dopoguerra. In questo contesto prende forma la storia di Kikuo Tachibana, interpretato da Ryō Yoshizawa, un adolescente nato all’interno di una famiglia legata alla criminalità organizzata yakuza.
Alla morte violenta del padre, figura di spicco e temuta all’interno del clan, il giovane viene allontanato dal mondo della criminalità e accolto da Hanjiro Hanai, interpretato da Ken Watanabe, riconosciuto come uno dei più importanti e rigorosi maestri di kabuki della sua epoca. È proprio sotto la sua protezione che Kikuo intraprende un percorso completamente nuovo, lontano dalla violenza ereditata dal proprio passato.
L’ingresso nel mondo del kabuki
In Kokuho – Il Maestro di Kabuki, l’incontro con il teatro kabuki segna una frattura decisiva nella vita del protagonista. Kikuo viene introdotto a una disciplina artistica fondata su rigore, dedizione assoluta e lunghi anni di apprendistato silenzioso. In questo universo altamente codificato, egli si distingue nel ruolo di onnagata, ovvero interprete maschile di personaggi femminili, una delle figure più complesse e raffinate della tradizione teatrale giapponese.
Accanto a lui cresce Shunsuke, interpretato da Ryūsei Yokohama, figlio biologico di Hanjiro Hanai e destinato fin dalla nascita al palcoscenico. Diversi per origine e formazione, Kikuo e Shunsuke condividono però lo stesso destino artistico, sviluppando un legame profondo che alterna vicinanza emotiva e progressiva competizione.
Un racconto attraversato dal tempo
La narrazione del film Kokuho – Il Maestro di Kabuki si sviluppa nell’arco di circa cinquant’anni, seguendo i due protagonisti attraverso le trasformazioni del Giappone contemporaneo, dagli anni della ricostruzione economica fino al presente. Nel corso del tempo, le loro carriere teatrali si intrecciano con successi, cadute, scandali e conflitti interni che riflettono tanto le dinamiche del mondo artistico quanto le fragilità personali.
La loro relazione, inizialmente fondata sulla solidarietà, si trasforma gradualmente in una rivalità profonda, poiché solo uno dei due potrà ereditare il nome e il ruolo del maestro, simbolo di una tradizione artistica secolare. Il percorso dei due uomini diventa così una lunga traiettoria esistenziale in cui il palcoscenico finisce per invadere la vita reale.
Identità, finzione e dissoluzione dei confini
Nel cuore del film Kokuho – Il Maestro di Kabuki si sviluppa una riflessione costante sul confine sempre più labile tra identità personale e interpretazione scenica. Le esistenze dei protagonisti si sovrappongono progressivamente ai ruoli che interpretano, in un processo in cui la distinzione tra verità e rappresentazione si indebolisce fino quasi a scomparire.
Il kabuki diventa così non solo un contesto narrativo, ma una struttura simbolica attraverso cui osservare la trasformazione degli individui, sospesi tra disciplina artistica, ambizione e destino personale.
Cast e interpretazioni
Nel film Kokuho – Il Maestro di Kabuki figurano Ryō Yoshizawa nel ruolo di Kikuo, Ryūsei Yokohama nel ruolo di Shunsuke, Mitsuki Takahata nel ruolo di Harue, Shinobu Terajima nel ruolo di Sachiko, Soya Kurokawa nella parte del giovane Kikuo, Keitatsu Koshiyama nel ruolo del giovane Shunsuke, Min Tanaka nel ruolo di Mangiku e Ken Watanabe nel ruolo di Hanjiro Hanai.
Produzione e riconoscimenti
La sceneggiatura di Kokuho – Il Maestro di Kabuki è firmata da Satoko Okudera, mentre la fotografia è curata da Sofian El Fani e il montaggio da Tsuyoshi Imai. La produzione coinvolge Aniplex, Asahi Shimbun Publications, Credeus e Tōhō Co.
Il film ha ottenuto una candidatura agli Oscar 2026 per miglior trucco e acconciatura.
Kokuho – Il Maestro di Kabuki si configura come un’opera di ampio respiro narrativo che attraversa decenni di storia giapponese per indagare il rapporto tra arte, identità e destino. Attraverso la costruzione di un doppio percorso umano e artistico, Sang-il Lee intreccia formazione, conflitto e memoria in una struttura drammatica che trasforma la vita dei protagonisti in una rappresentazione continua, dove il confine tra individuo e personaggio si dissolve progressivamente.