Yakusho Koji riceverà il Gelso d'Oro alla Carriera al Far East Film Festival 28 di Udine
CinemaIl Far East Film Festival 28 celebra Yakusho Koji, protagonista di Perfect Days di Wim Wenders, con il Gelso d’Oro alla carriera il 25 aprile a Udine. Icona del cinema giapponese, sarà al centro di una monografia con titoli come Cure, 13 Assassins e The Eel. L’omaggio proseguirà anche a Roma con incontri e proiezioni speciali dedicate alla sua straordinaria carriera
Yakusho Koji a Udine: un’icona premiata al FEFF 28
Certe presenze non si annunciano: si percepiscono. Arrivano come una vibrazione sottile, una specie di rispetto automatico che precede ancora della parola. Yakusho Koji appartiene a questa categoria rara: quella degli attori che non hanno bisogno di dimostrare nulla, perché hanno già attraversato tutto.
Il 25 aprile, sul palco del Far East Film Festival 28, riceverà il Gelso d’Oro alla carriera. Un riconoscimento che ha il sapore delle cose inevitabili, più che celebrative. Perché Yakusho non è solo un grande attore: è una grammatica del cinema giapponese contemporaneo.
Da Perfect Days a Cure: una carriera che attraversa i generi
Per molti spettatori recenti è il volto silenzioso e profondissimo di Perfect Days di Wim Wenders, film che lo ha consacrato definitivamente anche presso il grande pubblico internazionale. Ma la sua traiettoria è molto più ampia, stratificata, quasi vertiginosa.
Dalla Palma d’Oro di The Eel di Shohei Imamura al gelo ipnotico di Cure di Kiyoshi Kurosawa, passando per l’epica di 13 Assassins di Takashi Miike, Yakusho ha attraversato generi e registri con una naturalezza quasi disarmante.
E poi ancora: Babel di Alejandro González Iñárritu, Memorie di una Geisha di Rob Marshall, fino al cinema più intimo di Hirokazu Kore-eda. Un percorso che ha reso quasi inevitabile quel soprannome: “il Tom Hanks giapponese”. Ma forse è il contrario: è il mondo ad aver bisogno di un Yakusho in ogni cinematografia.
Il tributo tra Udine e Roma: una monografia per raccontarlo
Il FEFF non si limita a premiare: costruisce memoria. E lo fa con una monografia di otto titoli che restituisce la complessità di Yakusho, tra cinema popolare e autoriale.
Sette film saranno proiettati a Udine, mentre il percorso continuerà a Roma, presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, con la rassegna “Perfect Roles”. Il 28 aprile è previsto anche un incontro pubblico con lo studioso Giorgio Amitrano, occasione preziosa per entrare nella sua poetica attoriale.
È un omaggio che non si limita a guardare indietro, ma prova a mettere a fuoco un presente ancora vivissimo.
Approfondimento
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Un attore che continua a cercare
Nato a Nagasaki nel 1956, formato alla scuola di Tatsuya Nakadai, Yakusho non ha mai smesso di muoversi. Nemmeno ora, a settant’anni, quando molti colleghi si adagiano sulla leggenda.
Continua a lavorare, a sperimentare, a mettersi in discussione. Come se ogni ruolo fosse ancora una prima volta.
E allora la domanda finale, quasi inevitabile, non è chi potrà superarlo.
Ma se esista davvero qualcuno disposto a provarci.