Festival di Cannes, John Travolta con il 1° film da regista Propeller One-Way Night Coach

Cinema

Camilla Sernagiotto

©Getty

Un debutto dietro la macchina da presa sulla Croisette: per la prima volta nella sua lunga carriera, il divo di Hollywood si presenta al pubblico internazionale in veste di regista, scegliendo il palcoscenico prestigioso del Festival cinematografico targato Costra Azzurra per l’anteprima mondiale della pellicola tratta dall’omonimo libro della star, pubblicato nel 1997. Il film sarà proiettato nella sezione Cannes Première al Théâtre Debussy del Palais des Festivals, alla presenza di Travolta

Per la prima volta nella sua lunga carriera, John Travolta si presenta al pubblico internazionale in veste di regista, scegliendo il palcoscenico prestigioso del Festival di Cannes per l’anteprima mondiale di Propeller One-Way Night Coach.

 

Il film, tratto dall’omonimo libro pubblicato nel 1997 dallo stesso Travolta, sarà proiettato nella sezione Cannes Première al Théâtre Debussy del Palais des Festivals, alla presenza del protagonista di questa nuova avventura artistica. Dopo il debutto sulla Croisette, l’opera approderà sulla piattaforma Apple TV a partire dal 29 maggio.

 

Alla base del film c’è una passione autentica e radicata: quella per il volo. Fin dall’infanzia, John Travolta osservava gli aerei decollare dall’aeroporto LaGuardia di New York, situato nei pressi della sua abitazione. Un interesse precoce che si è trasformato ben presto in competenza concreta: a 15 anni ha iniziato a volare, mentre a 22 ha ottenuto la sua prima licenza di pilota.

Nel corso degli anni, Travolta ha accumulato oltre 9.000 ore di volo, conseguendo numerose abilitazioni che gli permettono di pilotare velivoli come Boeing 707, 737 e 747, oltre al Global Express della Bombardier. È stato inoltre il primo pilota privato a condurre un Airbus A380. La sua esperienza non si è limitata alla vita privata: ha infatti pilotato aerei anche sul grande schermo in Senti chi parla (1989) e Nome in codice: Broken Arrow (1996). Da questa lunga relazione con il mondo dell’aviazione è nato, quasi trent’anni fa, il libro destinato a tutte le età scritto e illustrato per suo figlio, oggi trasformato in film.

Un racconto tra nostalgia e avventura

L’opera cinematografica si ispira direttamente ai ricordi personali dell’attore. Come si legge nella presentazione ufficiale, “dal suo primo volo in aereo alle persone e alle storie indimenticabili che ha raccolto nel corso degli anni, il racconto nel film, prodotto dalla Jtp Films Inc. di Travolta e Kids At Play, si snoda, con Travolta anche come voce narrante, in “un viaggio nostalgico ambientato nell'epoca d'oro dell'aviazione” si spiega in una nota.”

 

Al centro della narrazione si sviluppa il viaggio del giovane Jeff, interpretato dall’esordiente Clark Shotwell, che insieme alla madre, a cui presta il volto Kelly Eviston-Quinnett, attraversa gli Stati Uniti in un volo di sola andata diretto a Hollywood. Un itinerario che, secondo la descrizione ufficiale, “trasforma un semplice volo nel viaggio di una vita. Tra pasti serviti in aereo, affascinanti assistenti di volo (interpretate da Ella Bleu Travolta e Olga Hoffmann), scali inaspettati, passeggeri eccentrici e un'emozionante sbirciatina in prima classe, il viaggio si snoda tra momenti magici e imprevedibili, tracciando il percorso per il futuro del ragazzo”.

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Non è la prima volta che John Travolta calca il red carpet del Festival di Cannes. In passato, l’attore ha presentato sulla Croisette titoli importanti come Pulp Fiction (1994), vincitore della Palma d’oro, She’s So Lovely (1997) e I colori della vittoria (1998). Due volte candidato al Premio Oscar, Travolta è ricordato come una figura simbolo della cultura popolare, grazie a film diventati veri e propri cult come La febbre del sabato sera (1977), Grease (1978), Blow Out (1981) e Hairspray (2007).

 

Con Propeller One-Way Night Coach, l’artista amplia ulteriormente il proprio percorso creativo, portando sullo schermo una storia profondamente personale che intreccia memoria, passione e immaginazione, mantenendo lo sguardo rivolto a quel cielo che lo accompagna fin dall’infanzia.

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