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Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo, 50 anni fa il trionfo con 5 Oscar

Cinema
©Getty

Nel 1976, l’Academy premiò un film destinato a diventare leggenda. A cinquant’anni di distanza, quella vittoria racconta ancora lo spirito di un’epoca

Agli Oscar del 26 marzo 1976, Qualcuno volò sul nido del cuculo compì un’impresa rarissima: conquistò i cinque premi principali - miglior film, regia, attore, attrice e sceneggiatura non originale - realizzando un “grande slam” riuscito solo ad altri due titoli nella storia. In un’annata straordinaria, con candidati del calibro di Lo squalo, Barry Lyndon, Nashville e Quel pomeriggio di un giorno da cani, l’Academy si trovò davanti a una concentrazione di capolavori tale da rendere inevitabile una scelta quasi perfetta. A vincere furono i produttori Michael Douglas e United Artists, il regista Milos Forman e gli interpreti Jack Nicholson e Louise Fletcher, mentre Bo Goldman e Lawrence Hauben si aggiudicarono l’Oscar per la sceneggiatura.

Anarchia contro autorità: il cuore ribelle del film

Tratto dal romanzo di Ken Kesey, il film racconta l’ingresso di Randle McMurphy in un ospedale psichiatrico, dove finge la pazzia per evitare il carcere ma si scontra con un sistema rigido e oppressivo incarnato dall’infermiera Mildred Ratched. Il conflitto tra anarchia e autorità divenne il cuore pulsante dell’opera, rispecchiando un’America segnata da Vietnam e Watergate, in cerca di nuovi simboli e disillusa verso le istituzioni. Il pubblico riconobbe in McMurphy un eroe imperfetto ma necessario, mentre la regia di Forman, influenzata dalla sua esperienza nei regimi autoritari dell’Est Europa, conferì al film un realismo intenso e quasi documentario, amplificato dall’ambientazione in un vero ospedale psichiatrico.

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Una scena del film Qualcuno volò sul nido del cuculo - ©Getty
Jack Nicholson - ©Getty

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