Attrice e modella americana nata a Los Angeles nel 1942, fu la prima donna nera sotto contratto con la Columbia Pictures nonché cofondatrice della Kwanza Foundation. È considerata una delle ultime grandi pioniere della rappresentazione afroamericana sullo schermo
Il mondo dello spettacolo americano piange la scomparsa di Judy Pace, attrice e modella che, con il suo talento e la sua determinazione, aveva aperto strade nuove per le donne nere nel cinema e nella televisione. Pace è morta nel sonno all'età di 83 anni mentre si trovava a Marina del Rey, in California, in visita ai suoi cari.
Una carriera costruita passo dopo passo
Nata a Los Angeles nel 1942, Judy Pace ha conseguito il diploma alla Dorsey High School e ha frequentato il Los Angeles Community College. Prima ancora di calcare i set cinematografici, si è affermata nel mondo della moda: nel 1961 è diventata la modella più giovane mai selezionata per l'Ebony Fashion Fair, la celebre rassegna itinerante della rivista dedicata alla comunità afroamericana.
Il suo approdo al cinema fu tutt'altro che casuale. In un'intervista rilasciata al critico Roger Ebert, raccontò di essersi data cinque anni di tempo per sfondare nel settore, dedicandone due allo studio della recitazione e al perfezionamento tecnico, prima di ottenere le prime parti televisive.
Il debutto sul grande schermo arrivò nel 1963 con L'incredibile spia, pellicola di spionaggio prodotta da William Castle. Poco dopo, diventò la prima attrice nera ad essere messa sotto contratto a lungo termine dalla Columbia Pictures, un traguardo storico che aprì la strada a molte altre dopo di lei.
Il successo in tv e il ruolo che la rese celebre
Negli anni Sessanta, Judy Pace divenne uno dei volti più riconoscibili della televisione americana, comparendo in serie popolari come Peyton Place, I Spy, Batman, Bewitched e The Mod Squad. Fu proprio Peyton Place, la soap opera più seguita della rete ABC, a darle grande visibilità: il suo personaggio, Vickie Fletcher, era una figura complessa e sfaccettata, lontana dagli stereotipi dell'epoca.
Il momento più alto della sua carriera arrivò nel 1971 con il film televisivo La canzone di Brian (Brian's Song), pellicola premiata con l'Emmy Award che raccontava la vera storia di amicizia tra due giocatori di football della NFL. Pace interpretava Linda Sayers, moglie del campione Gale Sayers. Nello stesso periodo, recitò nella serie The Young Lawyers, guadagnandosi l'NAACP Image Award come migliore attrice.
Blaxploitation e impegno civile
Negli anni Settanta, Pace fu tra le protagoniste del filone blaxploitation, prendendo parte a pellicole come Cotton Comes to Harlem e Cool Breeze, dove interpretava personaggi forti, sicuri di sé e apertamente sensuali, un'alternativa netta ai ruoli subalterni spesso riservati alle attrici nere. Ma Pace non si limitò alla recitazione. Nel 1971 cofondò insieme all'attrice Nichelle Nichols, celebre per il ruolo di Uhura in Star Trek, la Kwanza Foundation, organizzazione dedicata al sostegno delle donne nere nel cinema e alla concessione di borse di studio per studenti appartenenti a minoranze. La famiglia ha chiesto che, in sua memoria, vengano fatte donazioni all'NAACP al posto dei fiori.
Judy Pace lascia due figlie, un nipote e una lunga eredità di coraggio e rappresentazione.