L'attore torna alla regia con un viaggio a piedi nel cuore del Pollino. Al centro c’è Biagio, una guida esperta ma affaticata, incaricata di accompagnare quattro detenute prossime alla fine della pena e un’attrice in difficoltà personale lungo sentieri impervi. Tutti cercano il Pino Loricato, albero simbolo di resistenza. Quel percorso in montagna diventa per il gruppo un’occasione per confrontarsi con ciò che ciascuno porta sulle spalle, tra silenzi, passi lenti e dialoghi essenziali
Arriva nelle sale Il Bene Comune, il nuovo film scritto, diretto e interpretato da Rocco Papaleo, prodotto da Fandango con Rai Cinema e realizzato tra i paesaggi del Parco Nazionale del Pollino. Una storia corale che unisce cinema, natura e musica, costruita intorno a un gruppo di personaggi costretti a condividere sentieri, silenzi e fragilità.
Al centro c’è Biagio, una guida di montagna che accetta un incarico insolito: accompagnare quattro detenute in una gita-premio tra i boschi del Pollino. A unirsi al gruppo c’è anche un’attrice in crisi, alla ricerca di un nuovo inizio. Quella che sembra una semplice escursione diventa l’occasione per un viaggio molto più complesso, in cui la natura scandisce il ritmo delle relazioni e delle trasformazioni.
Biagio, una guida e un gruppo fuori dagli schemi
Biagio conosce ogni pietra del Pollino, ma non conosce le storie delle donne che deve accompagnare. Samanta, interpretata da Claudia Pandolfi, è istintiva e magnetica. Gudrun, impersonata da Teresa Saponangelo, porta con sé un carattere diretto, cresciuto tra due culture. Fiammetta, interpretata dalla cantautrice Livia Ferri, è un’ex promessa della musica indipendente che ha lasciato alle spalle più di un rimpianto. Anny, interpretata da Rosanna Sparapano, è una hacker brillante, abituata a difendersi prima di fidarsi. Con loro cammina anche Raffaella, l’attrice interpretata da Vanessa Scalera: un’artista in cerca di una nuova occasione, travolta da un momento di smarrimento personale e professionale. Le dinamiche del gruppo si costruiscono passo dopo passo, tra salite che mettono alla prova e momenti in cui la montagna costringe a rallentare, respirare e farsi domande.
Approfondimento
Il bene comune, il trailer del film di Rocco Papaleo
Un viaggio che va oltre il sentiero
La meta simbolica della loro marcia è il Pino Loricato, l’imponente albero secolare che svetta sul massiccio del Pollino e incarna la resilienza, la capacità di resistere alle intemperie. Ma la vera trasformazione avviene lungo il tragitto: la natura diventa un terreno di confronto, in cui parlare, ascoltarsi e raccontarsi permette a ciascuno di rimettere ordine nei propri pensieri.
Tra paesaggi aspri e magnifici emergono pezzi di vite segnate da errori, ferite e desideri inascoltati. La montagna, con la sua durezza e il suo silenzio, diventa un luogo in cui ciò che si è sempre tenuto a distanza torna a galla con semplicità.
La camminata, le pause, persino il gesto di cantare insieme diventano strumenti di avvicinamento. È in questo spazio essenziale, privo di distrazioni, che il gruppo inizia a trovare un proprio equilibrio. Quando il gruppo sembra aver trovato un ritmo e un’armonia condivisa, un evento improvviso rimette tutto in discussione, ricordando quanto ogni conquista sia fragile e quanto il cambiamento, anche quando appare vicino, abbia bisogno di essere protetto. È in questo punto di rottura che il film colloca uno dei suoi snodi più significativi, lasciando spazio alle domande e alla possibilità di un nuovo inizio.