Morto Frederick Wiseman, il celebre regista di documentari aveva 96 anni

Cinema
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Wiseman realizzava film senza narrazione, colonne sonore preregistrate e didascalie. E documentava la gentilezza, la civiltà e la generosità d'animo così come la crudeltà, la banalità e l'indifferenza", definendosi un osservatore oggettivo e imparziale di storie a volte atroci, a volte piene di speranza

Frederick Wiseman, il prolifico documentarista autore di titoli come Titicut Follies, At BerkeleyNational Gallery ed Ex Libris, è morto lunedì 16 febbraio all'età di 96 anni.

 

La scomparsa di Wiseman è stata annunciata con una dichiarazione congiunta della famiglia Wiseman e da Zipporah Films. "Per quasi sei decenni, Frederick Wiseman ha creato opere senza pari, una documentazione cinematografica di ampio respiro delle istituzioni sociali contemporanee e dell'esperienza umana quotidiana, principalmente negli Stati Uniti e in Francia", si legge nella dichiarazione. "I suoi documentari – da Titicut Follies del 1967 al suo lavoro più recente, Menus-Plaisirs - Les Troisgros del 2023 – sono celebrati per la loro complessità, la potenza narrativa e lo sguardo umanista".

La vita di Frederick Wiseman

Nato a Boston, con studi al Williams College e alla Yale Law School, Frederick Wiseman produsse come primo film The Cool World, diretto da Shirley Clarke, sulla vita in una gang di Harlem. Titicut Follies, il suo primo grande lavoro, raccontava invece la vita dei pazienti del Bridgewater State Hospital, ospedale per malati mentali criminali.

 

Wiseman ha continuato a esplorare la vita delle istituzioni in oltre 40 documentari, da High School del 1968 a Law and Order sul Dipartimento di Polizia di Kansas City, fino a Hospital, Public Housing e City Hall del 2020.

 

Nel 2014 ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, nel 2016 l'Oscar onorario.

 

Wiseman lascia due figli, David ed Eric, e tre nipoti.

Le opere

Per Titicut Follies, Frederick Wiseman visitò il Bridgewater State Hospital, un ospedale per criminali mentali, nel Massachusetts. Raccolse filmati molto forti. Le immagini erano così raccapriccianti e imbarazzanti che le autorità statali riuscirono a limitarne la distribuzione. Per High School, registrò invece la vita quotidiana in una scuola della periferia di Filadelfia: filmò uno studente a cui veniva chiesto se avesse il permesso di fare una telefonata, un insegnante di inglese che analizzava attentamente il testo di The Dangling Conversation di Simon & Garfunkel, e un imbarazzante corso di educazione sessuale.

 

Wiseman realizzava film senza narrazione, colonne sonore preregistrate e didascalie. Ma contestava con forza il "cinema verità" degli anni '60 e '70, definendolo un "termine francese pomposo e privo di significato".

 

Il premio Oscar Errol Morris lo definiva "il re indiscusso del cinema misantropo", ma Wiseman insisteva sul fatto che non fosse un investigatore che cercava di correggere le ingiustizie. Si considerava un osservatore soggettivo, ma imparziale e partecipe, che scopriva attraverso il lavoro stesso cosa provava per un determinato progetto, setacciando centinaia di ore di girato e scoprendo una storia. A volte disperata, a volte piena di speranza.

 

"Penso che sia importante documentare la gentilezza, la civiltà e la generosità d'animo tanto quanto mostrare la crudeltà, la banalità e l'indifferenza", ha affermato, quando ha ricevuto il suo Oscar onorario.

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