Va in onda su Rai 3, lunedì 5 gennaio, il film d'animazione scritto e diretto da Hayao Miyazaki. La pellicola, la prima firmata dal regista dopo l'annuncio del suo ritiro nel 2013, è ricca di significati nascosti e profondi
Va in onda su Rai 3, lunedì 5 gennaio, il film d'animazione Il ragazzo e l'airone.
Scritto e diretto da Hayao Miyazaki, premiato con l'Oscar, il Golden Globe e il BAFTA, all'epoca della sua uscita al cinema - nel 2023 - incassò quasi trecento milioni di dollari, segnando uno dei maggiori incassi nella storia degli anime.
Di cosa parla Il ragazzo e l'airone
Come già La città incantata, anche Il ragazzo e l'airone racconta la storia di un bambino che entra in un mondo magico e, qui, subisce una trasformazione (entrambi i film sono stati paragonati ad Alice nel Paese delle Meraviglie). La storia narrata è semplice, ma solo all'apparenza.
Film d’animazione poetico e visionario, quello che è considerato il film-testamento di Hayao Miyazaki racconta il viaggio interiore di Mahito, un giovane ragazzo segnato dalla perdita della madre durante la Seconda Guerra Mondiale. Trasferitosi con il padre in una nuova casa di campagna, Mahito fatica ad adattarsi alla sua nuova vita e al rapporto con la matrigna, finché l’incontro con un misterioso airone parlante lo conduce verso una torre abbandonata e un mondo fantastico sospeso tra sogno e realtà. In questo universo popolato da creature enigmatiche e leggi instabili, il ragazzo intraprende un percorso iniziatico che lo costringe a confrontarsi con il dolore, la rabbia e il senso di smarrimento, ma anche con la possibilità di scegliere il proprio futuro.
Attraverso un racconto simbolico e stratificato, Il ragazzo e l'airone esplora dunque temi come complessi come il lutto, la crescita, l’eredità e il delicato equilibrio tra distruzione e creazione, confermandosi come una profonda riflessione sull’infanzia e sulla maturità.
Il significato
Il ragazzo e l'airone è probabilmente il film più personale di Miyazaki. Il regista non ha perso la madre in giovane età: aveva 42 anni quando morì, ma quella perdita fu comunque profonda. Inoltre, gli attentati di Tokyo costrinsero la sua famiglia a lasciare la città per trasferirsi a Utsunomiya quando lui aveva tre anni. Un anno dopo, fuggirono tutti insieme in una cittadina ancora più piccola. C'è dunque molto di Miyazaki in Mahito. Mentre, la figura del Prozio, è legata a quella di Isao Takahata, co-fondatore di Studio Ghibli insieme al regista. Nel film, il Prozio è alla ricerca di un erede. Nella realtà, Miyazaki e Takahata hanno provato ad affidare il futuro dello Studio Ghibli a un altro, senza riuscirci.
Bisogna poi pensare che il titolo originale del film non è Il ragazzo e l'airone, ma Kimitachi wa Dō Ikiru ka, che si traduce in Come vivi?. Un titolo, questo, ispirato al libro che Mahito trova da sua madre, un classico giapponese del 1937. Un titolo che sembra invitare il lettore, o lo spettatore nel caso del film, ad analizzarsi, in riferimento alle tematiche affrontate.
Secondo alcune interpretazioni, inoltre, il mondo fantastico narrato nella pellicola rimanderebbe all'Inferno di Dante: l'iscrizione fecemi la divina podestate è molto vicina a quanto narrato da Dante Alighieri nel terzo canto dell’Inferno, e la figura dell'airone somiglia a quella di Virgilio.
Tutto, ne Il ragazzo e l'airone, sembra dunque spingere a trovare la propria, personalissima risposta: come si intende vivere la propria vita, d'ora in poi, dopo tutto ciò che si è affrontato e dopo le cose a cui si è sopravvissuti?