La città proibita di Gabriele Mainetti dal 13 marzo al cinema. Interviste al cast. VIDEO
Cinema foto © Andrea Pirrello
Kung fu e arte marziale, la Roma del quartiere Esquilino ma anche vendetta e amore. Arriva in sala il 13 marzo il nuovo film di Gabriele Mainetti che si intitola "La città proibita" con un cast italiano e internazionale
Quello che succede nel film, che poi è ciò che succede nella realtà, è un "clash culturale" per usare le parole del regista Gabriele Mainetti.
Ne “La città proibita”, siamo a Roma, nel quartiere Esquilino: Marcello è un cuoco che porta avanti tra mille difficoltà insieme alla madre, il ristorante di famiglia. Il padre li ha abbandonati per fuggire con un'altra donna.
Mei è una misteriosa ragazza cinese, in cerca della sorella scomparsa.
Tra combattimenti di arte marziale, e criminali di bassa lega, tra vendetta e amore, la pellicola racconta anche di pregiudizi e paure, rendendo omaggio a Tarantino, al Kung Fu e al cinema internazionale.
Un ricco cast che vede tra gli altri Enrico Borello, Yaxi Liu, Marco Giallini e Sabrina Ferilli. Il film è in sala dal 13 marzo.
Ecco che cosa ci hanno raccontato i protagonisti:
GABRIELE MAINETTI
"Ho scelto un genere che mi piace per raccontare quello che sono io e quello che cerco in un film. Mettere molte scene d’azione e di combattimenti era l'unico modo che conoscevo per poter raccontare questa storia.
Amo il cinema d'arti marziali, il Kung Fu di Hong Kong e volevo farlo dialogare con il nostro cinema e vedere che cosa ne usciva fuori. Il risultato è “una città proibita”.!
Mi sono divertito tanto a farlo e spero che il pubblico si divertirà a vederlo.
Devo dire che quando le scene d'azione rispettano e seguono il racconto e non sono semplicemente cazzotti o pretesti per “fare a pugni” sono davvero belle da mettere in scena. Complicate e difficile, ma belle.
L’incontro culturale è una grande possibilità di crescita ma se lo dice il personaggio nel film in modo didattico è inutile, io credo che da regista lo devi dimostrare con le scene e con la storia.
Per questo ho cercato appunto di creare un “clash culturale” Cina- Italia o meglio Cina rurale da una parte e Roma dall’altra, con in mezzo i due personaggi che al di là della cultura che si portano dietro mi davano anche il pretesto di omaggiare i film che amo, che sono quelli del cinema di Bruce Lee degli anni ’72 e ’73.
Il risultato è questa ricetta un po' folle!
Fare un film significa fare un lavoro di gruppo, di squadra, significa lavorare e farlo con gli altri. Pe me il film non finisce quando arriva in sala anzi, ogni sala cinematografica dove andremo a presentarlo in giro per l’Italia mi dirà qualcosa di nuovo su questa pellicola. Sono contento di dove siamo arrivati tutti quanti insieme".
YAXI LIU
"Mei è una donna che sin da piccola è abituata a stare molto da sola, si è dovuta nascondere, non aveva molti amici e quindi questo l'ha fatta essere una persona chiusa e questa corazza, dunque, è il modo che ha per proteggersi.
Io penso che tutte le persone abbiano della dolcezza all’interno di sé, una dolcezza che può essere nutrita allo stesso modo se ricevi l’amore da parte di altri, invece se non lo ricevi diventi una persona più dura e determinata.
Una volta che il mio personaggio arriva in Italia fortunatamente conosce persone che l’aiutano senza voler nulla in cambio, la amano per quello che è, e solo così lei riesce a sciogliere la sua corazza".
SABRINA FERILLI
"Per noi attori è più facile, non solo recitarli, ma insomma renderli belli, gradevoli, i personaggi, se sono scritti bene. Io interpreto una donna italiana, una madre italiana con mille paranoie rispetto al figlio, è una donna che pur non essendo più giovanissima, non rinuncia a essere vanitosa , non rinuncia a piacere
E’ sicuramente una donna umiliata dal marito che se n'è andato con una donna più giovane di lei ma ha comunque mille sfumature e colori da far vedere".
MARCO GIALLINI
"Mi è piaciuto molto interpretare il mio personaggio e ho cercato di renderlo al meglio; era scritto davvero bene e sono contento che Gabriele abbia pensato a me per dargli “vita”. Annibale è un balordo ma non del tutto cattivo, ha un mezzo cuore e capisci subito che puoi scappare se stai davanti alla sua pistola!
ENRICO BORELLO
"Marcello è un ragazzo estremamente moderno nella misura in cui cerca in tutti i modi di evitare la vita e quando poi la vita inevitabilmente se la ritrova davanti deve farci i conti, pur cercando fino in fondo di fare resistenza. Una cosa che mi piace molto del film è il fatto che non c’è mai del buonismo, non c’è indulgenza, ma c’è la vita come la conosciamo".