Festival di Cannes 2022: presentato "Mariupolis 2", documentario sotto le bombe in Ucraina

Cinema

Camilla Sernagiotto

mariupolis2

Giovedì 19 maggio è stato presentato il documentario realizzato con le immagini del regista lituano Mantas Kvedaravicius, ucciso a fine marzo mentre cercava di lasciare la città di Mariupol assediata dai russi, città in cui si trovava per documentare la guerra. “La sua fidanzata, Hanna Bilobrova, che lo accompagnava, è riuscita a riportare le immagini girate in quel luogo e ad assemblarle con Dounia Sichov, la redattrice di Mantas", ha dichiarato l’organizzazione del Festival

Giovedì 19 maggio è stato presentato al Festival di Cannes il documentario “Mariupolis 2”, un film di montaggio realizzato con le immagini del regista lituano Mantas Kvedaravicius, che è stato ucciso a fine marzo mentre cercava di lasciare la città di Mariupol assediata dai russi, città in cui si trovava per documentare la guerra.
Durante la proiezione di questo film, l'emozione è stata enorme: la pellicola ha suscitato non poca commozione, tante lacrime e molto dolore.
Il film "mostra la vita che si svolge sotto le bombe" e raccoglie le immagini girate dal documentarista, offrendo una rara testimonianza di ciò che accade mentre centinaia di soldati ucraini trincerati nell'acciaieria Azovstal - l'ultima sacca di resistenza all'esercito russo a Mariupol - si arrendono.

Questa non è stata la prima volta che il cineasta Kvedaravicius ha girato immagini ambientate a Mariupol: già nel 2015 il regista ha filmato la guerra nel Donbass, le cui testimonianze sono confluite nel documentario dal titolo “Mariupolis”. Perciò questo secondo film è stato intitolato “Mariupolis 2”.

Nella città di Mariupolis il cineasta lituano era tornato lo scorso febbraio, dopo l'invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il suo ritorno era finalizzato a “ritrovare le persone che aveva incontrato e filmato tra il 2014 e il 2015".

Il documentario

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“Mariupolis 2” è un documentario che mostra la realtà in maniera nuda e cruda, senza alcun tipo di voce narrante, voce fuori campo né sottofondo musicale. Un documentario essenziale che alterna lunghe riprese in cui si vedono paesaggi desolati e scene di vita quotidiana degli ucraini che tentano di sopravvivere. Vediamo alcune persone rifugiarsi nei sotterranei di una chiesa, si vedono abitanti che cucinano, che cercano cibo e generi di prima necessità nei quartieri distrutti.

Benché non ci sia sottofondo musicale, sembra che la musica (assordante, cacofonica, tragica e sconvolgente) ci sia comunque: purtroppo il contrappunto sonoro è dato dal rumore degli spari e dei bombardamenti, incessanti lungo l'arco di un'ora e 45 minuti di film.
La morte viene ritratta di rado sullo schermo, tuttavia c'è una scena in cui un uomo dal seminterrato della chiesa racconta di un "teatro" dove donne e bambini si erano rifugiati prima di venire bombardati a marzo. Si parla anche del destino della "fabbrica" Azovstal.


Gli spettatori vengono portati all'interno di una chiesa metodista, dove si sono rifugiate dozzine di persone, inclusi anziani e bambini. Gli uomini spazzano le macerie nel cortile della chiesa e cercano un generatore per procurarsi elettricità. Visto attraverso le finestre rotte degli edifici bombardati, lo skyline è puntellato da colonne di fumo e da fuochi.
"È come una famiglia creata dalla comunità", ha detto Hanna Bilobrova, la fidanzata del regista ucciso, all’agenzia Reuters dopo la proiezione, sottolineando i rischi che hanno dovuto correre per raccogliere i materiali. Rischi che, infatti, hanno visto la morte del suo compagno.

Un film aggiunto all’ultimo minuto

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“Mariupolis 2” è stato aggiunto all'ultimo minuto al cartellone della 75ª edizione del Festival. Gli organizzatori avevano promesso che la kermesse avrebbe avuto l’Ucraina "nella mente di tutti”, e infatti ad aprire l’edizione di quest’anno è stato l’intervento, da Kiev, del presidente ed ex attore Volodymyr Zelensky.

Inoltre il primo film in concorso presentato è stato non a caso “Tchaikovsky's Wife” di Kirill Serebrennikov, regista russo dissidente che ha potuto presenziare quest’anno solo perché, dopo anni in cui non aveva potuto abbandonare la Russia a causa dell'arresto per appropriazione indebita di cui è stato accusato dal governo di Putin, finalmente a marzo di quest'anno gli è stato concesso l'esilio. Grazie all'esilio si è trasferito prontamente a Berlino.

Anche Serebrennikov ha parlato della guerra, definendola "Una tragedia, un disastro e un suicidio”. Con suicidio si riferisce anche al destino del Paese invasore, ossia della "sua" Russia: il regista ammette che a suo avviso il consenso dei suoi connazionali a tutto questo scempio deriverebbe soltanto da anni di propaganda incontrollata e accecante, perché i russi non sono un popolo che vorrebbe ciò che sta accadendo, ha dichiarato Serebrennikov.

Mantas Kvedaravicius

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La morte del documentarista Mantas Kvedaravicius è stata confermata ufficialmente all'inizio di aprile.
“La sua fidanzata, Hanna Bilobrova, che lo accompagnava, è riuscita a riportare le immagini girate in quel luogo e ad assemblarle con Dounia Sichov, la redattrice di Mantas", ha dichiarato l’organizzazione del Festival di Cannes.

“È un onore presentare il lavoro recente di Mantas. È fantastico che il Festival onori la sua eredità e il suo lavoro di regista e antropologa", ha detto Hanna Bilobrova, la fidanzata del cineasta ucciso dai bombardamenti. Ha cercato di trattenere le lacrime, benché sia risultato impossibile.

Kvedaravicius, 45 anni, stava girando proprio con Bilobrova, che ha co-diretto il progetto. "Eravamo determinati a mostrarlo", ha detto il presidente del Festival Thierry Fremaux, sottolineando che gli organizzatori erano "molto fermi" nell'opporsi alla guerra.
Fremaux alla kermesse ha un distintivo appuntato sul petto che contiene un messaggio contro la guerra. Ha affermato: “Penso che tutti condividano questa posizione, tranne Putin".

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Mentre Kirill Serebrennikov di “Tchaikovsky's Wife” sarà l’unico russo presente e partecipante (soltanto perché si tratta di un regista russo dissidente, visto che delegazioni ufficiali russe sono state bandite e tutti i russi sono stati in questi mesi estromessi da qualsiasi tipo di evento culturale, sportivo e via dicendo), l'Ucraina sarà presente con la partecipazione attiva di tanti altri registi del Paese. Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenskiy è stato invitato a parlare in diretta da Kiev alla cerimonia di apertura.

Tra i film di autori ucraini al Festival di Cannes 2022 c’è “The Natural History of Destruction" del regista Sergei Loznitsa, film presentato in una sessione speciale che si focalizza sulla distruzione delle città tedesche da parte degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ci sono anche due opere prime di registi ucraini: “Butterfly Visions" di Maksim Nakonechnyi (Un certain regard) e "Pamfir" (Quinzaine des Re'alisateurs) di Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk.

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