Vita da Hobbit, la Compagnia dell’anello è in viaggio in Italia

Cinema

Barbara Tarricone

Foto tratta da Instagram
Foto tratta da Instagram

L’insolita iniziativa vede protagonisti nove italiani con la passione per Tolkien. Il loro viaggio a piedi in stile Hobbit parte dall’Abruzzo per arrivare fino al Vesuvio. L'intervista

 

Dove vi immaginate la Terra di Mezzo? Che volto hanno i componenti della Compagnia dell’Anello? Una ovvia riposta sono i paesaggi della Nuova Zelanda e le sembianze di Elijah Wood e Orlando Bloom, tra gli altri, cioè le immagini della trasposizione cinematografica del Signore degli Anelli fatta da Peter Jackson. Una delle saghe più redditizie della storia del cinema, con quasi 900 milioni di dollari di incasso, che ha dato corpo per milioni di persone alle parole di J.R.R Tolkien, la cui trilogia del Signore degli Anelli è a sua volta uno dei testi più letti della storia del mondo con 150 milioni di copie vendute. Mentre i dettagli lasciati trapelare con il contagocce sulla nuova serie prodotta da Amazon Prime, in uscita a Settembre del 2002, anche questa girata tra Nuova Zelanda ed Inghilterra, con un cast totalmente rinnovato, fanno indovinare una nuova era e nuovi volti per il mondo degli Hobbit, c’è chi si è immaginato che la Terra di Mezzo si trovi tra l’Abruzzo e la Campania e che i membri della compagna dell’anello siano tutti italiani e  possano venire  individuati attraverso un concorso online. Scelti tra tutti quelli che si sono detti disposti a partecipare ad un viaggio, ovviamente a piedi, che da Bucchianico in provincia di Chieti li avrebbe portati alla caldera del Vesuvio.

 

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C’è un indubbio fascino nell’idea di abbandonare i confini e i ritmi della vita contemporanea per ritrovarsi in un mondo più lento e naturale, forse acuito da tutti questi mesi di lockdown e di distanziamento, chiusi in case cittadine spesso anguste. Indubbio a giudicare dal following in costante crescita della pagina My Hobbit Life a supporto dell’impresa della neo formata compagnia capitanata da Sam - Nicolas Gentile.

il progetto

Pasticcere, con una seconda anima da organizzatore di eventi, Nicolas prima lascia il paesino di Bucchianico dove è nato per la grande città, poi si rende conto che ci può trovare quello che ha amato dei libri di Tolkien: la vita rurale, la comunità, i paesaggi bucolici. “Ho capito che avevo lasciato dietro di me un tesoro e ho visto la mia vita in un altro modo. Io che ho sempre amato il fantasy ho compreso di avere sempre vissuto in una contea degli Hobbit. Persino i vestiti delle rievocazioni storiche del mio paese ricordano i costumi del Signore degli Anelli”. Ci ritorna e vi costruisce una casa Hobbit ma l’idea è di farne una contea: “Il progetto è realizzare una grande casa Hobbit di circa 400 metri quadrati con gli interni simili a quelli del film: corridoi tubolari con stanzette e caminetti e altre quattro case più piccole completamente interrate come le vere case Hobbit. Ma non per farne un parco divertimenti, come quello in Nuova Zelanda, dove non è possibile risiedere, ma con l’obbiettivo di offrire a tutti un’esperienza di un’alternativa di vita. Certo sarà un agriturismo, perché deve avere una definizione burocratica, ma io lo vedo come un rifugio per viandanti che prima di tutto vengono a trovare me e la mia famiglia.”


Per poterlo realizzare occorrono fondi e interesse, quindi si mette in cammino, figurativamente e concretamente parlando. Decide di attrarre l’attenzione sul suo progetto rivivendo il viaggio della Compagnia dell’Anello, partendo a fine agosto con altri 8 compagni di strada. Ognuno selezionato tra amici o sorteggiato trai più dei 300 che hanno aderito alla selezione, incarna uno dei protagonisti di Tolkien. “Avevamo pochi posti a disposizione e abbiamo letteralmente estratto a sorte i candidati ed ognuno di loro ha incredibilmente le caratteristiche perfette del personaggio che interpreta sia come carattere ed indole ma anche come aspetto fisico!”

 

La compagnia dell’anello italiana capitanata come abbiamo detto da Nicolas\Sam vede Davide il migliore amico di Nicolas anche nella vita interpretare Frodo. Davide ha una ditta di metalmeccanica ma si occupa anche di cavalli, che chiama ovviamente, destrieri. Il terzo Hobbit della Compagnia, Merry, è Giovanni di Lucca, che nella vita fa il bancario. Il quarto, Pipino, è Stefano che fa l’illustratore a Benedetto del Tronto ma si diletta anche come musicista: “sono il bardo del gruppo”. Francesco è un fotografo naturalista nel Parco Nazionale d’Abruzzo e non poteva che essere l’elfo Legolas. Riccardo di Vicenza studia fisioterapia ma nella compagnia è uno dei due uomini: Boromir, l’altro è Cristian\ Arangor. Dice di essere un ramingo  anche nella vita reale perché ama moltissimo  il trekking, anche se si occupa di digital marketing. Infine il nano è Leonardo e Simone, che ha studiato archeologia e teologia ed è master di giochi di ruolo, è lo stregone Gandalf.

 

Quando li intercetto, via Instagram, nonostante il sincretismo culturale i mezzi di comunicazione sono bene accetti, si sono fermati a CastelPetroso nelle montagne in provincia di Isernia. Hanno fatto gran parte del viaggio a piedi, dai venticinque ai trenta chilometri al giorno. Pioggia e intemperie comprese, soggiornando tra i castelli di Roccascalegna e Palena, o accampandosi nel bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo, una delle faggete più antiche d’Europa. “Lì siamo morti dal freddo - racconta Gentile - ed il giorno dopo invece ci siamo persi tra i monti del Molise, ma Legolas l’elfo ci ha fatto ritrovare il sentiero”.

 

Sullo sfondo del nostro incontro virtuale l’abbazia; “Questa- mi assicura Nicolas- è una basilica ottocentesca ma assomiglia moltissimo a Gran Burrone, Rivendell, il regno nascosto degli elfi. Li abbiamo in Italia i paesaggi incantati della terra di mezzo!”. In effetti, a giudicare dalle testimonianze sui loro social il percorso che stanno percorrendo è suggestivo: ricco di vallate verdi, paesaggi incontaminati, radure dove pascolano placidi i cavalli. E’ mezzogiorno e le campane della Chiesta non smettono di suonare. “Scappate! - commentato i followers che seguono la diretta Instagram- suonano perché arrivano gli orchi!”



Che uomini adulti si siano immedesimati in personaggi fantasy non è una novità, le fiere ed eventi del settore sono caratterizzati da cos-players vestiti come i loro preferiti. “Vivere da Hobbit per noi non è una rappresentazione scenica, però, e anche in questo viaggio ne abbiamo avuto la prova. Il  sindaco del paese di Rio Nero Sannitico senza preavviso ci  è venuto incontro per salutarci e ci ha offerto ospitalità. Abbiamo incontrato una coppia che ci ha rifocillato e consentito di farci la doccia a casa loro. Essere Hobbit è un modo di vivere. Non c’è bisogno  che la porta della propria casa sia rotonda  per aprirla al prossimo.”

 

Se tutto andrà come previsto, domani 2 settembre, dopo avere in qualche modo che ci assicurano sicuro e non inquinante gettato l’anello nella caldera del Vesuvio, festeggeranno la fine del viaggio in un pub fantasy a Pomigliano D’arco. “Il nostro anello, nonostante la sua pessima fama, non ha portato discordia nel gruppo-scherza Nicolas - per noi rappresenta la lotta contro la paura per il domani”.

 

Tolkien aveva fatto la prima guerra mondiale e ne era tornato apparentemente molto traumatizzato. Nonostante abbia sempre negato che Il Signore degli Anelli fosse una metafora di quanto avesse vissuto, le battaglie che ne popolano le pagine sono state spesso interpretate in questo senso. Questa è la lettura che ne dà, per esempio, il  recente biopic Tolkien di Dome Karukoski. Chi segue le avventure della compagnia dell’anello nostrana, a giudicare dai commenti sui social invece, si immedesima nel suo aspetto più gregario, solidale e di contemplazione. Del paesaggio, visto con lentezza ripreso dai cellulari senza troppi stacchi, soffermandosi sul bestiame, sui colori, sulle declinazioni della natura. A settembre inizierà il progetto di crowdfunding per la contea degli Hobbit in Abruzzo. “Si chiamerà gentile - spiega Nicolas - dal mio cognome, ma anche perché questa vuole essere la sua anima a contatto con la natura e gli altri in modo generoso e umano. Le persone dicono che sono strano a volere vivere da Hobbit ma non c’è nulla di strano a fidarsi del prossimo.” Chi vuole seguire il progetto trova tutte le informazioni sul sito laconteagentile.it.

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