Tornano i cine festival, Liliana Cavani a Pesaro

Cinema

Bruno Ployer

Alla Mostra del Nuovo Cinema evento speciale per la regista: "Cinema e televisione servono entrambi, ma la chiusura delle sale è stata una mortificazione" ci ha detto.

La Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro è aperta a tutti i formati e a tutti i registi, senza barriere d’età, di durata, di genere.  Sedici, di cui tre italiani, sono i titoli in concorso nella 57a edizione, dal 19 al 26 giugno e molti altri lavori sono presentati nelle tante sezioni che compongono queste giornate.

 

"Riaprite i festival"

 

Nella rassegna, che propone soprattutto nuove tendenze e nuovi autori, è però tradizione ospitare un evento speciale monografico sul cinema italiano.  Quest’anno è dedicato a Liliana Cavani, 88 anni, tra le prime donne di cinema a essersi imposte nel panorama internazionale. La sua partecipazione avviene in un periodo in cui i cinema stanno progressivamente riaprendo dopo le lunghe chiusure forzate dovute alla pandemia. Cosa pensa la signora Cavani di questa coincidenza?

 

“E’ un invito a riaprire i festival, a cominciare da Pesaro, un festival simpatico, che ha una sua storia e una sua ragion d’essere, un progetto che ha sempre avuto valore”.

 

Cosa ha significato per lei la chiusura delle sale?

 

“Una grande mortificazione del cinema. C’è una forza della sala e della presenza degli altri: le emozioni non sono una fantasia o una parola, sono qualcosa di concreto e quindi vanno condivise. Fanno anche parte del dialogo con il film, che è un lavoro dell’uomo. Con il film si vuole comunicare una storia, che racconta un punto di vista  e ci fa ragionare, divertire o le due cose insieme. Usciamo dal cinema e ce l'abbiamo in testa: questo ci unisce. Il teatro funzionava così anche per i Greci che andavano a Epidauro: fuori se ne parlava, si chiedeva agli altri cosa ne pensassero. Questo si chiama vivere l’umanità, sennò ce ne stiamo a casa come statuine”.

 

Certamente però, già da prima della pandemia, una parte del cinema sta traslocando sul piccolo schermo. Lei che ne pensa?

 

“Penso che questo possa schiacciare l’energia dello spettatore”.

 

Lei però ha fatto molti importanti film per la televisione sin dagli anni ’60…

 

“Sì, assolutamente, però ho fatto anche del cinema e credo che servano tutti e due. Non vorrei che si mortificasse il cinema, perché si è già mortificato abbastanza”.

 

L’ evento speciale Liliana Cavani presenterà nei giorni del festival i film per il cinema della regista, da 'Il portiere di notte' a 'Francesco D’Assisi', da 'I cannibali' a 'La pelle' e 'Interno berlinese.' La retrospettiva si concluderà con la proiezione del film di chiusura in Piazza del Popolo, ovvero il restauro in anteprima mondiale di 'Al di là del bene e del male', realizzato da Csc-Cineteca Nazionale e Istituto Luce Cinecittà con la supervisione della regista stessa.

 

Signora Cavani, l’argomento del potere è sempre molto presente nei suoi film…

 

Certo, il potere è una bestia: se non lo si gestisce secondo una cultura di pace è terrificante, diventa subito un nemico. Non diventa il tuo compagno, il tuo aiuto. Diventa nemico perché non sei più libero di pensare con la tua testa. Devi pensare con la sua testa, quella del potere".

 

Lei è una delle pochissime registe italiane internazionalmente importanti e famose. A che punto siamo secondo lei nella parità di genere uomo-donna nel cinema e nella società in Italia?

 

"Basta prendere un giornale. Oggi c’è l’annuncio di una grossa banca con foto. Ci sono 23 uomini e 4 donne. Le pare una proporzione? Eppure le donne vanno all’università più degli uomini. C’è qualcosa che proprio non funziona. Ci vogliono maggiore tenacia e durezza ed è brutto imporlo. Le donne e gli uomini però devono tirare i fili e dirsi: siamo uguali".

 

Festival tra cinema e web

 

Pedro Armocida, il direttore artistico della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, sembra giustamente orgoglioso di poter offrire agli spettatori l’evento Cavani:

"In tanti anni non c’era stata la possibilità di omaggiare una regista donna, soprattutto una grandissima regista come Liliana Cavani -ci dice- I suoi film sono tutti da riscoprire. Su di lei e sul suo cinema molto presente e molto attuale realizziamo anche un libro e una tavola rotonda".

 

La mostra di Pesaro è in presenza, secondo le regole sanitarie in vigore, e ha una appendice sul web di percorsi cinematografici scelti da cinque curatori.  

Armocida, molto cinema si sta spostando sul piccolo schermo…

 

"Sì, però ci sono festival come il nostro che cercano di valorizzare il grande schermo, ad esempio proponendo molti film in pellicola. Tutti quelli della retrospettiva Liliana Cavani sono in 35 mm, come quelli del centenario di Giulietta Masina del Cinema in spiaggia. E’ un’esperienza sul grande schermo completamente diversa".

 

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