"Una donna promettente", il primo film di Emerald Fennell candidato a 5 Oscar

Cinema

L'opera prima della regista 35enne, prima donna britannica a essere candidata nella regia, è una dark comedy sul tema della violenza sessuale e del revenge porn. Con un'eccellente Carey Mulligan

L'edizione 2021 degli Oscar è già passata alla storia per le due nomination femminili per la miglior regia, e possiamo dire senza alcun dubbio che nessuna delle due è minimamente usurpata in nome del politically correct: se per Nomadland di Chloé Zhao parla da sola la pioggia di premi e riconoscimenti che sta ricevendo dallo scorso autunno, Una donna promettente di Emerald Fennell occupa con merito una casella tradizionale nel puzzle degli Oscar, quella riservata al film “indipendente” (prodotto in questo caso dalla LuckyChap Entertainment di Margot Robbie e dalla FilmNation Entertainment). Lo fa con piglio e sensibilità nel raccontare il pozzo nero della violenza sessuale e del revenge porn.

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La “promising young woman” del titolo originale è Cassie, una donna di trent'anni che vive ancora con i genitori e fa la cassiera in un bar dopo aver abbandonato da qualche anno gli studi in medicina a causa di un evento traumatico che ha coinvolto lei e la sua miglior amica, Nina. Ma Cassie ha una doppia vita e trascorre le notti seguendo uno schema ben preciso: una volta alla settimana entra in un locale, si finge ubriaca e si fa abbordare da uno sconosciuto che se la porta a casa; lì Cassie ottiene puntualmente una qualche forma di vendetta, registrando il tutto su un taccuino in cui tiene il conto delle sue “vittime” allo stesso modo in cui i detenuti segnano il passare dei giorni in carcere. C'è un misto di dramma e commedia che rende Una donna promettente un film molto interessante e originale nel modo energico di affrontare un tema così delicato come lo stupro e le conseguenze psicologiche ad esso connesse, che porta con sé – e lo scriviamo a fini esclusivamente drammaturgici – una componente di impegno e “pesantezza” che non sempre si concilia bene con l'intrattenimento cinematografico. Invece questo film ci riesce, grazie a un'eccellente sceneggiatura grazie alla quale non a caso Emerald Fennell si giocherà l'Oscar con il mostro sacro Aaron Sorkin (Il processo ai Chicago 7).

Nata a Londra il 1° ottobre 1985, Emerald Fennell è alla sua opera prima come regista, in una carriera comunque già ricca di riconoscimenti e ruoli importanti come quello interpretato nella terza e quarta stagione di The Crown, in cui veste i panni di Camilla Parker-Bowles. Come sceneggiatrice ha ereditato dalla sua coetanea e grande amica Phoebe Waller-Bridge la scrittura di Killing Eve, un altro piccolo gioiello di black humour le cui tracce si trovano anche in Una donna promettente. La nomination per la miglior regia ha fatto di lei la prima donna della storia del cinema britannico a essere candidata in questa prestigiosa categoria.

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Il ruolo di Cassie ha fruttato anche la seconda nomination alla britannica Carey Mulligan, undici anni dopo quella per An Education che era stato il film che l'aveva rivelata al pubblico internazionale. Si tratta di un personaggio estremamente complesso e borderline e farlo interpretare a Mulligan non era una scelta automatica, visto il curriculum ricco di ruoli “classici” e molto più misurati interpretati dall'attrice londinese. A proposito di questo tema, nei mesi scorsi si è anche accesa una polemica quando il critico di Variety aveva contestato la scelta, scrivendo che per un ruolo del genere sarebbe stata più adatta un'attrice alla Margot Robbie e innescando la replica di Carey Mulligan al New York Times: “Sta dicendo che non sono abbastanza sexy per interpretare un personaggio in cerca di vendetta su chi ha commesso molestie sessuali?”.

Tra le carte vincenti di Una donna promettente c'è anche il montaggio (di Frédéric Thoraval, anche lui candidato all'Oscar) e la colonna sonora che alterna brani originali e alcune grandi hit del pop degli ultimi 15 anni, da Stars are blind di Paris Hilton utilizzata nella scena più romantica e divertente del film (che è piaciuto alla stessa Paris) a una versione orchestrale di Toxic di Britney Spears sagacemente impiegata come intro per il lungo e controverso finale che potrà piacere o meno, ma ha l'indiscutibile pregio di non farsi dimenticare facilmente. Ma ora basta con gli spoiler: se siete curiosi, salvo ulteriori slittamenti, uscirà in Italia il prossimo 29 aprile.

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