Marateale, 5 errori da non fare secondo Max Bruno

Cinema
Barbara Tarricone

Barbara Tarricone

Marateale

È stato l’attore, regista e sceneggiatore italiano ad aprire ieri la XII edizione della “Marateale” con una seguitissima masterclass tenutasi presso l’Hotel Villa del Mare.

approfondimento

A Marateale i nuovi protagonisti del cinema italiano

Ci siamo seduti assieme agli studenti e agli amanti del cinema per seguire la masterclass di Massimiliano Bruno: regista (tra i suoi film: Nessuno mi può giudicare, Viva l’Italia, Non ci resta che il crimine e, in uscita a novembre: Ritorno al Crimine) ma anche sceneggiatore e attore per il teatro, il cinema e la TV. Schietto e divertente, la sua più che una lezione a senso unico è una conversazione che raccoglie tanti spunti dai presenti. Si vede che è abituato ad insegnare: dirige Il Laboratorio di Arti sceniche a Roma. Ne abbiamo approfittato per chiedergli quali sono i 5 errori da non fare se si vuole fare questo mestiere. 

Errore 1: non seguire i propri gusti

Segui i tuoi gusti e la tua indole. Magari uno dice che gli piacerebbe fare una cosa, ma il mercato va da un’altra parte e allora si adegua. Se fai così sceglieresti un mestiere che fai per passione ma sostanzialmente saresti frustrato come uno che fa l’impiegato e voleva fare il pittore.

 

Errore 2: fare questo mestiere per i soldi

Ragiona e pensa sempre che sei un artista e non fare questo mestiere per il denaro. ma fallo per esprimerti. Il denaro va e viene ma non dà la felicità.

 

Errore 3: pensare che ci si possa improvvisare

Bisogna studiare!! È molto semplice: quando mi rompo una gamba voglio essere operato da un ortopedico che ha l’esperienza per potermi operare, per farlo poverino ha dovuto laurearsi in medicina studiando 6 anni, poi altri 3 anni di specializzazione e poi seguire un medico in ospedale.  Quindi arriva a 35- 40 anni a poterti operare la caviglia. Il nostro lavoro è identico.

 

Errore 4: utilizzare (se siete un attore) il metodo di un altro: dovete trovare quello che fa per voi

Ti racconto una storia: Dustin Hoffman e Laurence Olivier, sul set de Il maratoneta. Dustin è un method actor, della scuola di Strasberg. SI immerge nel personaggio facendo le cose che il personaggio fa. Per esempio il personaggio deve essere stanco?  Hoffman si stanca davvero. Ecco che per girare la scena in cui Hoffman deve correre, stremato, inseguito, senza denti, picchiato, chiede di fare prima di corsa tutto un isolato di New York, così la sua stanchezza sarebbe stata non realistica, reale! Arriva, è dietro l’angolo. Macchine pronte, si gira e …sbaglia!  E perché sbaglia? Perché è stanco veramente!   Tutto da rifare! Laurence Olivier gli fa: “Ma scusa: ma non era meglio se la recitavi? “ Ecco, in una battuta due grandi attori e due metodi diversi: ognuno deve trovare il metodo giusto per lui!

 

Errore 5: Non conoscere i propri limiti

Non è un lavoro che può fare chiunque: deve farlo una persona che ha cognizione di causa, che sa quello che sta facendo, che ha un’idea di cosa sia il cinema, che sa girare, che ha una sensibilità per potere dirigere gli attori e nel caso degli attori che abbia delle qualità.  I greci dicevano γνῶθι σαυτόν: conosci te stesso, le persone dovrebbero conoscere se stessi e capire le proprie qualità. Io non mi sognerei mai di andare da Roberto Mancini e propormi come centravanti della nazionale perché fisicamente sono improponibile, ma potrei un giorno o l’altro scrivere un capolavoro! 

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