Nour, Sergio Castellitto è il medico Pietro Bartolo nel film di Maurizo Zaccaro

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La storia del medico che dal 1992 si è occupato dell'emergenza migratoria nell'isola di Lanpedusa è al centro del film "Nour", evento speciale in sala dal 10 al 12 agosto e, dal 20 agosto, in onda su Sky Cinema

 

C’è la tragica storia della bambina siriana di dieci anni sbarcata da sola a Lampedusa e in cerca di sua madre, ma soprattutto quella di Pietro Bartolo, il medico dell'isola che dal '92 ha gestito l'emergenza migratoria sull'isola e oggi è europarlamentare di Democrazia Solidale, eletto nelle liste del Pd, nel film 'Nour' evento speciale al cinema dal 10 al 12 agosto e quindi, dal 20 agosto su Sky Cinema.

Sergio Castellitto e il cast di Nour

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Bartolo è interpretato da Sergio Castellitto "l'unico che poteva farlo, a parte lo stesso Bartolo" ha chiarito oggi durante la conferenza stampa di presentazione in remoto il regista Maurizio Zaccaro che ha girato in quattro settimane sull'isola il film liberamente tratto da 'Lacrime di sale' il libro di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta e prodotto da Stemal Entertainment, e Ipotesi Cinema in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno della Regione Siciliana. Nel cast c sono anche Raffaella Rea (Claudia), Valeria D'Obici (la mediatrice culturale), Fabio Bussotti (il prete) e Thierry Toscan (il fotografo).

Pietro Bartolo, da Fuocoammare a Nour

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Bartolo, che si era già raccontato nel 2016 nel doc film di Francesco Rosi 'Fuocoammare' dai sopralluoghi in poi ha collaborato alla realizzazione del film che racconta la storia di Nour (interpretata da Linda Mresy) tragicamente sola nel viaggio verso l'Europa attraverso il Mediterraneo e di cui Pietro Bartolo, medico dell'isola, si prende cura e, un passo dopo l'altro, cerca di ricostruirne non solo il passato, ma anche il suo presente e un nuovo futuro. 

Un film tratto da una storia vera

È una storia vera, che risale al 2013: la Nour cinematografica si chiama Kebrat ed è stata salvata da Bartolo quando era già allineata con i cadaveri: "È stata una corsa contro il tempo, l'ho presa in braccio, l'abbiamo portata in ambulatorio. Era viva, l'abbiamo salvata. È stata una delle gioie più grandi della mia vita", ha spiegato. Una storia tra le tante drammatiche che hanno coinvolto altri bambini migranti. Il regista l'ha scelta, ha spiegato "perché' è una storia che finisce bene, per smuovere le coscienze facendo in modo che tutti possano avere stessa possibilità

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