Il Regno Unito apre alle star di Hollywood per far ripartire il cinema

Cinema
SEOUL, SOUTH KOREA - JULY 16: Tom Cruise attends the 'Mission: Impossible - Fallout' Korea Press Conference and Photo Call at Lotte Hotel Seoul on July 16, 2018 in Seoul, South Korea.  (Photo by Han Myung-Gu/Getty Images for Paramount Pictures)

Per cercare di far ripartire le produzione cinematografiche, il governo inglese ha deciso che gli attori provenienti dall'estero saranno esentati dall'isolamento obbligatorio ma dovranno restare per due settimane in "una 'bolla' che include solo l'alloggio e il luogo delle riprese

Le star di Hollywood esentate dall'isolamento

Il Regno Unito spalanca le porte alle star di Hollywood per cercare di aiutare la ripresa delle produzioni cinematografiche costrette a interrompere i lavori mesi fa a causa del lockdown (gli ultimi aggiornamenti). Gli attori provenienti dall'estero saranno esentati dall'isolamento obbligatorio per 14 giorni, ma dovranno restare per due settimane in "una 'bolla' che include solo l'alloggio e il luogo delle riprese", ha avvertito il ministro della Cultura britannico, Oliver Dowden. Tra le produzioni interrotte, c’è Mission Impossible 7 con Tom Cruise, ma anche Batman, Animali Fantastici 3 e la serie Netflix The Witcher.

Le dichiarazioni del ministro della Cultura britannico, Oliver Dowden

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"Vogliamo che l'industria si riprenda ed esentare un numero limitato di cast e troupe essenziali dalla quarantena fa parte del nostro costante impegno per far riprendere a girare le telecamere in sicurezza", ha spiegato Dowden. Una decisione accolta con entusiasmo dal settore e che arriva dopo che sono state pubblicate le linee guida per le riprese post-Covid.

Stanziati 1,57 miliardi di sterline per scongiurare il rischio fallimento

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Questo annuncio è arrivato dopo che lo stesso ministro della cultura britannico, Oliver Dowden ha deciso di stanziare un miliardo e mezzo di sterline per salvare gallerie, teatri e sale da concerto del Regno Unito dal fallimento. Un rischio paventato nei giorni scorsi da tutto il mondo della cultura britannico che aveva avvertito le istituzioni sul rischio di chiusura – e di perdita di posti di lavoro – per innumerevoli musei e altri luoghi di svago, colpiti dal lockdown imposto nel paese dall’8 marzo scorso. 

A usufruire dei 1,57 miliardi di sterline saranno anche i cosiddetti heritage sites, i siti storici quali dimore e castelli, il cui futuro è messo a rischio dal crollo del turismo estivo, solitamente la stagione d’oro della cultura e dell’arte Oltremanica. Dowden ha affermato che gli scopi dello stanziamento sono essenzialmente due: preservare alcuni gioielli della Corona britannica come ad esempio la Royal Albert Hall a South Kensington e le più importanti gallerie d’arte nazionali, e aiutare le istituzioni locali che si occupano di cultura e che sono, tra l’altro, le più colpite per via delle loro dimensioni maggiormente ridotte rispetto ai colossi londinesi dell’entertainment.

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