Con quante “enne” si scrive: Gassman o Gassmann?

Cinema

Con quante “enne” si scrive il cognome del grande Vittorio, di cui ricorrono i vent'anni dalla scomparsa: Gassman o Gassmann? Come avviene per certi vocaboli finiti un po' in disuso, per i quali chiediamo consiglio all'Accademia della Crusca, la risposta è: vanno bene entrambe le versioni. Ma la storia del cognome merita di essere raccontata per bene.

Vittorio nasce a Genova il 1° settembre 1922, figlio dell'ingegnere tedesco Heinrich Gassmann e di Luisa Ambroon, nata a Pisa, di religione ebraica. All'inizio, dunque, nessun dubbio: le “enne” sono due, così com'è altrettanto chiara la lapide al cimitero del Verano dov'è sepolto il grande attore, su cui tra l'altro è possibile leggere un memorabile epitaffio: “Non fu mai impallato!”.

Fonte Wikipedia

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Decine di film e locandine sono sempre cadute in errore? Il racconto dell'ultima lettera perduta e ritrovata è stato fatto a più riprese da Alessandro, il più famoso dei quattro figli di Vittorio, nato a Roma il 24 febbraio 1965. Ne parlò per esempio in un'intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera del 16 ottobre 2011: “Mi sono aggiunto una enne alla fine: ora sul passaporto sono Alessandro Gassmann. Non per recidere il legame con mio padre, che è sempre stato fortissimo. Ma per recuperare la storia familiare. Noi siamo ebrei. Io a metà, mio padre per intero”. E continuò: “Nel 1934 la nonna, che era rimasta vedova con due figli e intuiva la bufera che incombeva, tolse la "enne" al cognome dei figli e cambiò il suo da Ambroon ad Ambrosi. Mio padre Vittorio aveva tutte le caratteristiche che si attribuiscono agli ebrei, compresa la parsimonia: uomo generosissimo — non gli ho mai visto lasciar pagare un pranzo o una cena al suo commensale —, in casa spegneva di continuo le luci, staccava l’interruttore centrale, svitava le lampadine. Era ossessionato dal consumo elettrico. Aveva il senso della provvisorietà delle cose, della caducità della vita. Anche l’ultima cosa che mi disse fu: "Spengi la luce". 

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Nel 2015, in un'altra intervista a Panorama, Alessandro ribadì che era stato Vittorio e non Heinrich Gassmann a cambiare cognome: “Durante le persecuzioni naziste mia nonna cambiò il cognome. Mio padre, per semplificazione, usò una sola enne nel suo; io l'ho rimessa simbolicamente, perché mi farebbe piacere che in futuro nessuno dovesse cambiare il proprio cognome per avere gli stessi diritti degli altri”. Resta il dubbio su quando fosse avvenuto il cambio: durante il fascismo, come sua madre, o dopo la guerra, quando per un artista italiano poteva essere sconveniente avere un cognome di origine tedesca? Ma intanto i Gassman sono tornati Gassmann: non solo Alessandro ma anche tutto il resto della famiglia, a cominciare dal cantante Leo, figlio di Alessandro e nipote di Vittorio, vincitore nella Categoria Giovani all'ultimo Festival di Sanremo, che “si firma” regolarmente con la doppia enne.

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