La Dolce Vita, un fantastico viaggio tra Roma e Cannes

Cinema

Paolo Nizza

60 anni fa il film di Federico Fellini vinceva la Palma D’oro. Ecco cinque curiosità su un capolavoro immortale

La Dolce Vita sulla Croisette

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Maggio 1960: Cannes, Esterno Giorno. Sulle note della famosa colonna sonora di Nino Rota, con la sua inconfondibile voce Federico Fellini, dal balcone di un hotel 5 stelle spiega il senso di La Dolce Vita, film in concorso alla 13.ma edizione del Festival del Cinema più famoso al mondo: “Io credo che il dovere di noi cantastorie è di portare la gente almeno fino alla stazione. Poi il treno di partenza lo sceglierà ciascuno secondo il suo gusto, la sua evoluzione. Ma almeno fino alla stazione dovremmo tutti quanti portare le persone. Io vorrei che la Dolce Vita portasse ciascun spettatore, rispettando la personalità di tutti, non facendo un discorso da comizio, fino a una base di partenza. Ecco vorrei suggerire agli spettatori, non tanto ai critici, un atteggiamento ricettivo, di totale abbandono. Ascoltate, io vi racconto la mia storia con una sincerità quasi spudorata. Non cercate di interpretare, di capire, state solamente a sentire quello che vi dico, perché sono le passioni, le speranze, le paure, le vigliaccherie, le angosce, le sporcizie di un uomo che si ritiene come Voi”

 

Così il maestro riminese, il regista di cinema su cui si sono scritti più libri al mondo apriva il servizio televisivo del famoso giornalista Rai Carlo Mazzarella. Certo da quel gran bugiardo che era, nel proseguo dell’intervista Fellini inizia a raccontare di un capitano di una portaerei, attraccata al porto di Cannes pronto a mandare un aereo a Roma per prendere Anita Ekberg per portarla a un party a bordo della sua nave. Oppure dell’incontro con un marinaio americano in borghese, con delle scarpe da donna infilate nelle tasche che si lamenta con il regista perché non condivide le stranezze viste nella Dolce Vita. E ancora, Federico parla di una donna incontrata sulla Croisette, a bordo di una Cadillac, con una placca d’oro sul naso e una scimmietta in braccio che domanda: “Ma perché nel suo film non c’è nemmeno una persona normale?”

Non scopriremo mai se questi personaggi siano davvero esistiti, o se invece abitino lo sterminato libro dei sogni del Genio riminese. Ma in fondo non è molto importante. Ciò che sappiano è che il 20 maggio del 1960, il Presidente della giuria del Festival di Cannes, lo scrittore George Simenon, assegna la Palma d’oro per il miglior film a La Dolce Vita. Un verdetto a sorpresa, considerato che durante le proiezioni per il pubblico l’opera era stata fischiata, tant’è che Giulietta Masina era scoppiata in lacrime. Per fortuna il tempo a messo a tacere per sempre i detrattori di una pellicola che Pier Paolo Pasolini definì “Un film troppo importante perché se ne possa parlare come si fa di solito di un film”.  E a rivedere il video della premiazione, griffato istituto Luce con Rizzoli che asciuga il sudore a Federico, e l’ineffabile voce fuori campo a commentare gli incassi straordinari ottenuti dalla pellicola, viene una certa  malinconia a pensare che Cannes quest’anno non c’è causa emergenza Coronavirus. Per consolarsi, meglio guardare indietro, a volte i passato anticipa il futuro.

 

Ecco quindi 5 curiosità su La Dolce Vita

Le parole della Dolce Vita

Il termine paparazzo, tratto dal cognome del personaggio interpretato da Walter Santesso diventerà sinonimo di fotografo di cronaca bianca e nera. L’origine del maglione chiamato dolcevita è invece assai incerta. Secondo la Treccani, il capo deve il suo nome al protagonista Marcello Mastroianni che però nel film indossa sempre la camicia sotto la giacca. Né tantomeno è ispirato al pullover sfoggiato durante la festa dei nobili dal giovane Ivenda Dobrzensky, visto che si tratta di un maglione a V taglia extralarge. Insomma, si tratta di un mistero e quando parliamo di Fellini, l’irrisolto, l’enigma è una condizione naturale.

Marcello Mastroianni contro Hollywood

Le riprese della Dolcevita iniziano il 14 marzo del 1959 alle 11:35, al teatro 14 di Cinecittà. Il cast ancora non è stato scelto, Fellini vuole a tutti i costi Marcello Mastroianni. La produzione invece, vorrebbe un divo di Hollywood: Paul Newman oppure Burt Lancaster. O al limite la star del cinema francese Gerard Philippe. Alla fine vince il regista, ma a Mastroianni viene applicato un make up speciale agli occhi per rendere il suo sguardo più torvo e decadente

La Dolce Vita - filmstill

Un cast complicato

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Federico Fellini e le donne

Sui giornali dell’epoca, una ridda di nomi altisonanti riempiono le pagine degli spettacoli. Per la parte di Enrico Steiner che alla fine uccide i suoi figli si fanno i nomi di Henry Fonda, Elio Vittorini, Enrico Maria Salerno, Peter Ustinov. Alla fine verrà scelto Alain Cuny. Per la parte di Maddalena si parla di Silvana Mangano e Madeleine Fisher, ma la spunterà Anouk Aimée, mentre per il padre si pensa a Maurice Chevalier, ma poi a interpretarlo sarà Annibale Ninchi. Gina Lollobrigida, Angela Luce sono in lizza per vestire i panni di Emma, la fidanzata di Marcello. Tuttavia si opta per Yvonne Furnaux

Scene mai girate

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Nella sceneggiatura della Dolce Vita era presente una sequenza in cui durante una gita al mare una ragazza moriva bruciata viva a causa dell’incendio di un motoscafo. Ma i produttori bocciarono la scena esclamando: “Questa l’ha scritta di sicuro Flaiano”. Senza contare, che pure lo stesso Fellini non era convinto che funzionasse. Luise Rainer avrebbe dovuto interpretare Dolores, una scrittrice ninfomane che convince Marcello Mastroianni a seguirla nel suo rifugio per poter scrivere il suo libro. Ma poi il personaggio fu soppresso, perché considerato una versione femminile di quello di Steiner. Durante l’incontro tra Il padre di Marcello e la ballerina interpretata da Magali Noel, l’attrice francese voleva concludere la scena donando all’uomo un fiore. Ma secondo Fellini, il gesto avrebbe stravolto il senso dell’intera sequenza.

Lo spogliarello

Il  5 novembre del 1958 in un ristorante di Trastevere,  il Rugantino, la danzatrice turca Aïché Nana, pseudonimo di Kiash Nanah, improvvisa uno spogliarello e viene immortalata dai fotografi. L’episodio ispirerà il famoso striptease di Dorian Gray per celebrare il proprio divorzio, ma mise fine alle prospettive di carriera nel mondo del cinema della ballerina turca. Peraltro sempre in quella sequenza ambientata nella casa di Riccardo, la lite tra Marcello Mastroianni e Laura Betti pare non fosse semplice finzione.

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