"Figli" con Mastandrea e Cortellesi: un film lontano dagli stereotipi

Cinema

Denise Negri

Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea sono i protagonisti della raffinata commedia “Figli” uscita con successo al cinema e ora arrivata anche su Sky. Diretto da Giuseppe Bonito, il film di fatto è l’ultimo lavoro dello sceneggiatore e regista Mattia Torre, scomparso prematuramente

 

“I figli ti invecchiano, del resto il tuo cuore non è mai stato così grande”. E’ questa una delle frasi più famose dal libro di Mattia Torre “In mezzo al mare”, una serie di racconti sull’insensatezza del mondo, l’ossessione tutta italiana per il cibo, il mito della ricchezza e naturalmente i figli. Anzi i secondi figli. Mente brillante ed acuta quella di Mattia, il monologo sulla prole era stato scritto inizialmente proprio per Valerio Mastandrea che poi insieme a Paola Cortellesi ha portato sul grande schermo questo film delicato come uno tsunami, proprio come l’arrivo di un figlio!

Molti i temi trattati nella pellicola "Figli" e che cercano con ironia di sradicare alcuni luoghi comuni come il fatto che per la donna il dedicarsi totalmente ai figli sia da considerarsi quasi una benedizione, e il fatto che la coppia funziona solo nell’impegno e nel dialogo comune. Insomma un costante lavoro, per rimanere a galla.

 

PAOLA E VALERIO, L’AMORE DI COPPIA NEL FILM

 

Cortellesi: “Il film parla anche e soprattutto dell’amore di coppia e del lavoro costante e continuo che si fa per mantenere un rapporto nonostante le cose da affrontare”.

Mastandrea:  “E' un film in cui non si ha paura di dire: sono fragile, sono confuso, mi sento inadeguato rispetto a un ruolo (quello del genitore). E’ una pellicola coraggiosa e che non ha paura di mostrare l’imperfezione. La base di ogni coppia dovrebbero essere il dialogo e la complicità”.

Cortellesi: “Esatto, raccontiamo anche del difficile lavoro di manutenzione di un rapporto a due. I genitori hanno mille responsabilità e bisogna trovare un percorso insieme”.

 

“FIGLI”, UN FILM LONTANO DAGLI STEREOTIPI

 

Mastandrea: “Si va contro lo stereotipo che la donna si deve sentire benedetta o condannata per essere madre. Una donna in realtà vorrebbe continuare a vivere la sua vita, nonostante la maternità”.

 

MATTIA TORRE, LA GRAZIA NELLA SCRITTURA

 

Mastandrea: “La scrittura di Mattia rimane unica. Uno come lui manca da morire, spero che ne rinasca presto uno così. Il nostro cinema ha un bisogno disperato di reinventare la commedia sofistica e Mattia era unno che in poche righe era capace di cambiare radicalmente registro in una scena”.

 

PAOLA E VALERIO: L’ARTE DELL’ESSERE GENITORI

 

Cortellesi: “Faccio del mio meglio come mamma, ce la metto tutta anche se non so mai quando faccio la cosa giusta. Non possiamo avere la certezza di quello che facciamo”.

Mastandrea: “Mi sento molto amato da mio figlio e tutto è iniziato nel momento in cui ho smesso di chiedermi se stessi facendo la cosa giusta o sbagliata” ,

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