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Ermitage. Il potere dell’Arte: i migliori film d'arte

Cinema

Camilla Sernagiotto

In occasione dell’uscita dell’attesissimo Ermitage. Il potere dell’Arte, il documentario dedicato a uno dei musei più visitati del mondo, quello messo a titolo appunto, ecco i migliori film d’arte. Dal ciclo di Cremaster di Matthew Barney al film su Maurizio Cattelan, sono tutti da non perdere
 

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L’attesissimo Ermitage. Il potere dell’Arte è finalmente uscito.

Un documentario appassionante che racconta del luogo da cui passano milioni di visitatori ogni anno: l’Ermitage di San Pietroburgo.

Uno dei musei più importanti e gettonati, merito di una collezione da chapeau: da Leonardo a Raffaello, da Van Eyck a Rubens fino ad arrivare a Tiziano, Rembrandt e Caravaggio, la grande, grandissima arte europea sta di casa proprio qui.
Diretto da Michele Mally e con un attore d’eccezione, il mitico Toni Servillo, questo capolavoro del genere documentario declinato all’arte è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital, in collaborazione con Villaggio Globale International e Sky Arte.

In attesa di goderci questo gioiello sia di arte documentaria sia di Arte con la A maiuscola, ecco i 5 film d’arte che bisogna tassativamente guardare almeno una volta nella vita.

Tutti da togliere il fiato, con Sindrome di Stendhal da paura garantita dopo pochissimi frame, fidatevi…

Il ciclo di Cremaster (1996-2002) di Matthew Barney

Amanti dell’arte contemporanea, ecco pane per i vostri denti. Si tratta della mitica serie di lungometraggi (in tutto cinque) diretti - anche se sarebbe meglio dire “plasmati” - dall’artista e regista statunitense Matthew Barney.
Questa art star è, inoltre, l’ex marito di Björk (padre di sua figlia Isadora).
L’intero ciclo di Cremaster allude alla posizione degli organi riproduttivi durante il processo di sviluppo embrionale.
Nei film sono protagoniste sculture, fotografie, pubblicazioni e illustrazioni dell’artista.

Il contenuto di immagini è forte, sia a livello cromatico sia per le scelte tematiche. Anche la colonna sonora è stata scelta “ad arte”: l’ha composta Jonathan Bepler, stretto collaboratore di Barney.

I film non sono disponibili su DVD in vendita, scelta irrevocabile (almeno per ora) dell’artista. E sono quindi così rari che nel 2007 un disco di Cremaster 2 è stato venduto per 571.000 dollari.

Il più lungo dei film è Cremaster 3, in tutto 3 ore circa. Gli altri quattro sono di un’ora circa ciascuno, per un totale di 7 ore circa.

Louise Bourgeois: The Spider, the Mistress and the Tangerine (2008) di Marion Cajori e Amei Wallach


Louise Bourgeois: The Spider, the Mistress and the Tangerine è un documentario che offre un ritratto ben particolareggiato dell'artista franco-americana messa a titolo.

Si tratta di colei che ebbe l’onore di vedersi dedicata la primissima personale mai intitolata a una donna al MoMA di New York (parliamo del 1982).

Il film si compone di una serie di interviste coinvolgenti ed emozionanti. Le opere e le installazioni dell’artista sono indagate con uno sguardo che gronda suggestioni.
Realizzato su un lungo arco di tempo, dal 1993 al 2007, si tratta di un documentario importante perché offre un inedito spaccato della vita e del lavoro di una delle artiste più influenti del XX secolo.
Louise Bourgeois è nata in Francia nel 1911 ed è passata alla storia come esponente ante-litteram di postmodernismo e di feminist art. Di entrambe le correnti artistiche è stata una pioniera e precorritrice.
Le sue opere sono sessualmente esplicite e puntano a scuotere emotivamente lo spettatore. Esattamente come il documentario a lei dedicato…

National Gallery (2014) di Frederick Wiseman

Il maestro del genere documentarista Frederick Wiseman supera se stesso con questo film che analizza la National Gallery di Londra sotto ogni aspetto.
Estetico, di marketing, artistico, sociale…
Wiseman non si limita a osservare la galleria, come un visitatore qualunque: penetra con lo sguardo dentro ogni dipinto, tra i corridoi, dappertutto. Con obiettività di stampo clinico ma senza mai tralasciare l’aspetto emotivo di una materia come l’arte.

Tre ore per un documentario fiume che, nonostante la lunga durata, tiene attaccati allo schermo. E chiunque non abbia mai visto dal vivo la National Gallery londinese, con questo film potrà dire di averla percorsa in lungo e in largo.

Maurizio Cattelan: Be Right Back (2016) di Maura Axelrod

Un Leonardo della nostra epoca, italiano e Genio con la G maiuscola riconosciuto all’unanimità, è proprio lui: Maurizio Cattelan.

Irriverente e provocatorio, ha fatto dell’arte uno stile di vita e di marketing.
Il docu-film che lo ritrae è Maurizio Cattelan: Be Right Back, distribuito da Nexo Digital in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema e diretto dalla regista statunitense Maura Axelrod.

Questa director donna è specializzata in documentari e reportage e infatti la sua mano (e il suo occhio) bene emergono da questa pellicola che intreccia interviste a curatori, professori e luminari di storia dell’arte, collezionisti a più zeri. Ma anche ex-fidanzate.

Questo documentario parla del Cattelan artista che, però, non può prescindere dal Cattelan uomo. E infatti setaccia a fondo non solo le sue opere ma la sua vita, il suo intimo, per restituire un affresco pazzesco di quest’uomo che è sinonimo di arte contemporanea nel mondo. Nonché nostro fiore all’occhiello!
Tra i protagonisti c’è anche il grande amico dell’artista, il critico d’arte Massimiliano Gioni (direttore associato del New Museum of Contemporary Art di New York) che per un periodo sul finire degli anni Novanta è stato la controfigura di Cattelan, diventando a sua volta una performance.

Loving Vincent (2017) di Dorota Kobiela e Hugh Welchman

Loving Vincent non è un documentario, a differenza di tanti altri film d’arte fino ad ora presi in esame: si tratta di un film d'animazione diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman nel 2017.

Non un film di animazione qualunque ma semmai una pellicola che è già d’arte a partire dalla fattura: ogni singolo fotogramma infatti è realizzato a mano.
Attaraverso 60000 tele dipinte a mano, viene così delineato un viaggio suggestivo e unico nel suo genere nella vita e nell'arte di Van Gogh.

Il film ha ottenuto una candidatura a Premi Oscar, una candidatura a Golden Globes, una candidatura ai BAFTA, una candidatura a Critics Choice Award ha vinto un premio ai European Film Awards.

Dorota Kobiela, pittrice polacca, e il regista inglese Hugh Welchman, hanno raccontato a quattro mani le ultime settimane di vita del pittore olandese, quando si trasferì ad Arles, in Francia, nel 1888.
Con uno stile che ha gli stilemi del noir, Loving Vincent tiene incollati allo schermo.