Al via il Milano Film Festival. I migliori film di Gabriele Salvatores

Cinema

di Massimo Vallorani

In attesa del Milano Film Festival (dal 4 al 10 ottobre) e del suo ultimo film (dal 24 ottobre con 01 Distrubution), scopriamo i migliori film del regista premio Oscar Gabriele Salvatores, direttore artistico della kermesse meneghina dedicata al cinema indipendente

Arriva il Milano Film Festival (dal 4 al 10 ottobre)

Sarà popolare ma anche per veri cinefili il Milano Film Festival, la kermesse cinematografica curata da Gabriele Salvatores (affiancato da Alessandro Beretta) in cui trovano spazio anche i grandi temi di oggi come i flussi migratori e l'ambiente, in programma dal 4 al 10 ottobre sugli schermi del The Space Cinema Odeon, storica sala in piazza Duomo, a Milano.

Gli esordi di Gabriele Salvatores

In attesa di vederlo anche sullo schermo con il suo ultimo film Tutto il mio folle amore (dal 24 ottobre con O1 Distrubution) e già presentato fuori concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia, ripercorriamo le tappe della carriera del regista premio Oscar. Gabriele Salvatores è nato a Napoli il 30 luglio del 1950, ha esordito alla regia nel lontano 1983 con Sogno di una notte d’estate, lungometraggio ispirato all’opera shakespeariana. Quattro anni dopo il regista torna dietro la macchina da presa per Kamikazen: ultima notte a Milano (1987), sulle disavventure di un gruppo di comici da cabaret. A interpretarlo, fra gli altri, Paolo Rossi e Claudio Bisio.

La trilogia della fuga e l'Oscar con Mediterraneo

Nel 1986 fonda con Diego Abatantuono e Maurizio Totti, la Colorado Film, e tre anni dopo dirige l'attore in Marrakech Express, primo capitolo della sua 'trilogia della fuga', proseguita con il triangolo Abatantuono - Fabrizio Bentivoglio - Laura Morante di Turnè nel 1990 e la consacrazione internazionale per i soldati 'in pausa' dalla guerra di Mediterraneo, per cui vince l'Oscar come miglior film straniero.

Da Puerto Escondido al ragazzo invisibile

Nel 1992, torna l'amore per il viaggio in Puerto Escondido, tratto dal romanzo di Pino Cacucci. È la volta poi della denuncia sociale con Sud (1993), con Silvio Orlando, e nel 1997 di un'originale incursione nel mondo virtuale, con Nirvana. Nel 2000 dirige il grottesco Denti, tratto dal romanzo di Domenico Starnone con Sergio Rubini, protagonista anche di Amnesia (2002), su tre storie che ruotano intorno a una discoteca di Ibiza. Salvatores torna in gara per l'Oscar con Io non ho paura (2003), noir tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti.

Il regista resta nel genere con Quo vadis, baby? (2002), tratto dal libro di Grazia Verasani, con Angela Baraldi, diventato anche miniserie per Sky Cinema, e Come dio comanda, dramma sul rapporto fra un padre e un figlio (Filippo Timi e Alvaro Caleca), ancora tratto da un romanzo di Ammaniti. Nel 2010 c’è il ritorno alla commedia con il corale Happy Family, tratto dalla pièce di Alessandro Gennari, interpretato fra gli altri, da Fabio De Luigi, Margherita Buy e suoi attori feticcio, come Abatantuono e Bentivoglio.

Del 2013 è la volta di Educazione Siberiana, tratto dall'omonimo romanzo autobiografico del 2009 di Nicolai Lilin. Il regista nel 2014 realizza, poi il film Il ragazzo invisibile, che segna la sesta collaborazione del regista con Fabrizio Bentivoglio, nonché il ritorno di Salvatores al mondo della fantascienza. Con questo film il regista vince un European Film Award, venendo scelto dalla giuria dei giovani della European Film Academy.

Nel 2018 è uscito il suo nuovo film da regista Il ragazzo invisibile - Seconda generazione, sequel del film del 2014. 


Per omaggiare il regista premio Oscar Salvatores abbiamo stilato una piccola classifica con i 6 film da rivederei del regista.

Mediterraneo

Un mare greco che più greco non si può, un’isoletta sperduta nel Mediterraneo e dei soldati italiani lasciati lì durante la seconda guerra mondiale per individuare le navi nemiche. Con questi pochi elementi, Salvatores costruisce il suo film di svolta, quello che gli regalerà un Oscar e diffonderà nel mondo del cinema il tema della fuga, tanto caro al regista napoletano. Divenuto oramai con il tempo un film cult, Mediterraneo narra l’avventura di un gruppo di soldati italiani lasciati (ma potremmo anche dire abbandonati) su un’isoletta greca. Il suo villaggio sembra abbandonato e non c’è un solo nemico in vista. In realtà, l’isola non è deserta e quando i greci capiscono che quegli italiani sono innocui, escono dai loro nascondigli sulle montagne e continuano le loro vite pacifiche. Presto i soldati scopriranno che essere abbandonati in un’isola greca – quasi dimenticata da Dio – dopotutto non è poi così male … La pellicola di Salvatores si aggiudica anche altri premi tra cui il David di Donatello per il miglior film, il montaggio e il suono e un Nastro d'argento per la regia. Merito del successo del film va anche al cast che comprende Diego Abatantuono, Claudio Bigagli e Giuseppe Cederna.

Puerto Escondido

Di Puerto Escondido si può tranquillamente dire che, pur non essendo direttamente incluso nella trilogia della fuga è da tutti considerato una sorta di quarto film fuori lista. Il protagonista infatti è un banchiere milanese, fuggito in Messico a seguito di un episodio di cronaca: qui incontrerà alcuni italiani che gli indicheranno come iniziare una nuova vita.

Sud

Con Sud, Salvatores affronta le tematiche sociali del nostro Paese facendone un vero e proprio spaccato di vita italiana. La pellicola narra delle vicende di un gruppo di quattro persone che occupa un seggio elettorale per protestare contro la loro condizione di disoccupati. La presenza nel seggio della figlia del sindaco colluso con la camorra darà vita a un lungo braccio di ferro con le autorità.

Io non ho paura

Forse dopo Mediterraneo, Io non ho paura è il più convincente di Salvatores, ispirato da un grande romanzo come quello omonimo di Niccolò Ammaniti. Una storia ambientata negli anni 70 in un Sud italiano bellissimo (siamo in Basilicata) e amaro in cui il piccolo Michele di appena 10 anni scopre un suo coetaneo tenuto prigioniero.

Educazione siberiana

Anche in questo caso Salvatores porta al cinema un film tratto dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin dove si narra dell’importanza dei tatuaggi in una piccola comunità moldava. Qui due amici cresceranno in un contesto difficile cercando di superare i traumi della vita creandosi un futuro meno doloroso possibile.

Il ragazzo invisibile

Con Il ragazzo invisibile, Gabriele Salvatores si apre al fantasy in un film arduo per il cinema italiano e sicuramente coraggioso. Un pellicola per ragazzi il cui protagonista è Michele, adolescente come tanti di una tranquilla città sul mare che scopre il super-potere dell’invisibilità. Nel cast, Valeria Golino e Fabrizio Bentivoglio. Nel 2018 Salvatores ha realizzato un sequel della pellicola intitolato Il ragazzo invisibile - Seconda generazione e ambientato tre anni dopo gli eventi del primo capitolo.

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