Il signor diavolo: il libro da cui è tratto il film di Pupi Avati

L’ultimo film di Pupi Avati, “Il signor diavolo”, è tratto dall’omonimo romanzo noir scritto dallo stesso regista

Esce giovedì 22 agosto in tutte le sale italiane “Il signor diavolo”, ultimo film diretto da Pupi Avati. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo noir scritto dallo stesso regista bolognese e pubblicato nel 2018 da Guanda.

Il signor diavolo - Romanzo del gotico maggiore, la trama del libro

Siamo nel 1952, nella frazione di Lio Piccolo, nel cattolicissimo Veneto, in un’Italia dove domina incontrastata la Democrazia Cristiana. In questo scenario, troviamo Fulvio Momentè, funzionario del Ministero di Grazia e Giustizia che si trova a svolgere un noioso lavoro d’ufficio. Separato dalla moglie, che aveva fatto prostituire per pagare alcuni debiti contratti con gli strozzini, viene inviato nel piccolo paesino veneto per insabbiare un processo che potrebbe essere dannoso in vista delle imminenti elezioni politiche. Il magistrato comunista Marino Melchionda sta per istituire un processo ai danni di un quattordicenne, Carlo Mongiorgi, accusato di aver ammazzato un coetaneo con una fionda, credendolo il diavolo in persona. Quello che bisogna impedire è che vengano chiamati a testimoniare un prete e una suora che avrebbero un forte ascendente sul ragazzo. Nel leggere gli atti, vengono fuori tutti i retroscena dell’omicidio e una serie di irregolarità nella gestione dell’accaduto. Pagina dopo pagina, Pupi Avati porta il lettore in una provincia intrisa di superstizione e cattolicesimo, dove tutto può essere possibile, anche la presenza del diavolo.

Il signor diavolo, il film

Dal romanzo “Il signor diavolo - Romanzo del gotico maggiore”, Pupi Avati ha tratto la sceneggiatura per il suo nuovo film, facendosi aiutare nella scrittura da suo figlio Tommaso e da suo fratello Antonio Avati. La pellicola segna il ritorno del regista bolognese all’horror e al noir, dopo aver esplorato la commedia agrodolce. Avati si è cimentato più volte nel genere giallo-horror, a partire dal film del 1976, diventato poi un cult, “La casa dalle finestre che ridono”.

"Il signor diavolo" è perfettamente riuscito e conferma la grande esperienza del regista bolognese nel saper descrivere l’inquietudine dell’animo umano, restando sempre al confine tra superstizione e soprannaturale. L’horror di Pupi Avati non spaventa ma inquieta e costringe a guardarsi dentro. Queste le sue parole nel presentare la pellicola: «Ho cercato di raccontare quello che so della vita, se non racconti il passato come fai a parlare del presente, e l’ho fatto attraverso il genere che i registi non praticano più». Inoltre, con il film, il regista bolognese inaugura una saga, ambientata sempre nello stesso territorio, con il Male come protagonista assoluto. “Il signor diavolo” uscirà in tutte le sale italiane giovedì 22 agosto.

Il signor diavolo, il cast

Per il film, Pupi Avati si è affidato a un cast composto quasi esclusivamente da suoi attori feticcio o da attori che hanno già lavorato con lui in passato, da Lino Capolicchio ad Andrea Roncato, da Cesare Cremonini a Massimo Bonetti, da Alessandro Haber a Gianni Cavina. Il ruolo dei due protagonisti è affidato a Gabriele Lo Giudice, nei panni del funzionario Furio Momentè, e al giovane Filippo Franchini, che interpreta Carlo Mongiorgi. Elogi dalla critica per Chiara Caselli, perfetta nei panni della madre della vittima.