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Matteo Garrone: i migliori film del regista di "Dogman"

Cinema

In attesa di conoscere i risultati dei David di Donatello, riscopriamo i migliori film di Matteo Garrone

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Con 15 candidature ai David di Donatello 2019, tra cui quelle per il miglior regista, Matteo Garrone può già ritenersi soddisfatto. Il film ad aver ricevuto così tante nomination è “Dogman”, già vincitore di 8 Nastri d’Argento, 3 European Film Awards e il Premio come miglior interpretazione maschile al protagonista Marcello Fonte. Il grande successo di “Dogman” è solo l’ultimo tassello di una carriera costellata di premi e soddisfazioni. Figlio d’arte (suo padre Nico Garrone è stato critico teatrale e cinematografico e sua madre Donatella Rimoldi è fotografa), Matteo si dedica subito al cinema e alla pittura, altra sua grande passione. Il suo cortometraggio “Silhouette” vince nel 1996 il Sacher d’oro e verrà inserito nel suo primo film, “Terra di mezzo”. Dopo aver sperimentato anche il documentario e film dai contenuti sociali molto forti, come “Ospiti”, che viene premiato alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, Matteo Garrone si avvicina alla commedia con “Estate romana”, un film del 2000 in cui il regista è anche operatore alla cinepresa. Ma è con “L’imbalsamatore” che il regista arriva a una svolta nella sua carriera. La pellicola del 2002 rientra tra i cinque migliori film di Matteo Garrone

  • L’imbalsamatore
  • Gomorra
  • Reality
  • Il racconto dei racconti
  • Dogman

L’imbalsamatore

Con questa pellicola, presentata al 55° Festival del Cinema di Cannes, Garrone si ispira alla vicenda nota come quella del “nano di Termini”, un tassidermista omosessuale ucciso dal suo pupillo. A interpretarlo, Ernesto Mahieux, che si aggiudica anche il David di Donatello come miglior attore protagonista. L’altro David di Donatello viene vinto per la miglior sceneggiatura. Tra gli altri premi ricevuti, due Nastri d’Argento e due Globi d’oro.

Gomorra

Dopo un’altra pellicola ispirata a un fatto di cronaca, “Primo amore”, del 2004, Matteo Garrone gira il film che lo decreta come uno dei registi di maggior successo dei primi anni duemila, “Gomorra”, ispirato all’omonimo libro-inchiesta di Roberto Saviano. Il film vince sette David di Donatello, tra cui quelli come miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista per Toni Servillo, il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, cinque European Film Awards, due Nastri d’Argento, tre Globi d’Oro e due Ciak d’Oro.

Reality

Nel 2012 il regista ci regala il suo punto di vista sul dilagare dei reality show con “Reality”, un film ispirato alla storia vera del suo ex cognato che, da pescivendolo, provò a partecipare ad alcune trasmissioni televisive per sfondare nel mondo dello spettacolo. “Reality” viene presentato al Festival di Cannes e riceve il Grand Prix speciale della Giuria. Si aggiudica anche tre David di Donatello, tre Nastri d’Argento e tre Ciak d’Oro.

Il racconto dei racconti - Tale of tales

Nel 2015 Matteo Garrone gira il suo primo film con un cast internazionale, “Il racconto dei racconti - Tale of tales”, ispirato alla raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile. Per la prima volta, il regista si confronta con il fantasy a tinte horror, genere poco esplorato nel nostro Paese. Le riprese si sono svolte in inglese e tra i protagonisti ci sono Salma Hayek, Vincent Cassel, John C. Reilly e Toby Jone. Presentato al Festival di Cannes, “Il racconto dei racconti” ha vinto sette David di Donatello e tre Nastri d’Argento.

Dogman

L’ultimo film diretto da Matteo Garrone è “Dogman”, che è stato a un passo dal rappresentare l’Italia agli Oscar. La pellicola è ispirata alla storia del “Canaro della Magliana”, Pietro De Negri, un tosatore di cani che alla fine degli anni Ottanta uccise l’ex pugile Giancarlo Ricci. Garrone sposta la vicenda dei protagonisti dal litorale romano a quello domiziano, location già usata per “Gomorra”. Presentato al Festival di Cannes nel 2018, “Dogman” ha ricevuto recensioni positive dalla critica ed è valso il Premio come miglior interpretazione maschile al protagonista Marcello Fonte. Tra gli altri premi vinti finora, otto Nastri d’Argento e tre European Film Awards. Il film è candidato a 15 David di Donatello.