Tutto il male del mondo: il documentario su Giulio Regeni, dieci anni dopo l’omicidio

Cinema

A dieci anni dalla scomparsa e dall’uccisione di Giulio Regeni, Tutto il male del mondo ricostruisce le tappe del sequestro, delle torture e dell’omicidio del ricercatore italiano attraverso il processo e le deposizioni dei testimoni. Al centro, per la prima volta, il racconto diretto dei genitori e dell’avvocata Alessandra Ballerini. In anteprima nazionale il 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, il documentario arriva al cinema il 2, 3 e 4 febbraio con Fandango

A dieci anni dall’omicidio di Giulio Regeni, Tutto il male del mondo non è solo un documentario: è una ferita che torna a parlare. Un’opera che non cerca consolazioni, ma insiste sulle domande, sulle crepe, sulle responsabilità mai davvero affrontate. Il film arriva nelle sale il 2, 3 e 4 febbraio con Fandango, dopo l’anteprima nazionale del 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, nel decimo anniversario della scomparsa del ricercatore friulano.

Ricostruire i fatti, dieci anni dopo

Tutto il male del mondo arriva a dieci anni dall’uccisione di Giulio Regeni, avvenuta in Egitto nel 2016, e si propone come un lavoro di ricostruzione puntuale di una delle vicende giudiziarie e diplomatiche più complesse degli ultimi anni. Il documentario ripercorre le tappe del sequestro del ricercatore, avvenuto al Cairo nel gennaio 2016, le torture subite e il ritrovamento del corpo senza vita il 3 febbraio, ai margini della capitale egiziana.
Il film si colloca all’interno di un percorso di memoria pubblica che non ha mai smesso di interrogare l’opinione pubblica italiana, cercando di restituire una cronologia chiara degli eventi e delle responsabilità emerse nel corso delle indagini.

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Il processo e le testimonianze

La struttura narrativa del documentario è costruita attorno al processo e alle deposizioni dei testimoni a giudizio. Attraverso atti, verbali e ricostruzioni processuali, Tutto il male del mondo dà spazio alle diverse fasi dell’inchiesta, evidenziando passaggi chiave, zone d’ombra e contraddizioni.
Per la prima volta, il racconto è affidato in modo diretto ai genitori di Giulio, Claudio Regeni e Paola Deffendi, e all’avvocata Alessandra Ballerini, che seguono il caso fin dall’inizio. Le loro testimonianze non sono utilizzate come commento emotivo, ma come parte integrante del quadro narrativo, contribuendo a chiarire il percorso giudiziario e le difficoltà incontrate nella ricerca della verità.

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Un documentario civile per le sale

Scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, Tutto il male del mondo è prodotto da Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni e da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango. La durata di 100 minuti consente al film di sviluppare con continuità i diversi livelli del racconto, mantenendo un approccio documentaristico lineare e informativo.
Il documentario sarà presentato in anteprima nazionale il 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, in occasione del decimo anniversario della scomparsa di Regeni, e uscirà nelle sale italiane il 2, 3 e 4 febbraio. La distribuzione cinematografica accompagna così un’opera che intende offrire strumenti di comprensione e memoria, affidando allo spettatore il compito di confrontarsi con i fatti e con le domande ancora aperte.

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