Stefano Accorsi: dal cinema al teatro, la carriera dell'attore bolognese

Stefano Accorsi
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La carriera di Stefano Accorsi, tra cinema e teatro. L'attore è in tournée teatrale con lo spettacolo "Giocando con Orlando - Assolo"

Stefano Accorsi è attualmente in tournée teatrale con lo spettacolo "Giocando con Orlando – Assolo”. L’attore è il vero mattatore: vestendo i panni del cavaliere, si cimenta con l’opera di Ariosto e il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni. Una scena dominata dal solo Accorsi che recita in rima tra feroci saraceni, ippogrifi alati, giovani donzelle e paladini cristiani, alternando alle ottave originali  quelle un po’ più prosaiche di Baliani. Nel poema cinquecentesco donne, cavalieri, armi, e soprattutto l’amore: l’amore perso, sfortunato, vincente, doloroso, sofferente, sacrificale, gioioso e di certo anche furioso. L’ennesima prova di grande spessore da parte dell’attore bolognese che continua ad alternare successi al cinema e al teatro. 

Gli inizi e la svolta con "Radiofreccia"

La carriera di Stefano Accorsi inizia con l’iscrizione alla Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna. Dopo aver debuttato al cinema con una piccola parte nel film “Fratelli e sorelle” di Pupi Avati, nel 1992 è coprotagonista nel film di Luigi Zanolio “Un posto”. La svolta arriva grazie alla sua partecipazione ad una serie di spot pubblicitari per il gelato Maxibon con una battuta diventata tormentone. Nel 1996 è protagonista del film “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, ma con “Radiofreccia”, film di Luciano Ligabue ottiene la consacrazione come uno degli attori più interessanti del cinema italiano. Per la pellicola d’esordio del cantautore, Accorsi ha conquistato anche un David di Donatello. Dopo una serie di partecipazioni minori, nel 2001 è protagonista di quattro film di grande successo: “L’ultimo bacio” di Gabriele Muccino, “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek, “La stanza del figlio” di Nanni Moretti e “Santa Maradona” di Marco Ponti. Nel 2002 conquista la Coppa Volpi come migliore attore per il film “Un viaggio chiamato amore” di Michele Placido. Sempre per Michele Placido recita anche in “Ovunque sei” e “Romanzo Criminale” nei panni del Commissario Nicola Scialoja. 

Da "Baciami ancora" a "Made in Italy", i film con Stefano Accorsi

Michele Placido, insieme a Gabriele Muccino e Ferzan Ozpetek, sono i tre registi legati professionalmente alla carriera di Stefano Accorsi. Per quest’ultimo ha recitato anche un ruolo ne “Le fate ignoranti”. Dopo aver recitato in alcune pellicole di successo in Francia,  nel 2008 torna a recitare in teatro ne “Il dubbio”, per la regia di Sergio Castellitto. Nel 2010 lavora di nuovo con Gabriele Muccino per “Baciami ancora”, sequel de “L’ultimo bacio”, mentre l’anno successivo appare in “La vita facile” e “Ruggine”. Tra il 2013 e il 2015 è il protagonista di due fiction televisive: “Il clan dei camorristi” e “1992”. Quest’ultima nasce  da una sua idea e interpreta uno spregiudicato pubblicitario ai tempi di Tangentopoli, seguita nel 2017 da 1993. Compare anche in un episodio di "The Young Pope", la serie di Paolo Sorrentino con Jude Law. Nel 2016 è protagonista di “Veloce come il vento” di Matteo Rovere, uno dei film più sorprendenti degli ultimi anni. Nel 2018 è tornato a recitare per Luciano Ligabue in “Made in Italy” e Gabriele Muccino per “A casa tutti bene”. A teatro invece è stato impegnato con il “Decameron” di Giovanni Boccaccio, in scena al teatro Ambra Jovinelli di Roma.