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Michela Andreozzi al timone di Cinepop

Cinema

M.Beatrice Moia

Attrice, sceneggiatrice, autrice, regista e tanto altro ancora. Stiamo parlando di Michela Andreozzi, inesauribile, poliedrica, versatile e ironica che, a partire da lunedì 9 luglio sarà al timone di Cinepop, la trasmissione che racconta il mondo del cinema in sala e in onda su Sky. La rubrica va in onda, come di consueto, dal lunedì al venerdì alle 21.00 su Sky Cinema Uno.

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Sorriso aperto e accattivante, abito bon ton multicolor, sandalo gioiello con luminescenti pietre verdi ma, soprattutto, una carica di simpatia, di fascino e di umanità capace di contagiare fin dal primo istante. Si presenta così, Michela Andreozzi, al nostro incontro dopo le riprese in studio di Cinepop, la rubrica di approfondimento sul mondo del cinema che va in onda su Sky Cinema Uno. Ama definirsi “operatrice” cinematografica. E potrebbe sembrare riduttivo se non si sapesse che il suo impegno a tutto tondo (attrice, sceneggiatrice, autrice e, ultimamente anche regista) rende quasi impossibile, e forse riduttivo, definirla in modo tradizionale. Con la sua dialettica brillante, i suoi modi gentili e spigliati, ci ha raccontato un po’ di sé e ci ha svelato quello che si aspetta dalla conduzione di Cinepop.

Come è nata la tua passione per la recitazione?

È una passione che ho da quando ero piccolissima, ho debuttato a otto anni in occasione di una recita scolastica e poi mi sono appassionata, ho continuato a studiare. Anche se, a dire la verità, la recitazione è venuta dopo la scrittura. Scrivere, raccontare storie è stato da sempre il mio sogno, la recitazione, dal punto di vista professionale intendo, è arrivata dopo. E poi si è sovrapposta alla scrittura.

Non solo attrice ma anche regista, sceneggiatrice, autrice e conduttrice. Quale di queste professioni ti identifica meglio? Come ti definiresti se dovessi sceglierne una?

In realtà mi definirei “operatrice”, perché mi piace operare, fare e fare di tutto. Non prediligo nessun ambito. E in questo mi sento una “privilegiata” perché posso fare di tutto: recitare, scrivere, dirigere. Dipende molto anche dal momento. Il problema si pone quando, ad esempio, avrei voglia di scrivere in pace, sola, magari nella tranquillità di casa mia, ma devo invece essere sul set a recitare una scena, non so, d’azione in cui devo scappare da qualcuno. Però è un problema “tra virgolette” perché mi ritengo fortunata ad avere così tanta libertà di spaziare da un “mestiere” (cinematograficamente parlando) all’altro, so di esserlo e non avrei mai motivo di lamentarmi.

Per quanto riguarda Cinepop, cosa ti aspetti?

Sono molto eccitata e positiva per questa nuova sfida. Mi piace l’aria che si respira in studio, dove tutto parla di cinema, la scenografia, gli schermi, il ciak…e sono elettrizzata dall’idea di dover parlare di cinema.

Anche se di solito tu il cinema “lo fai”. Qui sarà un’esperienza un po’ più teorica, diciamo.

Sì, hai ragione, ma riallacciandomi al ragionamento di prima, in cui mi definivo una sorta di appassionata  del cinema, penso che mi divertirò a fare l'esperta e a sfoggiare un po’ di conoscenze accumulate nel corso degli anni. Sono felice soprattutto della possibilità di guardare in macchina. Sai, a noi attori è vietato guardare in macchina, invece qui devo farlo. Sarà strano perché anche se sarò me stessa dovrò comunque recitare un personaggio. E questo rende tutto molto più divertente

Qual è la tua rubrica di Cinepop preferita?

Non lo so. Devo prima provare a “condurre”, poi te lo farò sapere. Sono appassionata della trasmissione perché prima di me è stata condotta da una cara amica, Serena Rossi, di cui ho seguito tutte le puntate. Ma prima di scegliere una rubrica piuttosto che un’altra, vorrei “viverle in prima persona”.