Stanley Kubrick: all'asta i cimeli di un genio del cinema

Cinema

Paolo Nizza

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Il 7 marzo 1999 se ne andava Stanley Kubrick congedandosi con un ultimo capolavoro, Eyes Wide Shut, che sarebbe arrivato nelle sale quattro mesi dopo. A diciannove anni esatti dalla scomparsa di un regista che ha cambiato il modo di pensare il cinema, Aste Bolaffi annuncia la vendita della più importante raccolta di memorabilia sulla sua vita e la sua opera mai offerta in asta e proveniente dalla collezione di Emilio e Janette D’Alessandro. Il 27 marzo a Torino saranno battuti il ciak di Eyes Wide Shut, la giacca bordeaux di Jack Torrance in Shining e altri oggetti di set e personali, raccolti e conservati gelosamente da Emilio D’Alessandro, assistente, poi uomo di fiducia e amico di Kubrick, tra il 1971 e il 1999. E nell'attesa dal 13 al 21 marzo gli oggetti messi all'asta saranno esposti nella sale del MIC-Il museo Interattivo del cinema di Milano. E per l'occasione la Fondazione Cineteca italiana proporrà una rassegna di 10 film diretti da Stanley Kubrick e 2 documentari sulla sua vita e sulla sua carriera.

 

Si sa: Dio, o il Diavolo, abitano nei dettagli. Sicché bastano un tappeto, un cappello, una borsa, una giacca, un orologio, un cappotto, un ciak e l'elegante spazio Bolaffi in via Manzoni a Milano si trasfigura in un set.
E quando la voce dall'accento inconfondibile di Emilio D'Alessandro, assistente personale di Stanley Kubrick dal 1971 al 1999 ti trascina con la schiettezza e la generosità con cui si condivide un bicchiere di vino, in un fiume di racconti, gli aneddoti, i ricordi, pare di essere all'Overlook Hotel, o nell'Irlanda del 700, o a Londra negli studi di Pinewood. Cinema e vita, realtà e finzione si mescolano nelle parole di questo imberbe italiano che nei primi anni Sessanta lasciò il suo paese per approdare nella Swinging London. Emilio inseguiva la sua passione il suo sogno di diventare pilota da corsa e finì per diventare prima autista, poi factotum, infine confidente e amico fidato di Stanley Kubrick.

Grazie alla moderazione dell'impeccabile Federico- Atlantic Confidential- Chiarini e agli interventi precisi e acuti di Filppo Bolaffi, Amministratore Delegato Aste Bolaffi, e di Matteo Pavesi, Direttore di Fondazione Cineteca Italiana, più che una conferenza stampa, sembra una rilassata e intrigante lezione di cinema. Ed è esilarante più un frammento di Rabelais, quando D'Alessandro racconta del cappotto di lana blu scuro a tre bottoni indossato da Tom Cruise in Eyes Wide Shut, a cui Emilio, con irriverente senso pratico fece tagliare le maniche per utilizzarlo durante il duro lavoro nei campi. Insomma, un collezionista anomalo e dalla travolgente simpatia che Kubrick chiamava in continuazione al punto che il regista avrebbe voluto installare un telefono portatile sul trattore di Emilio. E proprio la freschezza, la ricchezza frugale di questi ricordi aiutano a comprendere il senso di questa operazione.  In fondo il mito si perpetua anche così. Walter Benjamin avrebbe parlato dell'Opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica. Eppure, davanti alla giacca di velluto color burgundy scelta da Milena Canonero su insistenza di Jack Nicholson è facile avere uno Shining e ritrovarsi davanti al bancone di un bar a biascicare: “Questa è classe. Tu mi piaci, Lloyd. L'ho sempre detto io. Sei il miglior barman del mondo. Il migliore tra tutti i dannati barman che ho visto fra Timbuctu e Portland, Maine. O, Portland, Oregon, se preferisci"

 

Scherzi a parte, tra i memorabilia messi all'asta, c'è pure un lungo frammento della pellicola originale del film The Shining. Si tratta di un cimelio particolarmente prezioso, visto che Kubrick faceva bruciare tutte le parti di pellicola avanzate alla conclusione del montaggio finale.

E se per qualsiasi motivo non potrete essere presenti a Torino il 27 marzo all'asta, non preoccupatevi. Dal 13 al 21 marzo gli oggetti messi all'asta saranno esposti nelle sale del MIC-Il museo Interattivo del cinema di Milano. E per l'occasione la Fondazione Cineteca italiana proporrà una rassegna di 10 film diretti da Stanley Kubrick e 2 documentari sulla sua vita e sulla sua carriera. E tra il tricorno di Barry Lyndon, il tappeto di Shining, i portachiavi dell' Hoverlook Hotel, il cappello in feltro del sergente Hartmann di Full Metal Jacket e la giacca verde militare indossatala da Kubrick, sarà meraviglioso rivedere in pellicola alcuni dei capolavori di uno dei più grandi geni del ventesimo secolo. Perché come diceva lo stesso Kubrick. “Talvolta la verità di una cosa non sta tanto nel pensiero di essa quanto nel modo di sentirla.” 

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