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Fabio Rovazzi: la mia prima volta come attore

Cinema

Massimo Vallorani

In occasione dell’uscita nei cinema de Il Vegetale di Gennaro Nunziante abbiamo incontrato Fabio Rovazzi, qui nella sua prima prova come attore. Il film sarà nelle sale dal 18 gennaio. Ecco cosa ci ha raccontato. LEGGI L’INTERVISTA

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E’ stato e forse lo è ancora il ragazzo (ha appena 24 anni) più sorprendente del mondo della musica e dello spettacolo italiano in generale. Stiamo parlando, naturalmente, di Fabio Rovazzi che dopo essere andato a comandare in tangenziale (con il trattore) e poi aver spopolato con tormentoni come Tutto molto interessante eVolare cantata con il sempreverde Gianni Morandi, ora si appresta, parole dello stesso Rovazzi, "a distruggere anche il cinema dopo aver rovinato anche la musica”. Lo farà con “Il Vegetale” (dal 18 gennaio), sua prima prova attoriale, per la regia di Gennaro Nunziante che conosciamo come il regista di Checco Zalone. Si tratta di una commedia leggera e divertente che riserva più di un momento di malinconia e di amarezza perché riflette sulle difficolta che le nuove generazioni incontrano nel trovare un vero posto di lavoro. Rovazzi interpretata un ragazzo di nome Fabio che si ritrova a gestire l'azienda del padre e a tuffarsi nel caotico e impietoso mondo del lavoro. 

Il cinema è sempre stato il grande sogno di Rovazzi, come lui stesso ci racconta in questa nostra intervista.

Vorrei subito chiederle come è stata questa sua primissima esperienza d’attore?
E’ stata sicuramente formativa anche se non sono rimasto totalmente spiazzato. In fondo il video Volare era un piccolo film. La diversità sta naturalmente nei tempi. Passare dai 7 minuti e mezzo di una clip agli 83 di un pellicola è cosa davvero impegnativa.

E’ stato complicato passare dallo schermo piccolo di un tablet o di un cellulare, da un formato Youtube per intendersi, a quello grande del cinema? Che tipo di esperienza è stata cambiare mezzo di comunicazione?
Direi che questo passaggio è stato per me utilissimo. Non per il ruolo d'attore ma per guardare e capire come si fa realmente un film. Nel corso della sua realizzazione  andavo sul set e facevo domande a tutti, dal fonico al direttore della fotografia fino all’operatore di macchina. Nel corso della mie esperienze precedenti ho sempre avuto il controllo di tutto. Ne “Il Vegetale” è stata la prima volta in cui ho dovuto “ubbidire” a quello che dicevano gli altri. 

Quindi mi sta dicendo tra le righe che prima o poi le piacerebbe dirigere un film?
Diciamo, come ho spesso ripetuto, prima poi che prima. Comunque mai dire mai…

Vedendo al film lei interpreta Fabio, un giovane in cerca di lavoro. Un po’ il rappresentante di una generazione di precari a cui il suo personaggio sembra voler lanciare un messaggio. Quale potrebbe essere?
Non so se questo film contenga un vero e proprio messaggio. Forse bisognerebbe chiederlo a Gennaro (n.d.r Nunziante). E’ un lavoro leggero, ben fatto, quasi educato. Nessuno eccesso, nessuna parolaccia (forse solo una!). E rivedendolo mi sono accorto che funziona e mi sono riconosciuto. In fondo il personaggio di Fabio, da me interpretato, sono io, seppur sgrossato e semplificato per essere più credibile agli occhi degli spettatori.

A proposito, nel film si chiama Fabio: solo un caso?
Inizialmente avrei dovuto interpretare “Filippo”, ma quando mi sono sentito chiamare per la prima volta così sono andato in sbattimento. Ho chiesto “per favore ragazzi mettete il mio nome”.

Lei, pur essendo molto giovane, ha avuto subito un grande successo. E’ preparato anche alle critiche “negative” che eventualmente arriveranno?
Sono consapevole che non si può piacere a tutti. Ci mancherebbe.