Come un gatto in tangenziale: l’intervista a Paola Cortellesi e Antonio Albanese

Cinema

Massimo Vallorani

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Uscito nei cinema il 28 dicembre 2017 grazie a Vision Distribution, arriva in prima tv su Sky Cinema 1 lunedì 16 aprile alle ore 21.15 il film di Riccardo Milani, Come un gatto in tangenziale. Abbiamo incontrato i due protagonisti principali: Antonio Albanese e Paola Cortellesi. Ecco cosa ci hanno raccontato 

L'incontro con Antonio Albanese e Paola Cortellesi è in un salottino dello Iulm di Milano in occasione di una lezione di Cinema affidata a Gianni Canova. Sono lì per parlare del loro secondo film Come un gatto in Tangenziale uscito al cinema lo scorso 28 dicembre con Vision Distribution e ora protagonista lunedì 16 aprile alle ore 21.15 su Sky Cinema 1 in prima tv. Un breve incontro, qualche domanda e subito l’impressione che ci troviamo di fronte a due grandi interpreti del cinema italiano. Del resto non c’era da dubitarne visto il loro grandi trascorsi prima televisivi poi anche cinematografici .

Paola Cortellesi - Come un gatto in tangenziale: come mai un titolo un po’ inconsueto per un film?
In realtà “Come un gatto in tangenziale” è una rivisitazione di un modo di dire tipicamente romano:  “Come un gatto sull’Aurelia”. Ovvero di qualcosa destinato a durare poco, proprio quanto s’immagina resistere un felino (mal)capitato su una strada a scorrimento veloce. Poi per far comprendere a tutto il resto d’Italia  abbiamo sostituito “Aurelia” con “tangenziale”.  Tanto in ogni città c’è un tangenziale. Non è così?

Antonio Albanese – Lei interpreta Giovanni. Ci può descrivere il suo personaggio?
Giovanni è un intellettuale progressista, va al mare a Capalbio, lavora a Bruxelles in un “Think Tank” ed è pagato per pensare. E’ fondamentalmente una persona molto onesta, garbata e si occupa di periferie pur non avendone mai vista una.  Un tipologia molto comune che prende spunto da quelle tante persone che si occupano di problemi anche estremi e importanti che riguardano la vita di migliaia di individui  senza mai calarsi veramente dentro le situazioni, senza, cioè comprendere appieno cosa c’è realmente dietro. Sarà l’incontro con Monica, interpretata da Paola (ndr. Cortellesi) ad illuminarlo.

Paola Cortellesi – Che tipo di illuminazione?
Monica è un tipica ragazza di periferia, convinta che il mondo finisce a Bastogi, la borgata romana in cui è stato girato e ambientato il film. Una periferia tutta disagio, multisala e pregiudicati. La sua spiaggia non ha le silenziose dune di Capalbio anzi: ci si accalca e accoltella per un ghiacciolo, nell’affollata spiaggia di Coccia di Morto. Una donna che vive sulla sue pelle l'integrazione profetizzata dall'intellettuale Giovanni.

Antonio Albenese – Come un gatto in Tangenziale può essere considerato un film politico?
Tutto è politica. Ogni cosa che facciamo, ogni cosa che diciamo può diventare politica. Ecco questo film, o meglio questa commedia, vuole far riflettere che non esistono soltanto “i problemi degli altri” ma semmai esistono i “nostri problemi”. La contaminazione di cui si parla nel film  non deve essere soltanto una parola intellettualmente alta ma deve calarsi tra la gente. Molto politici non fanno questo da molto tempo. Anche, Giovanni,  il mio personaggio si è perso dietro troppi tecnicismi. Per fortuna ha incontrato Monica…

Paola Cortellesi – Da qualche tempo lei scrive le sceneggiature dei suoi film. Sente il bisogno di avere un maggiore controllo sul suo lavoro?
No, non ho questo bisogno. Scrivere le sceneggiature è una cosa che semplicemente ho imparato ad amare con il tempo.  Anzi le confesso che in futuro mi piacerebbe far soltanto quello.

Antonio Albanese – Anche lei è affascinato dalla scrittura?
Sì, debbo dire che scrivere in generale è una mia grande passione. Intanto è uscito il mio nuovo libro"Lenticchie alla julienne” (Feltrinelli), ovvero le inedite "memorie culinarie" dello chef Alain Tonnè, la mia risposta satirica al dilagare della passione per gli chef, la cucina, le ricette e le gare gastronomiche tra televisione, social, gare, reality show e quant’altro. Poi ho appena finito di girare un nuovo film.  Un racconto ironico - scritto con Andrea Salerno e Stefano Bises e con la collaborazione di Marco Dambrosio in arte Makkox - che si divide tra Milano e il Senegal trattando principalmente il tema dei migranti.

Antonio Albanese e Paola Cortellesi – Ormai siete una coppia di fatto, almeno al cinema. Vi siete conosciuti artisticamente nella palestra di Mai Dire gol. Quanto siete cambiati professionalmente parlando?
Tanto, visto che sono passati più di vent’anni. Abbiamo fatto tanti film, televisione, teatro, vinto anche dei premi. Eppure il lavoro dell’attore è sempre una continua scoperta, una continua esplorazione di se stesso e dell’altro. Ed è bello ogni volta ritrovarsi.

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