The Pixar Theory, come tutti i film Pixar sono collegati

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Tanti lungometraggi, decine di personaggi, un solo universo, quello della casa di produzione di John Lasseter. Un mondo coerente, in cui i vari cartoni animati rappresentano solo una fase di un racconto più ampio che spazia dalla preistoria al futuro remoto

 

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Per la maggior parte degli spettatori i film hanno un inizio e una fine. Al massimo proseguono nei sequel. Ma non tutti gli spettatori sono uguali e alcuni hanno più fantasia di altri. Soprattutto quando si tratta di opere che raggiungono un livello di culto come i cartoni animati della Pixar. Allora le menti degli appassionati non smettono di pulsare neanche dopo i titoli di coda e a loro volta – come è accaduto per la saga di Star Wars – elaborano ipotesi narrative e inventano mondi. E' così che – nutrendosi del contributo di migliaia di utenti - è nata la cosiddetta Pixar Theory, una teoria secondo la quale i lungometraggi della casa di produzione di John Lasseter appartengono allo stesso universo creativo: sono tutti collegati e ciascuno ne rappresenta una fase storica.

Il caso non esiste - All'origine della teoria c'è l'abitudine della Pixar di infilare nei suoi film dei riferimenti a opere passate e future. Tanto basta per i fan per immaginare che dietro a simili omaggi ci sia molto di più. Secondo i sostenitori della Pixar Theory, infatti c'è una ragione del perché nei film della casa (Toy Story, per esempio) i giocattoli si animano, gli animali sono molto intelligenti (Nemo) ed arrivano (è il caso di Ratatouille) ad interagire con gli esseri umani. E c'è una ragione per cui ad un certo punto il mondo è – come accade in Cars - popolato solo da automobili intelligenti e non c'è traccia di homo sapiens. Così come non è causale che in una certa fase – come vediamo in Wall-e – la terra sia stata abbandonata dagli uomini e che in un lontano futuro – almeno così lo considerano i sostenitori della teoria – la realtà sia popolata da mostri che spaventano i bambini (Monsters & Co). Tutto si tiene in questa teoria e tutto nasce da Brave – Ribelle il film che, almeno fino ad Arlo, è ambientato nel periodo più antico messo in scena in un film Pixar. E' allora che, grazie alla magia della strega, per la prima volta gli oggetti cominciano a muoversi ed è lì che inizia il rapporto, spesso conflittuale, tra creature inanimate ed esseri umani che vediamo messo in scena nella filmografia dello studio di Lasseter.

Un tocco di magia - Ma c'è di più. La strega in realtà non sarebbe altro che Boo, la bimba che in Monsters & Co si affeziona al mostro Sulley e che, nella fantasia dei “teorici” non farebbe altro che andare avanti e indietro nel tempo – attraverso le porte usate dai mostri nel film - per cercare il suo amico. Non solo. E' sempre lei – sotto forma di vecchia strega - ad avere introdotto la magia che ha dato vita all'universo Pixar ed è sempre lei, nelle sue peregrinazioni temporali, a lasciare i riferimenti nei vari lungometraggi. Insomma, alla fine tutto si tiene. O quasi. E se vi siete persi o semplicemente volete vederci un po' più più chiaro potete guardare un video che prova a mettere un po' di ordine in questo caos creativo.