Addio Andrzej Zulawsky, regista dell'amore balordo

Cinema
Andrzej Zulawski con Sophie Marceau
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Se ne è andato, all'età di 75 anni, il regista e scrittore polacco Andrzej Zulawski, malato da tempo di tumore. Celebre per L'amore balordo con Sophie Marceau (per 17 anni sua compagna), dagli anni Ottanta si è concentrato soprattutto sulla scrittura

di Fabrizio Basso

L'amore balordo ha perso il suo cantore. Se ne è andato il 17 febbraio 2016, all'età di 75 anni, il regista e scrittore polacco Andrzej Zulawski, malato da tempo. Cresciuto a Parigi al seguito del padre, addetto culturale dell'ambasciata, ha studiato sia nella capitale francese che a Varsavia. Nel 1971 il suo debutto dietro la macchina da presa con La terza parte della notte, film ambientato durante l'occupazione tedesca in Polonia. Fin dal primo film si delineano i temi a lui cari e che accompagneranno tutta la sua opera: il doppio, l'orrore per la violenza e la devastazione della guerra, gli ambienti decadenti e l'amore come manifestazione della follia.

Erano così intensi i suoi pensieri tradotti in immagini che già con Il Diavolo, film del 1972, conobbe la censura: questo lo spinse a traslocare in Francia dove riuscia a uscire dalla corazza di regista di nicchia che gli si era cucita addosso con due film (un po' più) commerciali: Possession del 1981 e L'amour braque - L'amore balordo del 1985. In quest'ultima opera lanciò Sophie Marceau, che negli anni divenne la sua attrice musa, in ruoli più maturi, liberandola da Pierre Cosso e dal sorriso adolescenziale del tempo delle mele. L'amore balordo è la rilettura in stile gangster film del romanzo L'idiota di Fedor Dostoevskij. Tra la Marceau, più giovane di 26 anni, e Andrzej scocca anche la scintilla dell'amore: saranno una delle coppie più invidiate del cinema, 17 anni di amore e un figlio, Vincent. La fine della relazione diventa per Zulawski tema di riflessione che sfocia in due libri.

Gradualmente Zulawski si allontana dalla macchina da presa e si avvicina alla scrittura. Gli anni Ottanta sono per lui una stagione di immensa creatività scrittoria. Nel suo viaggio letterario pubblica più di venti romanzi, tra cui quelli l'elogiata trilogia della follia che comprende La foresta fortezza, C'era un frutteto e Negli occhi della tigre.  

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