Oscar, gli attori spuntati dal nulla

Cinema
Anna Paquin, oggi una star, ha cominciato a recitare da bambina in Lezioni di piano di Jane Campion, che le è valso un Oscar (foto: Getty Images)
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Nella storia degli Academy Awards, ci sono dei casi in cui attori non professionisti si sono aggiudicati l'ambita statuetta (magari dando il via a una carriera in piena regola): ecco gli Oscar spuntati dal nulla.

In genere agli Oscar, a competere per le ambitissime statuette da Miglior attore o attrice protagonista o non protagonista, ci sono fiori fiore di interpreti, stelle hollywoodiane o navigati volponi del grande schermo. Capita però alle volte che arrivino a spuntarla sconosciuti venuti dal nulla, che magari prima nella vita facevano tutt'altro. Ci è arrivato vicino di recente il somalo Barkhad Abdi, che dopo vari lavori tra cui impiegato e autista di limousine, ha ottenuto un ruolo di Captain Phillips - Attacco in mare aperto ed è stato candidato come Miglior attore non protagonista agli Oscar e ai Golden Globe (ma non ha vinto nessuno dei due ). Alcuni suoi "colleghi" sconosciuti sono invece riusciti nell'impresa.

Uno dei casi più famosi di personaggi non famosi che hanno vinto l'Oscar è sicuramente quello di Haing Ngor. Medico cambogiano sopravvissuto agli orrori della dittatura di Pol Pot, ma solo dopo anni di detenzione e torture in un campo di prigionia, Haing fu chiamato nel 1984 da Roland Joffe a recitare in Urla del silenzio, film che racconta proprio gli anni del regime degli Khmer Rossi. Rivivere, per quanto solo per finta, quell'esperienza terribile non fu facile, ma la performance di Haing Ngor fu così convincente da meritargli l'Oscar come miglior attore non protagonista.

Non meno interessante è la storia di Harold Russell, soldato statunitense che perse entrambe le mani durante la Seconda Guerra Mondiale. Arruolato nel 1946 da William Wyler per interpretare proprio un veterano dalla Grande Guerra ne I migliori anni della nostra vita, Harold venne premiato non solo con l'Oscar per il Migliore attore protagonista, ma anche con un Oscar onorario per avere portato speranza agli altri reduci.

Come Russell, fece del suo difetto un punto di forza Marlee Matlin, che a soli 21 anni esordì al cinema in Figli di un dio minore, interpretando una ragazza sorda. Proprio come lei. L'eccezionale interpretazione la portò a essere la più giovane donna a vincere un Oscar come Miglior attrice protagonista e diede il via alla sua carriera da professionista.

Decisamente meno drammatica è la vicenda di Anna Paquin, oggi star internazionale e nota al grande pubblico come Sookie nella serie tv True Blood, che però arrivò all'esordio cinematografico quasi per caso. Nel 1993 la sua connazionale Jane Campion cercava una giovane attrice per il suo nuovo film, Lezioni di piano, e Anna partecipò ai casting solo perché ci andava sua sorella. Fu presa e lasciò il segno: vinse l'Oscar come Miglior attrice non protagonista a soli 11 anni.

C'è anche chi, come John Houseman, proprio uno sconosciuto non era: produttore e sceneggiatore celebre per la sua collaborazione con il leggendario Orson Welles, sapeva bene come muoversi nel mondo dello spettacolo. Ma sul set, da attore, aveva collezionato solo un paio di sporadiche esperienze. In ogni caso, quando ormai settantenne fu chiamato a recitare in Esami per la vita di James Bridge, John stupì tutti con la sua performance. E si aggiudicò l'Oscar come non protagonista.

Arrivando a tempi più recenti, solo l'anno scorso ha fatto centro Lupita Nyong'o, che in 12 anni schiavo di Steve McQueen compare nel ruolo di Patsey, con una performance che le è valsa l'Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2014. Prima di allora, l'interprete di origini kenyote e messicane aveva recitato solo in un cortometraggio e in una serie tv. Non un esordiente totale, ma comunque una quasi sconosciuta che nell'arco di un anno è riuscita a conquistare la platea degli Academy Awards.

Avete capito, insomma? Anche se non avete mai recitato in tutta la vostra vita, anche se avete da un pezzo passato i sessanta, anche se di mestiere fate l'impiegato di banca, non disperate: c'è sempre una possibilità, per quanto remota, che vi capiti l'occasione della vita e che vinciate un Oscar. L'importante è non smettere mai di crederci!

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