Toy Story, la parola ai giocattoli

Cinema
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Nel microcosmo della stanzetta di Andy i pupazzi prendono vita sotto la guida di Woody, un simpatico sceriffo di stoffa. Il 4 gennaio alle 21.00 su Sky Cinema Family non perdere il capolavoro della Pixar e il 5 gennaio in prime time il secondo episodio

Il 19 novembre 1995 un cinema di Los Angeles proiettava in anteprima mondiale il film d’animazione statunitense, il primo completamente sviluppato in grafica computerizzata, diretto da John Lasseter e prodotto dalla Pixar, la celebre casa di produzione acquisita da Steve Jobs nel 1986 per dieci milioni di dollari.

Il successo della pellicola, che narra la storia di amicizie e rivalità di un gruppo di giocattoli capeggiati dal pupazzo Woody, è immediatamente tangibile: 356.800.000 di dollari è l’incasso complessivo che è valso a Toy Story il podio più alto nella classifica dei film che hanno venduto maggiormente nel ’95, un Oscar Speciale vinto da John Lasseter (per il primo lungometraggio interamente animato al computer) e numerose nominations ai Golden Globe e al Premio BAFTA sono soltanto alcuni dei numeri che raccontano l’ excursus trionfale di questo gioiello d’animazione.

Sappi che noi giocattoli... vediamo tutto. E perciò riga dritto è il monito che lo sceriffo Woody rivolge a Sid Phillips, l’impertinente vicino di casa di Andy.
Un’affermazione, dalla chiara valenza simbolica, che sembra destinata a quanti guardano con diffidenza al potere della fantasia, quell’indispensabile arma che consente all'uomo di sognare, desiderare e sopravvivere all’oscurità della disillusione e alla freddezza della realtà.

Sì, perché nel magico mondo di Toy Story sono i pupazzi a tenere in mano le redini del gioco e allo spettatore è demandato il piacevole compito di immergersi in quel regno, imparando a conoscerne le regole e le peculiarità.

E allora conosciamo meglio questi buffi personaggi di stoffa, plastica o porcellana, alle prese con le intense amicizie e le inevitabili gelosie: da Buzz Lightyear, un astronauta convinto di essere uno Space Ranger, a Rex, un dinosauro di colore verde, fino a Mr. Potato, un pupazzo dal quale si possono staccare tutti i componenti della faccia (occhi, naso, orecchie, bocca) e a Bo Peep, la bambola della quale lo sceriffo Woody è innamorato.
A prestare loro la voce, star del calibro di Tom Hanks (per Woody), Tim Allen (per Buzz Lightyear) e Don Rickles (per Mr. Potato).

Un capolavoro imperdibile, che la Pixar ha realizzato guardando, da una parte, alla tradizione americana e, dall’altra, alle esperienze mondiali in materia (in particolare, una delle matrici d’ispirazione è rappresentata dall’animismo giapponese di Miyazaki).
L’obiettivo della nota casa di produzione è stato quello di utilizzare i cartoni non solo per raccontare storie, ma anche per parlare d’altro: la dialettica tra vecchio e nuovo e il superamento dei pregiudizi nei confronti della tecnologia sono alcuni dei temi che emergono dai dialoghi, dagli sguardi e dalle azioni dei personaggi.
Un messaggio che acquista ancora più potere se si pensa che dietro la Pixar c'è stato per oltre vent'anni l'autore della celebre frase Stay hungry, stay foolish.

Il 4 gennaio alle 21.00 su Sky Cinema Family, all’interno dello spazio Disney Cinemagic, non perdere Toy Story – Il mondo dei giocattoli e il 5 gennaio, sempre in prime time, non mancare all’appuntamento col secondo episodio.

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