Pedalare sul grande schermo

Cinema

Dalla celeberrima scena della bicicletta volante di “E.T.” a “Ladri di biciclette” e “Senza freni”, in onda l’11 giugno su Sky Cinema 1, ecco l’ABC del cinema in bici

di Camilla Sernagiotto

Non importa che tu abbia una fixie o una Graziella. L’importante è che inizi a pedalare.
Ecco quello che accade nella savana del grande schermo, soprattutto negli ultimi anni in cui la bicicletta è stata eletta reginetta del ballo.

Ecologica, economica, trendy e affascinante, la bike sta conquistando proprio tutti, registi compresi, che si stanno convertendo alla filosofia delle due ruote anche al cinema.
Ultimamente, infatti, la settima arte e il ciclismo vanno sempre più a braccetto, al punto da dare i natali al Bicycle Film Festival, la kermesse per cinefili-biciclettofili.

Nonostante questo trend abbia preso piede (anzi: ruota) negli ultimi tempi, catene, pedali e freni contornano i film fin dai Fratelli Lumière.
Soprattutto le pellicole made in Italy hanno sempre avuto un rapporto speciale nei confronti della bici, basti pensare a titoli memorabili come Ladri di biciclette di Vittorio De Sica del 1948 o Totò al Giro d’Italia di Mario Mattòli, anch’esso del ’48.



Oltre a Totò, un’altra macchietta del cinema tricolore ha partecipato a una corsa ciclistica ormai entrata nell’immaginario cinematografico nostrano: stiamo parlando della Coppa Cobram di Fantozzi contro tutti, quella durante la quale emersero gli ormai celeberrimi sintomi da fatica (asfissia, occhi pallati, arresti cardiaci, lingue felpate, aurore boreali, miraggi).
Rimanendo in tema “sagome”, anche Don Camillo ha pedalato per chilometri e chilometri se si pensa alle innumerevoli scene in cui lui cavalca la sua inseparabile compagna a due ruote:



Sorvolando sul cinema in bianco e nero, anche i colorati anni Ottanta hanno collezionato indimenticabili scene sulla bici. Una su tutte? Quella volante di E.T. l'extra-terrestre.
Ma anche le esilaranti pedalate nel deserto di Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Cederna e Gigio Alberti, protagonisti del terzo film di Gabriele Salvatores, Marrakech Express, sono entrate a pieno titolo nel mito:



Ci sono poi intere pellicole incentrate su freni e pedali e, a volte, solo sui pedali…
È il caso di Senza freni, il thriller diretto da David Koepp con protagonista un Joseph Gordon-Levitt amatissimo dagli hipster, visto che pedala una fixie (le biciclette a scatto fisso tanto in voga a Williamsburg e in tutte le zone più hip del globo).
In onda l’11 giugno su Sky Cinema 1, manderà in visibilio sia gli amanti del bike polo sia quelli che vanno pazzi per i film d’azione mozzafiato…

Predecessore di Joseph Gordon-Levitt fu Kevin Bacon nel lontano 1986, quando nei panni ciclistici del bicycle messenger Jack Casey scorrazzava per Wall Street a bordo di una bici da corsa che avrebbe fatto un baffo a quella di Fausto Coppi!
Il film era Quicksilver - Soldi senza fatica:



Degno di nota è anche lo struggente e meraviglioso Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne, storia del dodicenne Cyril e della sua inseparabile amica a due ruote, l’unica che non lo abbandonerà.

Molto commuovente è anche La Bicicletta Verde, pellicola araba che narra di una ragazzina che sfida le regole imposte dalla società islamica pur di poter sedere sul sellino della sua amata bici:



Nel film Le biciclette di pechino, invece, protagonista non è una sola bicicletta, bensì migliaia e migliaia, appunto le innumerevoli che ogni giorno circolano nella capitale cinese.

Eppure non solo il cinema drammatico, quello a sfondo sociale e quello impegnato hanno omaggiato la bicicletta; anche l’animazione si è messa al servizio delle due ruote, sfornando un capolavoro del genere come Appuntamento a Belleville, scritto e diretto da Sylvain Chomet nel 2003.
La pellicola racconta la rocambolesca storia di Champion, un bambino che si appassiona al ciclismo così intensamente da riuscire a essere ammesso al Tour de France:


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