Rocco Tanica sulla depressione, e sul sogno di suonare ancora con Elio e le Storie Tese

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Il tastierista di Elio e le Storie Tese ha ripercorso in un’intervista al Corriere della Sera la sua carriera, dagli pseudonimi alle notti passate a comporre. Ha parlato anche del periodo più buio della sua vita, legato alla depressione, e del desiderio, mai sopito, di tornare a suonare con la band

Rocco Tanica, all’anagrafe Sergio Conforti, ha sempre usato l’ironia come segno distintivo, sul palco e fuori. In una lunga conversazione con Renato Franco, pubblicata dal Corriere della Sera, il musicista milanese ha però lasciato spazio alle sue fragilità, raccontando la depressione che lo ha colpito e il legame profondo che lo unisce ancora a Elio e ai compagni di una vita.

 

Già prima di fissare l’appuntamento, il tastierista ha messo in chiaro le sue abitudini: "La mia mattinata non inizia mai prima delle 14.30". Il motivo, ha spiegato, è che la sua creatività funziona al contrario rispetto agli orari consueti: "La mia attività cerebrale, eventualmente creativa, si sblocca dopo le 9 di sera, in genere lavoro di notte. Il segnale per andare a dormire è la campana del vetro intorno alle 5 del mattino".

Il nome d’arte e gli anni con la band

Nell’intervista, Tanica è tornato anche sulle origini del suo soprannome, nato negli anni in cui il gruppo si divertiva a stravolgere canzoni celebri. Sul cognome d’arte ha scherzato: "Ci piace pensare che fosse perché magari bevevo due birre in più, in realtà ci piaceva il suono". Il nome Rocco, invece, arriva da una parodia dei Queen: "Rifacevamo brani famosi con un testo in italiano che avesse assonanze con l’originale. La parodia di We Will Rock You era diventata Vivi Rocco. Il nome nacque dalla necessità di dare un volto al personaggio della canzone".

 

Spazio, nel corso della chiacchierata, anche ad un aneddoto curioso legato al mondo della politica: "Una volta scambiai Mastella per un cameriere", ha ricordato.

 

Entrato nel gruppo Elio e le Storie Tese all’inizio degli anni Ottanta, Rocco Tanica è stato a lungo una delle sue anime creative. Nel 2016 ha deciso di non partecipare più ai concerti, pur continuando a lavorare con la band in studio, e da allora è stato spesso definito dagli stessi Elii, con una battuta, il loro Syd Barrett, con la differenza di essere ancora vivo.

La depressione e il desiderio di tornare sul palco

Il racconto più intimo riguarda due momenti difficili della vita di Rocco Tanica: la scomparsa improvvisa di Feiez, compagno di band morto nel 1998. E poi il 2013, quando la fatica accumulata per lavorare agli arrangiamenti della Canzone mononota, portata al Festival di Sanremo, lo ha portato a un crollo psicologico. "Dopo la morte di Feiez ho trascorso mesi interi a letto. Pensavo che senza di me la storia del gruppo sarebbe finita in tragedia", ha confidato il musicista, che ha passato quel periodo chiuso nella stanza che l'ha visto crescere. Non è la prima volta che Tanica ne parla pubblicamente. Già nel 2016, in un’intervista con Selvaggia Lucarelli, aveva lanciato un messaggio a chi attraversa la stessa malattia: "Alle persone malate di depressione dico parlatene, lì comincia la cura".

 

Oggi il tastierista si dedica soprattutto alla creatività con l’intelligenza artificiale generativa, che usa per realizzare musica, testi, video e opere esposte in mostre e incontri pubblici. Il rapporto con il gruppo, però, non si è mai interrotto. E il sogno resta quello di salire di nuovo sul palco accanto agli amici di sempre: "Con Elio vorrei suonare ancora".

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