Ospite sul palco del Next generation fest, Elio ha spiegato ai giovani in platea che l'autoironia è fondamentale. "Credo sia giusto essere contenti oppure tristi. Negli ultimi anni sembra che bisogna essere sempre allegri, rivalutiamo la tristezza, io sono sempre andato controvento e oggi che esser triste sembra cringe io voglio essere triste".
"Credo sia giusto essere contenti oppure tristi, la vita ci porta a essere alternativamente tristi o allegri. Negli ultimi anni sembra che bisogna essere sempre allegri, rivalutiamo la tristezza, io sono sempre andato controvento e oggi che esser triste sembra cringe io voglio essere triste". Così Elio, all'anagrafe Stefano Belisari, cantante da sempre controcorrente, ospite sul palco del Next generation fest, la manifestazione dedicata alla generazione Z e Alfa organizzata dalla Regione al Teatro del Maggio a Firenze.
"essere imperfetti è un obbligo"
"Quando incontrate uno che crede di essere molto figo andatevene subito. È uno che non ha chiaro come vivere - ha detto -, l'autoironia è fondamentale, ed è essere imperfetti è un obbligo, essere perfetti è antipatico". Elio ha spiegato ai giovani in platea che "se vuoi essere simpatico devi essere imperfetto, bisogna anche inventarsi dei trucchi per essere imperfetti, puzzare ad esempio". L'artista, che si è detto grande fan del baseball ("ti piace anche se non ti è chiaro niente"), ha parlato anche di autotune, definendolo "una m****". "Non in assoluto, - ha detto - è l'uso che ne viene fatto che non va bene. La tecnologia ha accompagnato la musica da secoli, può essere utile, ma negli ultimi anni le innovazioni tecnologiche sono usate non per migliorare ma per fare meno sforzo. E' un errore perché alla fine non si riesce a comporre opere meravigliose. E' la prima epoca in cui i giovani guadagnano meno dei padri ma compongono anche pezzi più brutti di quelli dei padri, l'uso dell'autotune è il simbolo di questo. Non canti intonato? Fai un'altra cosa”.
Elio a teatro con "La rivalutazione della tristezza"
L'artista, accompagnato dalla sua band, intraprende un viaggio musicale alla riscoperta della tristezza, un sentimento che attraversa la storia dell’arte e di ogni forma di espressione umana – da Catullo a Virginia Woolf, da Munch a Paperino – e che tuttavia oggi viene spesso temuto e rimosso.. L’evento si inserisce nel programma di Ottobre Alessandrino 2026.