Romeo e Giulietta di John Cranko, la grande danza arriva al Circo Massimo di Roma

Spettacolo
Foto di Fabrizio Sansoni

Il 24 e il 25 luglio 2026 il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, sarà protagonista del balletto in tre atti del coreografo sudamericano, sulle musiche di Sergej Prokof’ev e ispirato alla tragedia di William Shakespeare. L'étoile Susanna Salvi interpreterà Giulietta e sarà affiancata dal primo ballerino Michele Satriano nel ruolo di Romeo. Ido Arad dirigerà l'Orchestra dell'Opera di Roma. Jürgen Rose firma scene e costumi

Il 24 e il 25 luglio 2026 la grande danza arriva al Circo Massimo di Roma. Il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, sarà protagonista del balletto in tre atti Romeo e Giulietta, il capolavoro del coreografo sudamericano John Cranko, sulle musiche di Sergej Prokof’ev e ispirato alla tragedia di William Shakespeare. Nello specifico, la prima rappresentazione si terrà venerdì 24 luglio alle ore 21:00, mentre la seconda sarà sabato 25 luglio sempre alle ore 21:00. L'étoile Susanna Salvi interpreterà Giulietta e sarà affiancata dal primo ballerino Michele Satriano nel ruolo di Romeo. Completano il cast il primo ballerino Claudio Cocino (Tebaldo), la prima ballerina Marianna Suriano (Rosalina), il primo ballerino Simone Agrò (Mercuzio), Mattia Tortora (Benvolio) e il solista Giacomo Castellana (Paride). La direzione dell'Orchestra dell'Opera di Roma è affidata a Ido Arad. Scene e costumi sono firmati da Jürgen Rose, tra i maggiori scenografi e costumisti del teatro europeo e storico collaboratore di John Cranko, autore delle scene e dei costumi della versione del 1962 e già presente nell'edizione romana del 1995. Le luci e la supervisione tecnica sono di Steen Bjarke. La supervisione dei costumi è affidata a Diana Eckmann, mentre quella coreografica a Reid-Anderson-Graefe. La coreografia è ripresa da Yseult Lendvai, che nel 1995 aveva interpretato Giulietta al Teatro Costanzi in alternanza con Carla Fracci, e che oggi trasmette questa storica versione alla nuova generazione di interpreti. Il Maestro d’Armi è Renzo Musumeci Greco. La produzione segna il ritorno di un titolo profondamente legato alla storia del Costanzi: entrato nel repertorio del Teatro dell'Opera di Roma nel 1995, Romeo e Giulietta è stato successivamente ripreso nel 1996, nel 2001, nel 2002 e nel 2003. L'ultima presenza del titolo risale al 2010, alle Terme di Caracalla, in una versione firmata da Carla Fracci, costruita a partire dall'eredità di coreografi con cui aveva collaborato nel corso della sua carriera, tra cui Loris Gai, John Cranko ed Erik Bruhn. Con questa nuova ripresa al Circo Massimo, il Teatro dell'Opera di Roma rinnova il legame con una delle pagine più significative del proprio repertorio coreutico.

Romeo e Giulietta di John Cranko
Foto di Fabrizio Sansoni

ROMEO E GIULIETTA DI JOHN CRANKO

La vicenda shakespeariana di Romeo e Giulietta aveva ispirato alcuni dei maggiori coreografi del secolo scorso, dalle celebri versioni di Leonid Lavrovskij (1940) e Frederick Ashton (1955) a quella di John Cranko, presentata per la prima volta nel 1958 a Venezia con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e Carla Fracci prima interprete nella creazione di Cranko del ruolo di Giulietta, personaggio che il coreografo sudafricano modellò sulle qualità artistiche della grande étoile. La coreografia, rielaborata dallo stesso Cranko nel 1962 per lo Stuttgart Ballet, coniuga la tensione drammatica della lettura di Lavrovskij con il lirismo di Ashton, dando vita a un balletto che è divenuto simbolo della compagnia di Stoccarda e uno dei capolavori della danza del XX secolo. “La sfida è creare un balletto su due livelli: come danza e come storia”, affermava Cranko. In Romeo e Giulietta questo principio si traduce in una coreografia in cui il racconto si sviluppa attraverso il movimento, mantenendo in costante equilibrio l'espressione drammatica e la scrittura coreografica. Coerentemente con questa visione, Cranko rinnova il vocabolario della tradizione accademica: "La danza classica deve essere liberamente fusa con elementi acrobatici o passi di danza popolare, purché vengano usati in maniera poetica”, delineando un lessico coreografico di grande libertà espressiva.

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Romeo e Giulietta di John Cranko
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