Da Bowie a Churchill, gli artisti “insospettabili” raccontati da Mimmo Di Marzio

Spettacolo

Con il suo nuovo libro, "Gli insospettabili", Mimmo Di Marzio esplora un aspetto poco noto di grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo, accomunati dalla passione per la pittura. Da David Bowie a Federico Fellini, il volume conduce il lettore in un viaggio tra creatività e percorsi paralleli, in cui l’arte visiva diventa una seconda vita lontana dai riflettori. Pubblicato da Giunti Editore nella collana Insiders, sarà disponibile in libreria dal 20 maggio 

Nel libro Gli insospettabili, Mimmo Di Marzio accompagna il lettore in un viaggio tra figure celebri che, accanto alla fama conquistata nella musica, nel cinema, nella letteratura o nella politica, hanno coltivato una passione profonda per la pittura. Da Johann Wolfgang von Goethe a David Bowie, passando per Hermann Hesse, Paul McCartney, Federico Fellini, Winston Churchill e Johnny Depp, il volume racconta vite parallele fatte di acquerelli, litografie, schizzi e tele nate spesso come esigenza intima e personale. Un saggio dal tono narrativo e ironico che intreccia aneddoti, curiosità e immagini delle opere, mostrando come molti di questi “artisti nascosti” abbiano trovato nell’arte una forma di equilibrio interiore.

Johnny Depp

La pittura come seconda vita

Il libro mette in luce come questa vocazione pittorica abbia prodotto, in diversi casi, risultati sorprendenti, tanto da portare alcune opere nelle collezioni museali e private più importanti. Attraverso ritratti vivaci e fuori dagli schemi, Di Marzio esplora il lato meno conosciuto di personaggi iconici, seguendone il percorso da outsider nel mondo dell’arte contemporanea. Giornalista, critico d’arte e curatore, già docente all’Accademia di Brera, l’autore collabora da anni con le pagine culturali de Il Giornale. Gli insospettabili. Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita, pubblicato da Giunti Editore nella collana Insiders, sarà disponibile in libreria dal 20 maggio 2026.

per sharon stone la pittura come cura

La storia di Sharon Stone si distingue da molte altre perché il suo rapporto con la pittura non rappresenta una semplice passione parallela, ma un vero e proprio percorso di trasformazione personale. Attraverso l’arte, l’attrice ha costruito negli anni una dimensione di rinascita, descritta anche nella sua autobiografia Il bello di vivere due volte (Rizzoli), che oggi si riflette in una carriera artistica sempre più riconosciuta a livello internazionale.

Dopo una vita segnata dal successo nel cinema e da difficoltà personali profonde, Stone ha trovato nella pittura uno spazio di elaborazione e consapevolezza, avviato in modo più intenso durante il periodo della pandemia. Le sue esposizioni in tutto il mondo testimoniano questa evoluzione, che la porta oggi a essere percepita non solo come icona del cinema, ma anche come artista affermata, lontana dall’immagine di diva costruita negli anni di Hollywood e dello star system.

"River" di Sharon Stone (2023)

Il rapporto tra parola e immagine

Attraverso una serie di ritratti vivaci e ricchi di curiosità, Mimmo Di Marzio esplora il rapporto tra parola e immagine, mostrando come molti artisti celebri abbiano trovato nella pittura uno spazio libero dalle regole e dalle aspettative della loro fama pubblica. Dai paesaggi acquerellati di Hermann Hesse ai ritratti espressionisti di David Bowie, fino ai disegni visionari di Federico Fellini e alle tele di Bob Dylan, il libro ricostruisce un universo parallelo in cui la creatività diventa gesto spontaneo, intimo e spesso terapeutico. In libreria dal 20 maggio 2026, il volume pubblicato da Giunti Editore offre uno sguardo originale su talenti “insospettabili” che hanno scelto la pittura come forma autentica di espressione.

Le storie

Tra le storie raccontate nel volume emerge anche quella dello scrittore svedese August Strindberg, che trasformò la pittura in una vera compagna di vita. I suoi paesaggi marini inquieti, realizzati tra tempeste, cieli plumbei e nature solitarie, riflettevano il tormento interiore che attraversò la sua esistenza e accompagnarono alcune delle sue più celebri opere letterarie. Di Marzio ripercorre così il lato più fragile e visionario dell’autore, mostrando come l’arte figurativa fosse per lui un rifugio emotivo e una forma di espressione parallela alla scrittura, capace di anticipare persino certe suggestioni dell’astrazione moderna.

Gli Insospettabili, il nuovo libro di Mimmo Di Marzio

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