Il viaggio di Flash alla scoperta dell'alto artigianato, la canapa di Lou Dzeut

Spettacolo

Flash ci accompagna in Val d'Aosta nel piccolo comune di Donnas per scoprire Lou Dzeut, un altro prezioso tassello di quell'artigianato patrimonio culturale inestimabile del nostro Paese.

Nel patois locale “Lou Dzeut” significa germoglio, premessa di nuovi frutti; ma significa anche sciame di api, come le donne laboriose che si sono unite in cooperativa per tramandare l’antica arte della tessitura e del ricamo. Una bottega-scuola dove si tesse la canapa e la si ricama, tutto alla maniera di una volta.

 

“La cooperativa è nata a Champorcher da un gruppo di donne intenzionate a mantenere la tradizione di questi luoghi”, ci racconta Maria Giovanna Casagrande, architetto e Presidente di questo sodalizio al femminile. “Abbiamo restaurato telai antichi che originariamente venivano collocati nelle stalle perché lì ci si riuniva per tenersi al caldo. C'era chi filava, chi tesseva, chi richiamava e soprattutto nelle stalle si tramandavano racconti, memorie, storie e leggende.”

La scelta di continuare a tessere su telai tradizionali non è però legata solo alla memoria o alla nostalgia, è una necessità. Solo tra la trama e l’ordito annodati su quei legni antichi è possibile infatti garantire che i tessuti mantengano le loro caratteristiche: robustezza, resistenza e quella bellezza rustica che li rende unici.

A monte, dunque, c’è la canapa, quella che un tempo veniva coltivata in quella zona della Val d'Aosta. 

“Questo è un vecchio gomitolo di canapa antica, ancora filata a mano”, ci spiega Maria Giovanna. “All'interno di questo gomitolo veniva messa una noce e ogni tessitrice ,nel momento in cui finiva il gomitolo, poteva mangiare la noce come gratificazione del lavoro fatto.

Tutto è fatto a mano su telai artigianali, tutto è personalizzabile. Un elogio alla lentezza dove alla quantità si privilegia la qualità.

Le donne di Lou Dzeut, custodi di un sapere antico da tramandare alle nuove generazioni

L’ispirazione è il vasto campionario di pezzi che costituivano il corredo delle famiglie di un tempo. Biancheria, tovaglie, lenzuola ricamate con precisione, come ancora oggi fanno qui a Lou Dzeut. Marilena Zurletti, macramettista o macramina, ci spiega con passione questa tecnica: “sto facendo macramè sui nostri fili dell'ordito.  Ho un filo che viene detto il conduttore sul quale annodo il secondo, ed è una sorta di meditazione. Io lo chiamo il mio yoga.”

La Baguette per Fendi

Con un filo di canapa risalente a prima della Seconda Guerra Mondiale è stata realizzata una meravigliosa Baguette firmata Fendi, grazie a una collaborazione per il progetto “Hand in Hand” lanciato dalla Maison.

 “Per noi questa borsa è il riconoscimento ufficiale della qualità del nostro lavoro”, ci dice orgogliosa Maria Giovanna.

“Tutto è fatto a mano, tutto può essere personalizzato. Comprare uno di questi oggetti significa preservare una cultura centenaria. Il nostro intento è proprio quello di poter allargare la clientela per poter continuare a tramandare alle nuove generazioni proprio questo sapere, questo savoir faire preziosissimo che  purtroppo si sta perdendo.”

 

 

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