TonyPitony, musica e satira non sono mai state così bene insieme: "Così è (se vi pare)"
SpettacoloUno, nessuno, centomila: pirandelliano nelle personalità artistiche, quasi shakesperiano nei testi, adattatati al momento storico che stiamo vivendo. Preparazione artistica forte. Una band di ottimi musicisti, che sa suonare e molto bene. E uno spettacolo che segna il tutto esaurito nelle principali sale concerto d’Italia e d’Europa: TonyPitony è il personaggio del momento, ma non chiamatelo fenomeno passeggero. Siamo stati al suo concerto al Fabrique a Milano: vi raccontiamo perché sentiremo a lungo parlare di lui
Non chiamatelo fenomeno del momento. Proprio no. Perché di fenomenale, qui, c’è solo il talento e la preparazione. Quella vecchio stile, acquisita in una delle più importanti accademie di musical inglesi, e proseguite nei teatri britannici. Per poi arrivare qui, nelle sale concerto italiane. E chissà, magari un giorno, anche nei teatri del nostro paese.
TonyPitony chi è? Uno, nessuno, centomila personaggi
Lui è TonyPitony e ieri sera, domenica 19 gennaio, ha riempito ogni spazio disponibile al Fabrique. Con uno spettacolo (attenzione: non è stato solo un concerto, ma molto di più) esaurito in pochi minuti. Come del resto è accaduto nelle date precedenti e in tutte quelle che ci saranno nei prossimi mesi. In tanti si sono chiesti: com’è possibile che un progetto come questo, indipendente, piaccia a così tanta gente, abbia un brano tra i primi in classifica e riempia spazi che molti artisti, ben più noti, non sono riusciti ad affollare? È merito dei social? Forse in parte, ma è un elemento marginale nel percorso di un artista che ha iniziato la sua preparazione molto tempo fa. E no, non sono solo i testi: c’è chi li definisce divertenti, chi demenziali e chi, invece, legge satira (che spesso, soprattutto oggi, dimentichiamo che esiste ancora). TonyPitony la fa a modo suo, e gli riesce molto bene. Raccontando nelle sue canzoni quello che si vede alla tv, che vede online e anche i pensieri che condivide i suoi amici. Tutto con una maschera di Elvis, che non toglie mai, anche quando indossa i panni dei suoi personaggi più diversi, personalizzati per ogni città che tocca con il suo tour. A Milano, sulle note di My Way di Frank Sinatra, con bandana e abito bianco, TonyPitony è diventato TonyBerluscony.
TonyPitony: "Il mio unico nemico? Il buonsenso"
Potremmo definirlo un personaggio pirandelliano proprio perché uno, nessuno, centomila? Certo, e in una versione 3.0. E lui, dietro a questa maschera simbolo di un periodo storico che ci porta indietro nel tempo, negli anni Settanta, quando tutto era bello e il futuro sembrava a portata di sogni, ci ricorda che forse sì, qualcosa è ancora possibile. O forse che una maschera ci può aiutare a raccontare quello che viviamo senza essere giudicati. Non sapremo mai cosa pensa TonyPitony quando vede tutta quella gente che urla i suoi brani, vede un Gabibbo a grandezza naturale lottare con un nano che, qualche istante dopo, inizia a fare crowdsurfing quasi come una rockstar a Glastonbury. Ma forse è meglio non saperlo: ci basta goderci uno spettacolo divertente, con un artista preparato (aspetto mai scontato) che canta bene, con una band di professionisti che lo accompagna. Tampo fa, in una chiacchierata a Sky Tg24, TonyPitony ci aveva detto: “Io non ho nemici. L’unico, forse, è il buonsenso. A chi sostiene che i testi delle mie canzoni siano politicamente scorrette dico di farsi un giro dei teatri del Regno Unito, dove ancora si fa satira feroce, da sempre e per sempre parte della cultura di ogni paese”.
“Il buffone pensa di essere saggio, ma il saggio sa di essere un buffone”
Ecco, torniamo a vedere della buona satira. E se a farla, a modo suo, è un interprete dalla voce bellissima con una maschera di Elvis, accettiamola. E facciamoci qualche risata in più, che non fa mai male. Come scrive Shakespeare in Come vi piace (As You Like It): “Il buffone pensa di essere saggio, ma il saggio sa di essere un buffone”. E così è, se vi pare, aggiunge Pirandello.