Teatro, al Menotti di Milano una personale su Alessandro Benvenuti

Spettacolo
Foto di Carlotta Benvenuti
Benvenuti - Ph

Fino al 5 maggio, il Teatro Menotti di Milano dedica una personale ad Alessandro Benvenuti. Difficile definire il teatro dell’attore toscano, volto molto conosciuto e autore di testi per la scena senz’altro assimilabili per il linguaggio tagliente, ironico, corrosivo, ma mai ripetitivi. Benvenuti che si definisce autore comico, ma non attore comico, nei suoi spettacoli si cala in personaggi estrapolati dalla vita di tutti i giorni e trasformati in archetipi del disagio e della tragicomicità contemporanea

"Chi è di scena"

Fino a questa sera Alessandro Benvenuti presenta al Menotti lo spettacolo “Chi è di scena”. Scritto, diretto e interpretato dall’attore toscano che ha al suo fianco anche Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti. Una pagina di drammaturgia che si propone come una vera e propria novità nel repertorio firmato dall’attore toscano. E come spesso accade nei lavori di Alessandro Benvenuti, quel che appare si scopre tutt'altro che vero e quel che è vero si svela in un intreccio giocoso e imprevedibile. Una specie di doppio salto mortale drammaturgico che accompagna lo spettatore a un finale assolutamente inaspettato che, con leggerezza, gioca con le vicende pubbliche e private dei tre protagonisti affrontando anche tematiche di grande attualità sociale. Il tutto ovviamente con il linguaggio forte, pastoso, assolutamente esplicito, lineare, venato di ironia, con punte di corrosività sarcastica e sempre di una comicità istintiva e feroce.

"Panico ma rosa" dal 29 al 1° maggio e il 3 maggio

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Diretto e interpretato da Alessandro Benvenuti, "Panico ma rosa" che racconta  59 giorni di lockdown da Covid. 59 pagine di diario che raccontano l’isolamento obbligatorio di un autore/ attore che privato del suo naturale habitat, il palcoscenico, decide di uscire dalla sua proverbiale ritrosia e raccontarsi, per la prima volta pubblicamente e con disarmante sincerità, come persona.

Un viaggio nella mente di un comico che nel cercare un nuovo senso della vita per non impazzire, reinventa il passato di chierichetto, stabilisce inediti e proficui rapporti con tortore, passerotti, merli, cornacchie, piccioni e gabbiani.

 

"Un comico fatto di sangue" il 4 e 5 maggio

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A distanza di oltre venti anni dal successo dello spettacolo e film "Benvenuti in casa Gori", il regista e attore fiorentino ripropone la visione d’insieme di un nucleo familiare e torna ad immergersi negli intricati e perversi meccanismi familiari con "Un comico fatto di sangue" in programma il 4 e il 5 maggio.

Con quel suo originale linguaggio comico, Benvenuti evidenzia con chirurgica spietatezza il degenerare progressivo di una famiglia del ceto medio e solo in scena dà voce a tutti i componenti: padre, madre e due figlie, mettendo a nudo i loro rapporti, ma anche quelli con gli animali conviventi, due cani e un pappagallo, intorno ai quali si concentra l’azione teatrale. Il testo è una delle sue opere più forti e pregne di comicità, ma allo stesso tempo dai tratti drammatici. Una commedia che si sviluppa in cinque rapidi ed incisivi momenti nello spazio temporale di quindici anni, dal 2000 al 2015.

Una drammaturgia sorprendente nella sua semplicità, dove nessuna parola è messa lì per caso: È il comico che essendo fatto di sangue, non rinuncia neppure di fronte a un dramma al piacere di poter piacere a chi lo ascolta? O è il fatto di sangue in sé che nonostante la sua tragicità, diventa a suo modo comicamente sorprendente? Allo spettatore il piacere di decidere ascoltandolo, dice Alessandro Benvenuti.

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