La regista Vera Krichevskaya: "In Russia il giornalismo indipendente è stato ucciso"

Spettacolo

Valentina Clemente

La regista e produttrice russa, che ha realizzato "F@CK THIS JOB", documentario su Dozhd TV, tv russa indipendente chiusa il 4 marzo, ci ha raccontato cosa significa fare giornalismo indipendente in Russia, oggi. Questo suo ultimo documentario sarà presentato alla XV edizione del Pordenone Docs Fest - Le voci del documentario, in programma dal 6 al 10 aprile

"Questa televisione - Dozhd TV - è stata un miracolo. Ha funzionato per undici anni in Russia come unico canale indipendente. Ed è sopravvissuta fino a pochi giorni fa, al regime di Putin. Ho visto quanto è stato importante parlare alle persone attraverso questa televisione: riuscire a mantenere un giornalismo indipendente in Russia  è veramente qualcosa di unico. Ho sempre creduto che tutto il mondo dovesse conoscere questa storia: ecco perché ho realizzato "F@CK THIS JOB".  Vera Krichevskaya, regista e produttrice russa, mette sempre al centro del suo lavoro e delle sue ricerche ciò che accade nel suo paese. In un'intervista a Sky Tg24, all'interno della rubrica Wow, ha raccontato che cosa significa - soprattutto ora - provare a fare informazione indipendente in Russia.

 

"In questo documentario racconto che cosa è successo al giornalismo indipendente negli ultimi dieci anni"

approfondimento

Guerra Ucraina, Baryshnikov: "Gli ucraini lottano per tutti noi"

"Inizialmente volevo raccontare la situazione generale in tutta la Russia, partendo dal ruolo di Dozhd TV, un canale che è stato chiuso per tre volte ma che ha comunque continuato a fare informazione, nonostante tutte le difficoltà. Poi volevo anche descrivere la fondatrice della televisione, che è un personaggio: una figura molto glam, una signora molto ricca che nel corso del tempo è diventata una lottatrice, una donna che si batte per dare notizie indipendenti. La storia di questo documentario rappresenta ciò che è accaduto a noi in questi ultimi 10 anni: io ho utilizzato Natasha Sindeeva, la fondatrice, per far vedere che cosa è successo alla Russia e come siamo arrivati a questo punto. Passo dopo passo faccio vedere come siamo arrivati a questa guerra" dice la regista.

"Non fare questi film? Non è mai stata un'opzione"

approfondimento

Ucraina, il concerto del Metropolitan di New York. VIDEO

"Non è affatto facile parlare di politica e fare documentari in Russia. Non si trova del denaro per produrre materiali di questo tipo. Non posso dire che è pericoloso, ma ci sono tanti ostacoli, tutti diversi, per fare un film. Per quanto riguarda questo mio ultimo lavoro - F@CK THIS JOB - ma anche "The man who was too free", documentario su Boris Nemtsov, posso dire che non è mai stata un'opzione NON fare questi film. MAI. So che è una missione" confida la regista.

In Russia il giornalismo indipendente è stato ucciso

approfondimento

Guerra in Ucraina: i reportage e le dirette di Sky TG24. VIDEO

Quando sarà libera la Russia? Le chiediamo. E lei: "Non lo so, è una domanda esistenziale e non ho una risposta. Mi piacerebbe dire 'sì, la Russia sarà libera' e spero anche che si possa tornare a lavorare come succedeva negli anni Novanta. Adesso è un'era oscura e francamente non ho speranze, non vedo la luce alla fine del tunnel. Tutto il giornalismo indipendente è stato ucciso in Russia, è impossibile lavorare, siamo sotto legge marziale. Vorrei che la Russia fosse libera, ma non so se e quando questo accadrà".

 

F@CK THIS JOB: la trama

approfondimento

Guerra in Ucraina, ancora bombe su Mariupol: distrutto teatro. FOTO

La lotta tra Verità e Propaganda nella Russia di Putin e l’improbabile resistenza di Dozhd Tv, il canale della pioggia e dell’ottimismo, e della giornalista che l’ha fondato. 

Nel 2008 Natasha Sindeeva è una ricca e ambiziosa 35enne che, per realizzare i suoi sogni di fama e di gloria, decide di fondare a Mosca un canale televisivo indipendente: Dozhd TV - L'emittente dell'ottimismo, poi ribattezzata Rain TV. Natasha non sa niente né di giornalismo né di politica. Libertà di espressione e attivismo per i diritti non fanno parte del suo vocabolario. Eppure, assume giornalisti che si oppongono al regime di Putin e difendono le minoranze LGBTQ. Ben presto la sua creatura diventa un'isola per la libera espressione politica e sessuale e la sua è l'unica emittente libera a sopravvivere nella Russia di Putin. La donna si trova a combattere una guerra tra Verità e Propaganda e a perdere i suoi soldi, rimanendo ostaggio dei suoi sogni.

Spettacolo: Per te