Dio Salvi la Regina! Elisabetta II sovrana di iconologia tra realtà e fiction

Spettacolo

Paolo Nizza

In attesa dei 70 anni di regno che si celebreranno il 6 febbraio, il libro di Anna Maria Pasetti e pubblicato da Bietti Fotogrammi ci racconta il mito della regina Elisabetta, dal cinema alla televisione, dai documentari alle opere di finzione. Con un’intervista esclusiva a Stephen Frears, regista di “The Queen”

Un mito è una biforcazione in un ramo di un immenso albero. Per capirlo occorre avere una qualche percezione dell'intero albero e di un alto numero delle biforcazioni che vi si celano.” È una frase tratto dal saggio L’ Ardore di Roberto Calasso.  E, Ça va sans dire, Elisabetta II rappresenta un mito dei nostri tempi. Cosi grazie a “Dio Salvi la regina, il prezioso libro scritto da Anna Maria Pasetti e pubblicato da Bietti Fotogrammi, collana diretta e curata da Ilaria Floreano, ci svela i molteplici aspetti dell’iconologia audio­visiva legata a regina più longeva della Storia d’Inghilterra.

Una figura unica e irripetibile capace di legare Icona e Simbolo dentro a un Corpo eccezionale, in grado di vivere e trascendere il Tempo in un gesto. Suddiviso in tre capitoli: Tre volte segno. Me, Myself & I; Apparizioni.Re(g)al(i)tà; Finzioni. The Power of Collective Imagination, il volume si conclude con un’intervista realizzata dall’autrice via Skype a Stephen Frears il giorno 18 marzo 2021. Una conversazione illuminante in cui il regista rivela i segreti del film The Queen, uscito nel 2006 e grazie al quale Helen Mirren ha vinto la Coppa Volpi a Venezia e l’Oscar come miglior attrice protagonista.

La copertina del libro "Dio salvi la Regina! di Anna Maria Pasetti

God Save The Queen

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“Monarca più longeva, resistente e resiliente dell’era moderna – 95 anni di età e quasi 70 di regno mentre scriviamo – Queen Elizabeth II è la roccia che sovverte la leggenda di Excalibur, capace di una endurance dai tratti sovrumani, probabilmente scolpita ad hoc nell’inconscio di un Regno votato alla perpetua utopia.” Con questo potente incipit, Pasetti ci porta alla scoperta delle molte stanze del palazzo in cui abitano le svariate rappresentazioni di Sua Maestà la regina: sei ritratti fatti da titani della fotografia del calibro di Cecil Beaton e Annie Leibovitz al florilegio di Matrimoni, Incoronazioni, Giubilei & Funerali; Elisabetta II regna anche nell’immaginario collettivo. Perché per citare le parole regista Roger Michell, autore del più recente e probabilmente “definitivo” dei documentari su Elisabetta II, uscita nelle sale mondiali nel 2022: “È la monarca britannica più longeva e regnante di sempre. È il capo di Stato donna che ha amministrato più a lungo nella storia, il monarca vivente più antico del mondo, il più longevo e il capo di Stato attuale più antico. Più persone sognano la regina di qualsiasi altra persona”.

Olivia Colman è La regina Elisabetta II nella serie tv The Crown

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Scriveva Hegel che “la nottola di Minerva inizia il suo volo soltanto sul far del crepuscolo.” E al netto, della sua possanza iconica, al momento sono solo tre i lavori di finzione che hanno come protagonista Elisabetta II: I film The Queen (2006) e Una notte con la regina (2015) ela serie The Crown (2016-in produzione). Sono, altresì, una schidionata i titoli cine-televisivi di svariati gene­ri e provenienze in cui Sua Maestà si palesa in un ruolo secondario, oppure in un semplice cameo. Tra i titoli citati nel libro, il più curioso è Voyage au bout de la nuit di Paolo Sorrentino, inserito nel progetto collettivo in 17 epi­sodi Homemade, ideato dalla cilena Fabula e dall’italiana The Apartment per Netflix. Girato in pieno lockdown, un cortometraggio di sette minuti in cui regista napoletano immagina un dialogo tra la Regina Elisabetta e Papa Francesco, con la prima in visita in Vaticano. I protagonisti sono pupazzetti con le fattezze dei suddetti personaggi, l’ambientazione è ricavata dagli interni ed esterni della casa di Sorrentino. Un autentico gioiello in cui sua Maestà questa battuta cult: «Io e te siamo simboli, per questo non sappiamo fare niente». Insomma, tra le superbe interpretazioni di Helen Mirren, Claire Foy, Olivia Colman, la copertina del disco God Save the Queen dei Sex Pistols God Save the Queen dei Sex Pistols, i francobolli del Commonwealth e l’inaugurazione dei Giochi della XXX Olimpiade di Londra a fianco di Daniel-00y-Craig, il libro di Pasetti riesce a circumnavigare il pianeta Elisabetta II, senza mai perdere la rotta. Un’opera ricca di spunti, intuizioni, suggestioni, affascinante quanto sua Maestà La regina. Un volume che riesce nell’impresa di sintetizzare in un centinaio di pagine “l’icona più tradizionalista e contemporaneamente sovversiva della modernità”

Helen Mirren nel film The Queen di Stephen Frears

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