Morto il tenore Giuseppe Giacomini: aveva 80 anni

Spettacolo
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Una vita al servizio della musica, quella di Giuseppe Giacomini. Con umiltà e grande umanità ha calcato i maggiori palcoscenici internazionale, con il solo obiettivo di portare la grande musica lirica nel mondo

È venuto a mancare a 80 anni il tenore Giuseppe Giacomini. A dare il triste annuncio è stata Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttrice artistica dell’Arena di Verona.

Nel ricordo commosso dell’amica e collega di una vita, la storia e la carriera del grande tenore che “con grandissimo senso di responsabilità” ha perseguito la sua esistenza artistica con passione e professionalità fino al suo ultimo giorno in scena.

Cecilia Gasdia ha fatto inoltre sapere che la Fondazione Arena di Verona dedicherà al musicista e compagno di viaggio scomparso una serata del Festival 2021 proprio nella suggestiva cornice della famosissima arena.

Giuseppe Giacomini è stato uno degli artisti più apprezzati della sua generazione, con un folto pubblico di appassionati che l’ha applaudito in tutti i maggiori teatri d’Italia e del mondo. Una delle voci più importanti e autorevoli del nostro tempo, che ha vissuto e lavorato con il grande senso di umiltà che caratterizza i grandi artisti, resi immortali dalle loro gesta e dalle loro incredibili carriere.

Sono in molti a ricordare questo grande artista sui social: chi lo conosceva e apprezzava la sua opera lo descrive come “una delle voci più straordinarie della lirica italiana” oltre che come “una persona da ammirare, che ha sempre lavorato con professionalità e grande umiltà”.

Per molti non se ne va solo un grande tenore ma un amico che ha calcato il palcoscenico al fianco dei maggiori artisti del mondo, dimostrando sempre il suo grande talento e la sua grande umanità.

Giuseppe Giacomini, la vita di un grande tenore

Giuseppe Giacomini è nato a Veggiano, provincia di Padova, nel settembre del 1940. Il debutto arriva nel 1966, in Madama Butterfly, dove ricopre il ruolo del tenente della marina americana Pinkerton.

Nel 1974 arriva per la prima volta al Teatro alla Scala e da quel momento diventerà una delle voci italiane più apprezzate e acclamate nel mondo.

New York, Parigi, Berlino, Mosca, Il Cairo, queste sono solo alcune delle città che hanno ospitato la sua voce e la sua immensa arte, applaudendo il maestro con riverenza e ammirazione.

Memorabile la messa in scena dell’Aida proprio sotto le piramidi d’Egitto, per l’inaugurazione dei Giochi Olimpici del 1988.

E proprio a Verona per oltre vent’anni è stato protagonista indiscusso di maestose produzioni andate in scena sia nella celebre arena che al Teatro Filarmonico. Come dimenticare le sue magistrali interpretazioni di Cavaradossi, Radamès, Otello, Manrico, Alvaro e altri grandissimi protagonisti delle più grandi opere liriche della storia.

Un artista leggendario che ha portato la lirica nel mondo con la devozione e il rispetto di chi sta interpretando la “musica più elevata” con grande professionalità e deferenza.

La camera ardente per l’ultimo saluto a Giuseppe Giacomini sarà allestita a Monselice e poi ci saranno i funerali.

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