Bolzano Danza 2021, il programma dell'edizione della ripartenza, intitolata "Swan"

Spettacolo

Camilla Sernagiotto

Foto Jeanette Bak da The Dying Swans Live Experience

La 37esima edizione, che si apre oggi, è incentrata sulle riscritture dei classici del repertorio degli ultimi tre secoli. Da Il Lago dei cigni a Giselle fino a La Sagra della primavera, 29 appuntamenti (di cui 5 prime assolute, 10 prime nazionali e 4 coproduzioni del Festival). Dal 16 fino al 30 luglio nelle sale del Teatro Comunale di Bolzano e in diversi luoghi della città e nei dintorni

Comincia oggi la 37esima edizione del Festival Bolzano Danza, in programma dal 16 al 30 luglio con un ricchissimo programma che conta 29 appuntamenti imperdibili (di cui 5 prime assolute, 10 prime nazionali e 4 coproduzioni del Festival).

La kermesse si svolge nelle sale del Teatro Comunale di Bolzano e in diversi luoghi della città e nei dintorni ed è intitolata Swan.

Il nome - che è il simbolo per antonomasia del balletto - battezza questa edizione 2021, un ritorno al Festival “normale” che si riappropria della sua tradizionale struttura ed essenza, ripartendo dagli archetipi.

Il fil rouge che intesse l’agenda dell’evento, infatti, è quello della riscrittura dei classici del repertorio degli ultimi tre secoli.

Bolzano Danza 2021 si presenta come un mosaico caleidoscopico di reenactment di capolavori del balletto e della musica.

Da Il Lago dei cigni a Giselle fino a La Sagra della primavera, sono 29 gli appuntamenti (di cui 5 prime assolute, 10 prime nazionali e 4 coproduzioni del Festival).  

Sono coinvolti coreografi di punta della scena internazionale ma anche giovani leve italiane, con un’offerta variegata che valorizza il panorama artistico contemporaneo a 360°, con un occhio di riguardo al nostro Paese.

Dopo l’esperienza singolare di EDEN nell’estate 2020, progetto premiato per originalità dalla critica italiana con il Premio D&D, il Festival Bolzano Danza 2021 ha in serbo un’altra edizione che entrerà negli annali.

“Swan è un festival di riletture e di ridefinizioni. L’apertura con la nostra ‘compagnia associata’ Gauthier Dance di Stoccarda ci porta da subito nel vivo delle tematiche messe in campo quest’anno con quattro riscritture contemporanee del Lago dei cigni. Pilastri di questa edizione sono poi le commissioni originali dei remakes de La morte del cigno di Mikhail Fokin e Camille Saint-Saëns e il ritorno di artisti ‘amici’ come Olivier Dubois e Alessandro Sciarroni, nonché la presenza di opere di due ‘maestre’ come Maguy Marin e Lucinda Childs. Peculiare, essendo il Festival costola della Fondazione Haydn, il rapporto con la musica dal vivo, sfociato nella coproduzione Requiem (Sià Karà), un lavoro che unisce l’estro del coreografo franco-tunisino Radhouane El Meddeb al compositore associato della Haydn Matteo Franceschini: una riscrittura del Requiem mozartiano per dieci danzatori della cubana MiCompañia, una trentina di elementi dell’Orchestra Haydn e live electronics”, spiega il Direttore Artistico del Festival, Emanuele Masi.

Nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo, potrete gustarvi un assaggio di Giselle di Kor’sia, rilettura proiettata ai giorni nostri del grande classico del Romanticismo.

Il duo composto da Mattia Russo e Antonio de Rosa si esibirà con Giselle al Teatro Comunale, il 18 luglio, per la prima nazionale.

L’inaugurazione

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L'inaugurazione oggi,16 luglio presso la Sala Grande del Teatro Comunale con la prima nazionale di Swan Lakes con la Gauthier Dance//Theaterhaus Stuttgart di Stoccarda.
Quattro diverse riletture in chiave contemporanea del “balletto dei balletti”, che verrà affrontato con assoluta libertà espressiva a partire dalle tematiche messe in campo dall’archetipo di Petipa-Cajkovskij a firma dell’israeliano Hofesh Shechter (Swan Cake), della canadese Marie Chouinard (Le chant du cygne: le Lac), dello spagnolo Cayetano Soto (Untitled for 7 dancers) e del tedesco Marco Goecke (Shara Nu).

The Dying Swan, la serie di rivisitazioni dell’assolo La morte del cigno

A scandire l’intera durata del festival c’è il progetto di commissioni originali The Dying Swan. Si tratta di una serie di rivisitazioni del celebre assolo La morte del cigno di Mikhail Fokin su musica di Camille Saint-Saëns (di cui ricorrono i 100 anni dalla morte), creato per Anna Pavlova nel 1907.

Hanno ripensato il titolo Kor’sia (Swan), Radhouane El Meddeb (Les cignes sont morts!), Club Guy & Roni (The Dying Swan), Olivier Dubois (Swan Blast), Camilla Monga (Swaën), Chiara Bersani (L’Animale), Silvia Gribaudi (Peso Piuma).
A loro, si aggiungono altri 16 diversi assoli, live e digital, di The Dying Swans Project della Gauthier Dance, presentanti in parte in Teatro nella serata denominata The Dying Swans Live Experience (Studio, 17 luglio) e in parte sui monitor allestiti nel quartiere Don Bosco di Bolzano per U-Game/Dying Swans (1-31 luglio).

Giselle di Kor’sia, rilettura proiettata ai giorni nostri

Sono moltissimi i protagonisti e gli artisti “amici” di Bolzano Danza, che si esibiranno per questa edizione della ripresa con nuovi lavori e brani cult.

Non mancheranno all’appello Olivier Dubois, Alessandro Sciarroni (che ritorna con due distinti lavori), Lali Ayguadé e Kor’sia (alias Mattia Russo e Antonio de Rosa). A loro si deve la nuova Giselle nata a Madrid nel 2020 (coprodotta da Bolzano Danza) che proietta ai giorni nostri la storia di Giselle. Un appuntamento imperdibile, presso il Teatro Comunale, 18 luglio, per la prima nazionale. 

20 luglio, la prima nazionale di Come Out

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Il 20 luglio ci sarà un altro debutto italiano: Come Out, la pungente creazione di Olivier Dubois per il Ballet de Lorraine sull’omonima partitura di Steve Reich rimaneggiata da François Caffenne.


Presso il Teatro Comunale, andrà in scena questa coreografia di massa a dir poco abbagliante, rappresentando un atto di resistenza alla vita e alle sue deviazioni, avvolta nel colore rosa.
Olivier Dubois sarà inoltre interprete del suo provocatorio duetto performativo Prêt à baiser sulla Sagra della primavera di Stravinsky (nell’anno in cui ricorrono i cinquant’anni dalla morte del compositore). L’appuntamento è per il 21 luglio, alla Fondazione Antonio Dalle Nogare.


E non è tutto: vedremo Dubois anche nella duplice veste da autore e interprete di una sua Morte del cigno dal titolo Swan Blast, in prima assoluta al Festival il 20 luglio (Studio).

Folk-s_Will you still love me tomorrow? di Alessandro Sciarroni (24 luglio)

Grande attesa anche per Folk-s_Will you still love me tomorrow? di Alessandro Sciarroni, originale riappropriazione in chiave performativo-contemporanea dello Schuhplattler, il ballo tradizionale tirolese.

Già presentato al Festival di Bolzano cinque anni fa come site specific a Museion, lo spettacolo sarà ora ospitato nella Sala Grande del Teatro Comunale (l’appuntamento è per il 24 luglio).


E il Leone d’Oro 2019 della Biennale di Venezia è anche autore dell’ipnotico Dialogo Terzo: In a Landscape per CollettivO CineticO sull’omonima partitura di John Cage. Un gioco di crescendo e dissolvenze con l’hula hoop accolto nella suggestiva cornice della terrazza della Cantina Kettmeir di Caldaro, con vista sui vigneti (la data da segnare è quella del 17 luglio).

Hidden di Lali Ayguadé (26 luglio)

Un grande ritorno è anche quello dell’artista di punta della scena catalana Lali Ayguadé, presente a questa edizione del Festival con la sua ultima creazione Hidden, coprodotta da Bolzano Danza con TemporadaAlta di Barcellona.
Un’opera in cui viene mostrato come il presente sia influenzato dal passato attraverso il teatrodanza pregnante e dinamico caratteristico della coreografa l’inconscio. Da non perdere, il 26 luglio presso Studio.

Maguy Marin (18 luglio) e Lucinda Childs (22 luglio)

Coreografa di riferimento del panorama europeo e mondiale da quasi mezzo secolo, Maguy Marin sarà protagonista assoluta riallestendo il suo storico Duo d’Eden con l’italiana MM Contemporary Dance Company di Michele Merola.

Un passo a due sospeso di rara bellezza che vede mescolarsi uno nell’altro i corpi dei due interpreti, al Teatro Studio il 18 luglio.

Non manca nemmeno l’altra icona del secondo Novecento, Lucinda Childs, presente con Tempo Vicino, creazione del 2009 per il Ballet de Marseille ora ripreso dalla compagnia con un nuovo cast e presentato nell’ambito della serata plurale Childs/Carvalho/Lasseindra/Doherty (commissionata alla compagnia dal Théâtre de la Ville e dal Théâtre du Châtelet in prima nazionale a Bolzano Danza).

Per l’occasione, la fondatrice del postmodern Lucinda Childs si unisce alla stella nascente irlandese Oona Doherty, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2021, all’icona queer del voguing francese Lasseindra Ninja e all’universo pittorico dell’artista portoghese Tania Carvalho. L’appuntamento è al Teatro Comunale, il 22 luglio.

La riscrittura del Requiem di Wolfang Amadeus Mozart (28 luglio)

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Il Requiem di Wolfang Amadeus Mozart viene proposto nella riscrittura per orchestra e live electronics dell’Associated Artist della Fondazione Haydn Matteo Franceschini per una creazione globale in prima assoluta al Festival che coinvolge il coreografo franco-tunisino Radhouane El Meddeb, la cubana Micompañia, l’Orchestra Haydn guidata dalla bacchetta del Maestro Jean Deroyer e un gruppo di amatori del territorio (al Teatro Comunale, il 28 luglio).

Best Regards di Marco D’Agostin (29 luglio)

Best Regards di Marco D’Agostin è un assolo che è una lettera danzata d’addio e di riconoscenza per l’istrione della scena, Nigel Charnock, mitico fondatore dei DV8 scomparso prematuramente nell’agosto del 2012. Si terrà il 29 luglio presso Studio.

Club Guy & Roni (30 luglio) e l’interattivo Swan Lake The Game (20 luglio)

Per la prima volta a Bolzano Danza ci sarà Club Guy & Roni, gruppo olandese che ha fatto dell’interdisciplinarietà la propria traccia e di una fisicità libera e violenta un linguaggio distintivo.
Presenta in prima nazionale TETRIS Mon Amour, un’opera in cui la musica elettronica ad alti decibel incontra la passione per il video game cult di Nintendo, Tetris. Quest’ultimo è una vera e propria icona pop che ha segnato diverse generazioni, anche quella a cui appartiene la coreografa Roni Haver. L’appuntamento è per il 30 luglio, al Teatro Comunale.

Il Club coinvolgerà poi il pubblico del festival, sia live sia da remoto, con Swan Lake The Game (Parco dei Cappuccini, 20 luglio), un gioco in cui ogni spettatore contribuirà alla scelta del finale del Lago dei cigni. Portando il pubblico su una piattaforma virtuale, Hotel NITE, ogni spettatore (che graficamente sarà reso con l’immagine di una libellula) attraverso device sceglierà e influenzerà la visione collettiva.

Chi sarà il cigno nero? Come finirà la storia? Si tratta della prima volta che a Bolzano Danza sarà possibile sperimentare il Game in un formato cinema sotto le stelle, con la possibilità di votare dal proprio cellulare e a maggioranza scegliere gli snodi cruciali di questo Swan Lake fuori dagli schemi.

Evolve (19 luglio) e Meohadim (23 luglio)

L’israeliano Shahar Binyamini, cresciuto con Batsheva, e lo spagnolo Jacob Gómez portano al Festival il duetto Evolve, nato da una ricerca sul concetto di crescita, in senso artistico e scientifico (Teatro Studio, 19 luglio).

Jacob Gómez, invece, propone un quintetto femminile dal titolo Meohadim in cui movimento, canto e recitazione raccontano contraddizioni e similitudini di vita. Atteso per il 23 luglio presso Studio, per Meohadim Gómez è partito dalla sua autobiografia (ha cinque sorelle).

Graces di Silvia Gribaudi (27 luglio)

Al Parco delle Semirurali va in scena il 27 luglio il divertente Graces di Silvia Gribaudi, lo spettacolo vincitore del Premio Danza&Danza “miglior produzione italiana 2019”.
Le tre Grazie del Canova, qui declinate al maschile, dispiegano un’indagine sulla bellezza. “Se nella classicità la bellezza era armonia delle forme, nella nostra quotidianità dove ritroviamo questa armonia?”,  si domanda Silvia Gribaudi.
L’autrice torinese presenta al Festival anche la sua versione della Morte del cigno, Peso Piuma (26 luglio, Parco dei Cappuccini), preceduto il 23 e 24 luglio dall’installazione esperienziale SWAN-VR moving bodies (NOI Techpark).

La performer cipriota Maria Hassabi


Per il tradizionale appuntamento a Museion, simbolo della collaborazione tra il Festival e la prestigiosa istituzione cittadina dedicata all’arte contemporanea, è stata invitata la performer Maria Hassabi.
L’artista cipriota, attiva a New York e artefice di una pratica coreografica basata sulla posa scultorea e la dilatazione temporale, è inserita nell’ambito della personale di Jimmy Robert.
Quest’ultimo è un artista che si è spesso riferito alla danza sia nelle sue performance sia nelle sue opere verbo-visuali. In mostra a Museion ci saranno tra gli altri il suo Plié del 2020 e Veneer riferito al celeberrimo Trio A di Yvonne Rainer (Untitled (2021) Museion 29 e 30 luglio).

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