Oscar 2020: le "prime volte" di questa edizione

Spettacolo

Parasite prima pellicola in lingua straniera vincitrice come Miglior film, Taika Waititi primo indigeno Maori premiato dall’Academy e altro ancora: questa edizione degli Academy Awards ha stabilito una serie di importanti precedenti.

di Marco Agustoni

C’è sempre una prima volta, anche per dei premi "di vecchia data" come gli Academy Awards. Eppure questi Oscar 2020 hanno stabilito diversi, anche importanti precedenti, uno dei quali potrebbe fra l’altro rappresentare una piccola "rivoluzione".


Partiamo proprio da qui: la vittoria di Parasite di Bong Joon-ho, recitato non in inglese,  come Miglior film. Già nel 2012 il francese The Artist di Michel Hazanavicius si era aggiudicato la statuetta più ambita, ma in quel caso si trattava di un film muto, in grado quindi di vincere la tradizionale diffidenza del pubblico americano (e dell’Academy) nei confronti dei film parlati in un’altra lingua.


Si tratta di un evento importante, proprio perché questa prima volta potrebbe segnare un cambio di tendenza per il futuro. L’augurio è che dalle prossime edizioni gli Oscar possano tenere di nuovo in conto film non in inglese, caratteristica che in passato ha penalizzato pellicole che avrebbero meritato una maggiore considerazione.


Parasite ha segnato anche altre prime volte: si tratta della prima pellicola coreana insignita con l’Oscar per il Miglior film internazionale, mentre Bong Joon-ho (scopri di più sul regista) è il primo cineasta coreano ad aggiudicarsi il riconoscimento per la Miglior regia. Al termine di questa abbuffata di premi (Parasite ha vinto anche come Miglior sceneggiatura originale), l’autore di film come Snowpiercer e Okja ha dichiarato sodisfatto, sul palco degli Academy, “Adesso posso andare a bere”.


Parasite a parte, ci sono state altre prime volte, a questi Oscar 2020: Taika Waititi, vincitore della statuetta per la Miglior sceneggiatura non originale con Jojo Rabbit (guarda il trailer), è il primo indigeno Maori ad aggiudicarsi un premio agli Academy. Non a caso il regista di Vita da vampiro – What We Do in the Shadows e di Thor: Ragnarok ha dedicato la sua vittoria a tutti i bambini indigeni che vogliono fare arte, ballare o raccontare storie, invitandoli a coltivare i propri sogni.


Questa edizione degli Academy Awards ha finalmente concesso la prima vittoria ad attori che, nonostante le tante interpretazioni memorabili, non si erano mai aggiudicati la statuetta. Innanzitutto Brad Pitt, che dopo due nomination come Migliore attore e una come Migliore attore non protagonista, ha finalmente vinto quest’anno la statuetta come Miglior attore non protagonista grazie alla sua performance in C’era una volta… a Hollywood. Certo, Pitt aveva già ricevuto il premio per il Miglior film come produttore di 12 anni schiavo, ma vincere da attore è tutta un’altra cosa.


Joaquin Phoenix, vincitore come Miglior attore protagonista per la sua acclamata prova in Joker, nonostante sia uno dei più celebrati interpreti in circolazione finora non era mai stato premiato dall’Academy. L’altra grande attrice che finora era rimasta a bocca asciutta, nonostante due nomination, era Laura Dern, che quest’anno ha vinto nella categoria Miglior attrice non protagonista con Storia di un matrimonio. Non è andata altrettanto bene alla sua collega di set Scarlett Johansson, nonostante fosse nominata in due categorie distinte.

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