Fasma, intervista al rapper protagonista tra le nuove proposte a Sanremo 2020

Spettacolo

Fabrizio Basso

Fasma stasera sul palco del Teatro Ariston insegue la vittoria nella categoria Nuove Proposte col brano Per Sentirmi Vivo. Poco prima dell'esibizione lo ho intervistato 

(@BassoFabrizio)

Una ballad pop rock che ha già collezionato oltre quattro milioni di stream. Si intitola Per Sentirmi Vivo e fa parte del nuovo album Io Sono Fasma che l'artista romano definisce
"un album libero, nato dalla voglia di mostrare cosa si ha dentro, senza restare prigionieri di un determinato genere". Lo ho intervistato.

Pronto per la finale?
Bisogna essere carichi. Ci si prova.
Il video dove lo hai girato?
Vicino a Bravetta, a Roma, il destino ha voluto finissmo lì. Al mio fianco GG il pianista che mi accompagna sempre. Gli altri amici che hanno condiviso con me l'esperienza. Spero presto di avere una band mia.
Il brano è luminoso. E' un brano di speranza.
Mi sento parte della mia generazione, se posso contribuire a far capire che crediamo nel futuro lo faccio.
Hai un tono di rivalsa.
Ci hanno sempre giudicato, dicevano che non avremmo mai potuto cambiare le cose. Io questo pensiero non lo condivido per niente.
Per altro la tua generazione, quella dei ventenni, ha riscoperto le piazze.
Passando dalla piazza si può fare tutto. Stiamo provando a cambiare le cose.
La musica può dare un contributo importante?
La musica mi ha dato modo di non piegarmi a certe logiche e situazioni. Io ripeto spesso che un uomo piegato non potrà mai raddrizzare gli altri. Non voglio chiudermi nel mio mondo.
Come è Sanremo?
Da protagonista Sanremo è un’altra storia. Ci sta un mondo che parte la mattina e finisce la notte e la gente non vede.
Per Sentirmi Vivo è stata studiata per l'Ariston?
Non ho detto voglio andare a Sanremo, abbiamo detto sentendo il brano che andava bene e che Sanremo poteva essere una vetrina importante.
Cosa porti qui?
Me stesso.
Sei uno dei pochi giovani artisti dallo stile riconoscibile.
Riconoscibilità significa che tutti sono diversi: facciamo parte di una collettività e io porto quello che sono.
Un messaggio?
Invito chi fa musica a non avere paura e ricordarsi che musica è essere e non apparie.
Cosa porterai a casa da questa esperienza?
Tornerò a Roma con un bel ricordo.
C'è anche il disco Io sono Fasma.
Non è autocelebrativo ma provo a raccontare che tutti possono essere Fasma. E' un disco di forti emozioni, ci sono io in ogni traccia.

 

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