Perché fa bene portare i propri cani al lavoro

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Dal conforto personale alle interazioni positive con i colleghi: ecco i benefici che un animale nel posto di lavoro può dare ai dipendenti (con qualche controindicazione)

Avere un animale in ufficio significa poter tirare il fiato dopo una riunione, uscendo a passeggiare per qualche minuto con il proprio amico a quattro zampe. Non fa male come la pausa sigaretta e in più è una buona scusa per socializzare. Aziende come Amazon hanno introdotto da tempo la politica pet-friendly proprio per i buoni risultati riscontrati in termini di produttività. Il 21 giugno in tutto il mondo si celebra il Take your dog at work day. Ecco perché fa bene portare il proprio cane sul posto di lavoro.

I benefici sull'umore

I cani sul posto di lavoro sono benefici per numerosi motivi. Come sottolinea il Time, in primo luogo offrono supporto emotivo agli impiegati e sono una buona scusa per interagire con i colleghi. Uno studio pubblicato sull'International Journal of Environmental Research and Public Health sostiene che i cani siano un valido supporto per quelle persone affette da depressione o disturbi dell'umore, specialmente quando si perde il lavoro. Inoltre, la presenza degli amici a quattro zampe alla scrivania stimola la creatività e riduce lo stress. Anche l'umore del cane trae beneficio da questa vicinanza. Secondo Maria Chiara Catalani, medico veterinario esperto in comportamento animale, “essere vicini al proprietario per gran parte della giornata è un valore aggiunto per il benessere del pet, purché si tratti di animali ben socializzati”.

I benefici sulla produttività

Quattro aziende dog-friendly su cinque hanno riscontrato un impatto concreto e misurabile di questa policy sulla propria produttività. A risentirne maggiormente sono reputazione, capacità di attrarre e trattenere nuovi talenti. Lo ha messo in evidenza la ricerca “PAWrometer” (PAW = Pets at Work ossia ‘animali domestici sul posto di lavoro’) del The Banfield Pet Hospital, che ha intervistato 1.000 dipendenti e 200 responsabili delle risorse umane di aziende americane. Chi ha la possibilità di portare il proprio cane in ufficio riesce ad evitare di lasciare il proprio lavoro in sospeso per non saltare il pasto di mezza giornata dell'animale. Inoltre, non deve chiedere permessi per uscire prima: il cane è proprio lì, accanto, che aspetta di tornare a casa con il proprio padrone. Secondo Jennifer Fearing, co-autrice del libro “Dogs at Work: A Practical Guide to Creating Dog-Friendly Workplaces” questi animali sono ottimi anche per creare sinergie tra i vari settori. Può capitare che un collega voglia accarezzare il cane di qualcun altro, in un altro ufficio. “Potreste non aver mai pensato di poter lavorare insieme, ma dopo aver discusso a lungo del cane, si scopre l'opportunità di produrre sinergie che non sarebbero mai venute alla luce altrimenti”, spiega Fearing.

Le controindicazioni

Lo scenario è idilliaco: umani e animali che lavorano e stanno bene insieme. Ma non tutti i cani sono perfetti per gli uffici e non tutte le persone amano i cani. Ad esempio, un animale che abbaia durante un'importante telefonata può danneggiare il lavoro dell'intera azienda. C'è poi chi è allergico. Si rischia che l'unico a beneficiare di questa politica sia il padrone del cane. Per questo Fearing suggerisce di implementare l'iniziativa gradualmente. In caso di comportamenti negativi - zuffe con altri animali o manifesta aggressività - il cane non potrà più entrare in ufficio. Altre fasi potrebbero includere il lavaggio della cuccia del cane una volta alla settimana e l'implementazione dei filtri anti-allergici per i condotti di areazione. Inoltre, bisognerebbe prevedere zone senza cani. Solo in questo modo e con queste accortezze si può creare un posto di lavoro dog-friendly ed efficiente.

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