Movember, a novembre i baffi sono di tendenza

Spettacolo

Maria Teresa Squillaci

Movember, il mese dei baffi - Getty Images
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Da sparviero come Clark Gable, chevron in stile Tom Selleck in Magnum P.I. o da portare con il pizzetto: è il momento di “cambiare faccia”. Una scelta di look ma anche un modo per aderire alla campagna di sensibilizzazione sui problemi di salute degli uomini

È di moda Movember. La barba lunga e curata ha ormai fatto il suo tempo, le esagerazioni dello stile hipster hanno cominciato a stufare e, almeno per questo mese, la tendenza per gli uomini è una sola: farsi crescere i baffi.

Movember deriva infatti dalla crasi tra Mo- (Moustache, baffi in inglese) e –vember (da november, appunto) e indica la consuetudine di tagliarsi i baffi il 31 ottobre per poi lasciarli crescere per i 30 giorni successivi, come scelta di stile ma non solo. L’idea è nata infatti nel 2003 in Australia grazie all’incontro tra Travis Garone e Luke Slattery a Melbourne per combattere la poca informazione tra gli uomini, soprattutto over 50, quando si parla di prevenzione e rischi per la propria salute. La Movember Foundation: nel 2017 ha raccolto 17.1 milioni di dollari in donazioni per la ricerca sul cancro alla prostata, sul cancro ai testicoli e sulla salute psichiatrica. “Trascurate i vostri baffi ma non la salute” è il principio di fondo dell’iniziativa che dal 2012 si è diffusa anche in Italia.

C'è quindi di più dietro a quello che per alcuni è in parte un gioco e in parte un vezzo. Ma se la barba è relativamente facile da portare (meno da mantenere) e secondo molte donne dona un’aria più virile e affascinante, i baffi non si adattano a qualunque forma del viso. Perché siano donanti bisogna avere mascelle squadrate e guance piene, su un viso magro infatti rischiano di far sembrare emaciati.

Per chi crede in Movember, ecco i vari tipi di baffi e come scegliere quelli più adatti al proprio volto.

Baffi chevron

Il baffo chevron è folto, limitato al perimetro delle labbra. È quello di Tom Selleck in Magnum, P.I., reso celebre anche da Burt Reynolds. Gli Anni ‘70 sono l'epoca d'oro di questo tipo di baffi: li hanno portati anche Robert Redford, Paul Newman, Jack Nicholson. L'unico a resistere in quel periodo, e a restare perfettamente rasato, è stato Steve McQueen.

Baffetti da sparviero

Anche detti a pennetta, dal nome inglese di questo stile, “pencil”  ossia “a matita”, sono i baffi sottili di Clark Gable, rivisitati da Brad Pitt in “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino nel 2009. Il film è ambientato negli Anni ‘40, quando quel tipo di baffo andava per la maggiore. Oggi sono, forse giustamente, dimenticati, anche perché molto difficili da portare. Sono adatti a chi ha labbra piene e guance non troppo piatte.

Baffi e pizzetto

Per chi non vuole rinunciare alla barba, c'è l'opzione baffi e pizzetto. È lo stile che Johnny Depp adotta praticamente da decenni e che piace anche a Colin Farrell che oggi però si concede spesso baffoni a metà strada tra chevron e manubrio.

Baffi a manubrio

I baffi a manubrio hanno le parti terminali leggermente piegate all’insù e sono quelli che portava il re Umberto di Savoia. Popolari negli Anni ’20, erano considerati simbolo di una personalità austera mentre oggi sono stati presi in prestito dalla cultura hipster. Chi vuole rischiare con questo tipo di taglio deve abbandonare rasoio e lametta sui baffi almeno per 2 mesi ed evitare di tagliare la porzione di barba che va da sotto le narici fino ad arrivare all’estremità degli angoli della bocca: solo in questo modo si può ottenere la caratteristica forma “a manubrio”. Per fortuna Movember dura solo un mese.

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